Caputia

Caputia
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùBrachyglottidinae
GenereCaputia
B.Nord. & Pelser, 2012
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
GenereCaputia
Specie

Caputia B.Nord. & Pelser, 2012 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae).[1][2]

Etimologia

L'etimologia del genere deriva da un vecchio nome geografico (Caput bonae spei) e indica l'areale tipico per le specie di questo genere.[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici Rune Bertil Nordenstam (1936-) e Pieter B. Pelser nella pubblicazione "Compositae Newsletter. Stockholm" (Compositae Newslett. 50: 59 (2012)) del 2012.[4]

Descrizione

Habitus. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo erbaceo robusto perenne, oppure arbustivo.[5][6][7][8][9][3]

Radici. Le radici sono secondarie da rizoma; i rizomi in genere sono spessi.

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie sono cauline disposte in modo alternato e sono sessili. Il contorno della lamina è intero con margini grossolanamente dentato-seghettati. La consistenza della foglia varia da carnosa a succulenta. La superficie è glabra oppure tomentosa.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da diversi grandi capolini raccolti in formazioni corimbose o tirsoidi. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino peduncolato di tipo radiato o discoide. Alla base dell'involucro (la struttura principale del capolino) può essere presente un calice formato da alcune brattee fogliacee. I capolini sono formati da un involucro, con forme tipo coppa, composto da 8 - 13 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee, glabre o pelose, sono disposte in modo più o meno embricato su una sola serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo, a volte alveolato, è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è piatta.

Fiori. I fiori (fiori del raggio: da 0 a 8 - 13; fiori del disco: numerosi) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali o a volte funzionalmente maschili.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: nella parte inferiore i petali della corolla sono saldati insieme e formano un tubo. In particolare le corolle dei fiori del disco centrale (tubulosi) terminano con delle fauci dilatate a raggiera con cinque lobi triangolari-ovati più o meno patenti (la superficie può essere papillosa). Nella corolla dei fiori periferici (ligulati) il tubo si trasforma in un prolungamento filiforme, terminante più o meno con cinque dentelli. Il colore delle corolle è giallo.
  • Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi. La parte basale del collare dei filamenti è subcilindrica (o debolmente balaustriforme). Le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda Lo stilo. Le antere sono brevemente sagittate o anche minutamente auricolate; a volte sono presenti delle appendici apicali che possono avere varie forme (principalmente lanceolate). La struttura delle antere è di tipo tetrasporangiato, raramente sono bisporangiate. Il tessuto endoteciale è polarizzato ma anche radiale. Il polline è tricolporato (tipo "helianthoid").[11]
  • Gineceo: lo stilo è biforcato con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno una forma subtroncata; possono essere ricoperti da minute papille o avere dei penicilli apicali. Le superfici stigmatiche sono continue. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è ellissoide-oblunga (compressa o affusolata); la superficie è percorsa da diverse coste longitudinali e può essere glabra o pubescente (con pochi tricomi sparsi). In alcuni casi sono presenti alcuni canali resiniferi. Non sempre il carpoforo è distinguibile. Il pappo è formato da numerose setole barbate, bianche e persistenti.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Sudafrica.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[12] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][8][9]

Filogenesi

Il genere di questa voce è descritto nella sottotribù Brachyglottidinae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). La sottotribù, dopo le analisi di tipo filogenetico sul DNA del plastidio,[13] è risultata in posizione politomica insieme alle sottotribù Tussilagininae, Chersodominae e il "gruppo fratello" formato dalle sottotribù Othonninae e Senecioninae. La monofilia della Brachyglottidinae è ben supportata dalle analisi di tipo filogenetico del DNA e include il subclade australiano formato dalla maggior parte dei generi della sottotribù; a questo clade vanno aggiunti alcuni generi isolati geograficamente (Sudamerica e Sudafrica).[9]

Il genere della specie di questa voce, nell'ambito della filogenesi della sottotribù, è in posizione "basale" ed è "fratello" del resto della sottotribù (insieme formano un "gruppo fratello"). Il cladogramma tratto dallo studio citato mostra l'attuale conoscenza della struttura filogenetica della sottotribù e del genere Caputia.[13]

 
 

Caputia

 
 
 

Dolichoglottis

 
 
 

Acrisione, Brachyglottis-1

 
 
 

Urostemon

 
 
 

Papuacalia, Brachyglottis-2

 
 
 
 

Traversia, Brachyglottis-3

 
 

Centropappus, Bedfordia

 
 
 

Haastia, Brachyglottis-4

 
 
 
 
 
 
 

I caratteri distintivi del genere Caputia sono:[3]

  • le foglie sono carnose e succulente
  • ha dei caratteri intermedi tra i tussilaginoidi e senecioidi
  • l'origine del genere è potenzialmente di ibrida con caratteri intermedi

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 20.[8]

Specie

Questo genere comprende 5 specie:[2]

  • Caputia medley-woodii (Hutch.) B.Nord. & Pelser
  • Caputia oribiensis (van Jaarsv.) J.C.Manning
  • Caputia pyramidata (DC.) B.Nord. & Pelser
  • Caputia scaposa (DC.) B.Nord. & Pelser
  • Caputia tomentosa (Haw.) B.Nord. & Pelser

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 20 marzo 2023.
  3. 1 2 3 Nordenstam et al. 2012.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 20 marzo 2023.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  7. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 208.
  9. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  12. ↑ Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  13. 1 2 Pelser et al. 2007.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Caputia Royal Botanic Gardens KEW - Database