Capriglia Irpina

Capriglia Irpina
comune
Capriglia Irpina – Stemma
Capriglia Irpina – Veduta
Capriglia Irpina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Provincia Avellino
Amministrazione
SindacoNunziante Picariello (lista civica Capriglia bene comune) dal 7-5-2012 (3º mandato dal 12-6-2022)
Territorio
Coordinate40°57′41″N 14°46′41″E
Altitudine575 m s.l.m.
Superficie7,49 km²
Abitanti2 206[1] (31-5-2026)
Densità294,53 ab./km²
FrazioniBreccelle I, Breccelle II, Casale,Marzano, Pozzo del Sale, San Felice, Spinielli,Cioppolo.
Comuni confinantiAvellino, Grottolella, Sant'Angelo a Scala, Summonte
Altre informazioni
Cod. postale83010
Prefisso0825
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064018
Cod. catastaleB706
TargaAV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 2 080 GG[3]
Nome abitanticaprigliesi
Patronosan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capriglia Irpina
Capriglia Irpina
Capriglia Irpina – Mappa
Capriglia Irpina – Mappa
Il comune di Capriglia Irpina all'interno della provincia di Avellino
Sito istituzionale

Capriglia Irpina è un comune italiano di 2 206 abitanti[1] della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica

Territorio

Clima

Il clima di Capriglia è tipo continentale con inverni freddi, con minime che scendono anche sotto lo zero, ed estati calde con punte di 30 gradi. L'inverno è molto piovoso con rari fenomeni nevosi che a differenza di anni fa, stanno diventando sempre più rari e poco rilevanti, fatta eccezione per il freddissimo inverno del 2012. L'estate è resa sopportabile, nonostante le alte temperature, da un clima secco che rende il caldo meno afoso.

Storia

Fu feudo di alcune potenti famiglie del Regno di Napoli, i Carafa, i Caracciolo principi di Avellino e gli Schipani. Questi ultimi, nel 1738, la cedettero al marchese di Arneto, Gaetano Amoretti, che morì senza figli maschi e per questo il paese venne acquisito nel 1780, per circa 42 000 ducati, da Nicola Macedonio, dei duchi di Grottolella, marchesi di Ruggiano, Oliveto e Tortora, baroni di Poligori in Calabria, che ne ebbe la signoria col titolo di marchese e alla cui famiglia appartenne fino all'abolizione dei diritti feudali, nel 1806[4].

Simboli

Lo stemma comunale si può blasonare: D'azzurro, alla capra, ferma su un monte di due colli, di cui uno uscente dal fianco destro, su terrazzo, il tutto al naturale.[5]

Rappresenta l'origine paese, sorto su una collina dove, in età tardo-romana, si trovava un ricovero estivo di pastori e delle loro greggi. Il toponimo deriva dal plurale Caprilia dell'aggettivo caprilis, collegato al sostantivo neutro caprile, "stalla di capre".[6] Il gonfalone è costituito da un drappo di colore azzurro con al centro lo scudo sormontato dalla corona muraria di Comune e contornato da due ramoscelli di alloro e di quercia uniti alla base da un fiocco rosso.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

  • Chiesa madre di San Nicola di Bari: risalente al XVI secolo fu costruita su un preesistente edificio del X secolo. Nella muratura esterna si trovano alcuni elementi di epoca romana. All'interno è strutturata in tre navate, l'altare maggiore è composto da marmi policromi.[7]
  • Chiesa di Sant'Antonio: il piccolo edificio si contraddistingue per la facciata in rosso pompeiano
  • Chiesa di San Felice, nella frazione omonima

Architetture civili

  • Palazzo Carafa, anche chiamato "Castello Carafa" deve il suo nome ad un preesistente castello medievale su cui la famiglia Carafa fece edificare il palazzo residenziale.[8]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[9]

Lingue e dialetti

Accanto alla lingua italiana, nell'ambito del territorio comunale di Capriglia si parla il dialetto irpino.

Amministrazione

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ vedi: Guida Comuni;Irpinia.info
  5. ↑ Capriglia Irpina, su Araldica Irpina. URL consultato il 10 marzo 2026.
  6. 1 2 Comune di Capriglia Irpina, Statuto (PDF), Preambolo storico.
  7. ↑ Chiesa di San Nicola di Capriglia Irpina, su sistemairpinia.provincia.avellino.it. URL consultato il 19 settembre 2025.
  8. ↑ Palazzo Carafa di Capriglia Irpina, su sistemairpinia.provincia.avellino.it. URL consultato il 19 settembre 2025.
  9. ↑ Dati tratti da:

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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