Caribbean Express

Caribbean Express
L'Hamburg in arrivo a Cuxhaven nel 1993.
Descrizione generale
TipoRo-Pax
ArmatoreFerries del Caribe
ProprietàJahre Line (1976-1987)
DFDS (1987-1990)
Scandinavian World Cruises (1990-1993)
DFDS (1993-2002)
Access Ferries (2002-2010)
Carrizona Ltd (2010-2011)
Porto di registrazione Sandefjord (1976-1987)
Nassau (1987-2002)
Monrovia (2002-2003)
San Juan de los Morros (2003-2004)
Panama (2004-2005)
Monrovia (2005)
Panama (2005-2010)
Basseterre (2010-2011)
Identificazione
Ordine10 novembre 1973
CostruttoriWerft Nobiskrug
CantiereRendsburg, Germania Ovest
Costruzione n.685
Impostazione1º febbraio 1975
Varo4 ottobre 1975
MadrinaSonja Haraldsen, principessa ereditaria di Norvegia
Battesimo30 marzo 1976, a Kiel
Consegna30 marzo 1976
Viaggio inaugurale30 marzo 1976, da Kiel ad Oslo
Entrata in servizio2 aprile 1976
Nomi precedentiKronprins Harald (1976-1987)
Hamburg (1987-1997)
Admiral of Scandinavia (1997-2002)
IntitolazioneHarald, principe ereditario di Norvegia (1976-1987)
Amburgo, città tedesca (1987-1997)
Fuori servizio25 aprile 2010
Disarmo25 aprile 2010
Radiazioneluglio 2010
Destino finaleDemolizione presso i cantieri di Alang nel 2011
StatoDemolito
Caratteristiche generali
Stazza lorda19 292 tsl
Stazza netta8 177 tsn
Portata lorda3 286 tpl
Lunghezza156,42 m
Larghezza23,98 m
Pescaggio6,65 m
Propulsione2 motori diesel Sulzer 16ZAV40 S, 17 650 kW
Velocità22,5 nodi (41,67 km/h)
Capacità di carico300 auto
Numero di cabine619 (posti letto)
Passeggeri1 148
(DA) Caribbean Express, su faergelejet.dk. URL consultato il 29 novembre 2025.
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Il Caribbean Express è stato un traghetto, appartenuto dal 2002 al 2010 alla compagnia di navigazione Ferries del Caribe, ultima proprietaria prima della demolizione.

Servizio

Il traghetto venne varato il 4 ottobre 1975 nel cantiere navale Werft Nobiskrug di Rendsburg con il nome di Kronprins Harald e consegnato il 30 marzo 1976 alla Jahre Line, giorno in cui venne anche battezzato a Kiel dalla madrina Sonja Haraldsen, moglie del principe ereditario Harald, al quale era intitolato il traghetto. Il 2 aprile prese poi servizio nei collegamenti tra Oslo e Kiel[1] in sostituzione del precedente Kronprins Harald.[2]

Il Kronprins Harald in navigazione verso Oslo nel 1976.

Il 27 febbraio 1987, con l'imminente consegna del nuovo Kronprins Harald, venne venduto alla DFDS, alla quale venne consegnato il 9 marzo seguente ad Amburgo, dopo aver terminato il servizio per la compagnia norvegese circa una settimana prima. Il traghetto, ribattezzato Hamburg, prese subito servizio il 4 aprile nei collegamenti tra Amburgo ed Harwich[1] in sostituzione del Prinz Hamlet.[2]

Il 9 novembre 1989 venne speronato dal Nordic Stream durante la navigazione a sud della boa E2 di Helgoland. Il grave incidente provocò la morte di tre passeggeri ed il ferimento di altri due al bordo del traghetto, che fece immediatamente ritorno ad Amburgo. Il 16 novembre venne infine trasferito nei vicini cantieri navali Blohm + Voss, dove venne sottoposto alle necessarie riparazioni, tornando in servizio il 22 dicembre.[1]

Il Kronprins Harald in navigazione.

Il 20 dicembre 1990 venne trasferito alla controllata Scandinavian World Cruises, continuando a servire la propria rotta fino al 28 febbraio 1997, quando venne trasferito nei cantieri navali Blohm + Voss di Amburgo, dove venne sottoposto ad importanti lavori di ristrutturazione nei cantieri navali, durante i quali venne rimotorizzato, sostituendo i due vecchi motori diesel Stork-Werkspoor con due moderni Sulzer. Terminata la sosta tecnica, il 21 maggio il traghetto venne ribattezzato Admiral of Scandinavia ed il 14 giugno tornò in servizio nei collegamenti tra IJmuiden, Newcastle ed Amburgo[1] in sostituzione del King of Scandinavia.

Nel 2000 venne sottoposto ad alcuni lavori di ristrutturazione, durante i quali vennero aggiunte delle controcarene laterali, al fine di aumentarne la stabilità.[1]

Nel marzo del 2002, con il trasferimento del Prince of Scandinavia nei collegamenti tra Paesi Bassi, Gran Bretagna e Germania, l'Admiral of Scandinavia venne spostato in quelli tra Harwich e Cuxhaven.[1]

L'Admiral of Scandinavia in caricazione a IJmuiden nel 1997.

Nell'agosto del 2002, in vista del noleggio del Duchess of Scandinavia, che andò a sostituire il traghetto sulla rotta, l'Admiral of Scandinavia venne venduto alla panamense Access Ferries, alla quale venne consegnato il 20 novembre seguente nel cantiere navale di Falmouth, dopo aver terminato il servizio per la compagnia danese sei giorni prima. Ribattezzato Caribbean Express, il traghetto salpò a dicembre per i cantieri di Perama, dove venne sottoposto ad importanti lavori di ristrutturazione, al termine dei quali, ad aprile lasciò l'Europa alla volta di Porto Rico. Giunto in centro America, il traghetto prese poco dopo servizio nei collegamenti tra San Juan e Santo Domingo sotto le insegne della Ferries del Caribe.[1]

Il Caribbean Express ai Caraibi nel 2009.

Nell'aprile del 2010, il traghetto, ormai ultratrentenne, venne disarmato e tre mesi dopo ceduto per la demolizione, salpando ad ottobre da Salvador alla volta dell'India. Tuttavia, il 22 ottobre il traghetto subì dei problemi meccanici durante la navigazione lungo le coste del Sudafrica e fu costretto a fermarsi per una sosta tecnica a Città del Capo. Riparato, salpò poi il 31 ottobre per Alang, dove venne spiaggiato il 25 gennaio 2011.[1]

Galleria di immagini

Il battesimo del Kronprins Harald a Rendsburg il giorno della consegna, alla presenza del principe ereditario Harald, della moglie Sonja Haraldsen e del Ministro degli Affari Sociali dello Schleswig-Holstein Karl Eduard Claussen.
Il Kronprins Harald a Kiel poco dopo la cerimonia di consegna, immortalato durante la caricazione di alcuni veicoli per Oslo.
Il Kronprins Harald in partenza da Kiel per la sua traversata inaugurale.
Il Kronprins Harald a Kiel nell'aprile del 1976.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 M/S KRONPRINS HARALD (1976), su www.faktaomfartyg.se. URL consultato il 29 novembre 2025.
  2. 1 2 Kronprins Harald Ferry Postcards, su simplonpc.co.uk. URL consultato il 29 novembre 2025.

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