Carl Panzram

Charles "Carl" Panzram
Panzram nel 1915 col nome di “Jeff Baldwin” nella prigione di stato dell’Oregon
Altri nomi
  • Carl Baldwin
  • Jack Allen
  • Jefferson Baldwin
  • Jeff Davis
  • Jefferson Davis
  • Jeff Rhodes
  • John King
  • John O’Leary
NascitaEast Grand Forks, 28 giugno 1891
MorteFort Leavenworth, 5 settembre 1930
Vittime accertate5
Vittime sospettate22+
Periodo omicidi1910 - 1929
Luoghi colpitiStati Uniti (Connecticut, Kansas, Luanda, Maryland, Massachusetts, New York, Pennsylvania, Texas) e Angola
Metodi uccisionestrangolamento, arma da fuoco, oggetti contundenti
Altri criminiStupro, pedofilia, tentato omicidio, incendio doloso, possesso illegale di arma da fuoco, furto, ricettazione, atti vandalici, rapina, sequestro di persona, occultamento di cadavere, evasione, minaccia, oltraggio alla corte, resistenza a pubblico ufficiale, truffa
Arresto30 agosto 1928 (definitivo)
ProvvedimentiImpiccagione

Charles Panzram (East Grand Forks, 28 giugno 1891 – Fort Leavenworth, 5 settembre 1930) è stato un serial killer statunitense.

Nelle confessioni in carcere e nella sua autobiografia, Panzram affermò di aver commesso 22 omicidi, la maggior parte dei quali non è stata confermata dalle autorità. Confessò anche di aver compiuto oltre 1 000 atti di sodomia a danni di ragazzi e uomini. Dopo una serie di carcerazioni ed evasioni, fu giustiziato nel 1930 per l'omicidio di un impiegato della penitenziario di Leavenworth. Sono state confermate solo cinque vittime, anche se si sospetta abbia ucciso più di 100 uomini in totale tra gli Stati Uniti ed Angola.

Biografia

Nato a East Grand Forks, nel Minnesota, da due immigrati dalla Prussia Orientale, Johann e Matilda Gottlieb Panzram, Carl crebbe nella fattoria di famiglia insieme a otto fratelli. Carl Panzram si sentiva escluso dagli altri bambini e a cinque o sei anni era già avvezzo a furti e a menzogne, mostrando un comportamento sempre più violento con la crescita.[1] Nel 1899, a otto anni, venne convocato dal tribunale minorile per ubriachezza e molestie. Nel 1903, all'età di undici anni, fu arrestato e imprigionato perché ubriaco e definito "incorreggibile".[2][3] Nel medesimo anno rubò una torta di mele e una rivoltella in casa di un vicino. Nel mese di ottobre i genitori lo mandarono in collegio alla Minnesota State Training School, dove fu ripetutamente picchiato, torturato e violentato dal personale della scuola, in una stanza che i collegiali soprannominavano "il negozio di vernici", poiché i bambini ne uscivano ricoperti di lividi e ferite. Il 7 luglio 1905 Panzram diede fuoco all'istituto, senza mai essere scoperto.[1][4]

Nel gennaio 1906 fu rilasciato in libertà vigilata dalla Red Wing Training School, dove doveva soggiornare per aver sottratto denaro dal portafoglio della madre.[5][6] Durante l'adolescenza divenne alcolizzato e si trovò ripetutamente nei guai con le autorità, spesso per furto con scasso e piccole rapine. Scappò di casa all'età di 14 anni, due settimane dopo la concessione della libertà vigilata; dopo sole due settimane tentò di uccidere un docente luterano con una pistola.[7] Divenne un vagabondo, viaggiando spesso a bordo di vagoni ferroviari; in seguito affermò di essere stato violentato da un gruppo di vagabondi a bordo di un treno.

Primi crimini

Panzram affermò che, dopo essere fuggito da un riformatorio del Montana insieme a un detenuto di nome Jimmie Benson, compì con questi una serie di furti con scasso, rapine e incendi dolosi in tutto il Midwest, fino alla separazione dei due. Nel 1907, a 15 anni, dopo essersi ubriacato in un locale del Montana, si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti. Poco dopo venne condannato per furto e scontò una pena di due anni (dal 1908 al 1910) presso la caserma disciplinare di Fort Leavenworth. A firmare la sentenza fu il segretario alla guerra dell'epoca, William Howard Taft, futuro presidente degli Stati Uniti. Panzram in seguito affermò che ogni traccia di bontà rimasta in lui era stata distrutta proprio durante la prigionia a Fort Leavenworth.[8]

Dopo il suo rilascio e il congedo con disonore, Panzram riprese l'attività di ladro, rubando dalle biciclette ai panfili, venendo catturato e arrestato più volte. Trascorse diverso tempo in carcere sia col suo vero nome sia con vari pseudonimi a Fresno in California, Rusk in Texas, The Dalles in Oregon, Harrison in Idaho, Butte in Montana, nell'Oregon State Penitentiary, a Bridgeport nel Connecticut, a Sing Sing, al Clinton Correctional Facility e a Washington. Durante la detenzione assaliva frequentemente gli agenti e si rifiutava di eseguire gli ordini; le guardie reagivano picchiandolo e infliggendogli severe punizioni.[9]

Nella sua autobiografia dichiarò di essere "la rabbia in persona" e che spesso violentava gli uomini che aveva derubato. Era noto per la sua notevole statura e forza fisica, sviluppata in anni di lavori forzati a Fort Leavenworth e in altre prigioni, che gli consentiva di sopraffare la maggior parte delle persone che incontrava.[9] Fu coinvolto anche in atti di vandalismo e incendio doloso. Per sua stessa ammissione, una delle poche occasioni in cui non commise reati fu quando venne impiegato come crumiro contro i lavoratori sindacalizzati. In un'occasione cercò di imbarcarsi su una nave da trasporto dell'esercito, ma fu congedato quando si presentò al lavoro ubriaco.[8]

Escalation criminale

Nella sua autobiografia del 1929 Panzram affermò che, dopo aver scontato una breve pena a Rusk, nell'inverno del 1910, si recò a Ciudad Juárez, in Messico, per cercare di arruolarsi nell'esercito federale messicano. Non riuscendoci, partì su un treno diretto a Del Rio, in Texas, scese in una piccola città a circa 100 chilometri a est di El Paso e, secondo quanto sostenuto, a circa un miglio a sud della città attirò in un'imboscata, aggredì e strangolò un uomo, rubandogli anche 35 dollari.[10]

Nell'estate del 1911 Panzram, con lo pseudonimo di "Jefferson Davis", fu arrestato a Fresno per il furto di una bicicletta. Venne condannato a sei mesi nella prigione della contea, ma evase dopo 30 giorni.[11] Nel 1913, sotto il nome di "Jack Allen", fu arrestato a The Dalles per rapina, aggressione e sodomia, uscendo di prigione dopo due mesi. Mentre era in fuga utilizzò lo pseudonimo "Jeff Davis"; venne arrestato a Harrison, in Idaho, ma scappò nuovamente dalla prigione della contea. Fu poi arrestato a Chinook, nel Montana, sempre come "Jefferson Davis", e condannato a un anno di prigione per furto con scasso da scontare nella prigione di stato del Montana.

Il 27 aprile 1913 fu rinchiuso nella prigione di stato di Deer Lodge nel Montana, da dove fuggì il 13 novembre. Nel giro di una settimana, sotto il nome fittizio di "Jeff Rhoades", venne arrestato di nuovo per furto con scasso a Three Forks e tornò a Deer Lodge per un altro anno, venendo rilasciato il 3 marzo 1915. Il 1º giugno Panzram svaligiò una casa ad Astoria e venne arrestato subito dopo mentre tentava di ricettare la refurtiva. Venne quindi condannato a sette anni di prigione da scontare presso il penitenziario statale dell'Oregon a Salem, dove arrivò il 24 giugno. Il direttore Harry Minto era un sostenitore dei metodi duri che comprendevano percosse e isolamento. Più tardi, Panzram dichiarò di aver giurato:«non avrei mai scontato i sette anni e ho sfidato il direttore e tutti i suoi agenti a farmeli fare».[9]

Sempre nel 1915 Panzram aiutò il compagno detenuto Otto Hooker a fuggire di prigione.Durante la fuga Hooker uccise il direttore Minto, segnando il primo coinvolgimento noto di Panzram in un omicidio.[9] Nella scheda personale del carcere, basata sulle sue dichiarazioni, era riportata un'età falsa (30 anni) e un falso luogo di nascita (in Alabama). L'unica parte rispondente a verità era relativa all'occupazione: "ladro".

Panzram fu punito più volte mentre era recluso a Salem, scontando 61 giorni in isolamento prima di fuggire il 18 settembre 1917. Dopo due conflitti a fuoco fu ripreso e riportato in prigione. Il 12 dicembre 1918 evase nuovamente tagliando le sbarre della cella e prese un treno merci diretto a est. Iniziò a farsi chiamare "John O'Leary" e si rasò i baffi, non facendo più ritorno nel nord-ovest.[9] Giunto a New York, ottenne un documento che lo identificava come marinaio; salpò sul piroscafo James S. Whitney per Panama, dove tentò di rubare una piccola imbarcazione con l'aiuto di un marinaio ubriaco; uccisero l'equipaggio a bordo e il complice fu arrestato, mentre Panzram scappò in Perù dove lavorò in una miniera di rame. In seguito si spostò in Cile, Port Arthur, Londra, Edimburgo, Parigi e Amburgo.

Gli omicidi

Lo yacht Akista

Nell'agosto 1920 Panzram svaligiò la residenza di William Taft a New Haven, nel Connecticut, ritenendolo responsabile della sua prigionia a Fort Leavenworth. Rubò una grande quantità di gioielli e obbligazioni, oltre alla pistola Colt M1911 calibro 45 di Taft. Iniziò quindi una catena di omicidi che durò otto anni. Con il denaro rubato a Taft acquistò un panfilo, l'Akista. Adescava marinai nei bar portuali di New York, li faceva ubriacare, li violentava, sparava loro con la pistola di Taft e poi gettava i corpi nei pressi del faro Execution Rocks nello stretto di Long Island. Affermò in seguito di averne uccisi dieci in quel modo.[12] Gli omicidi dei marinai terminarono quando l'Akista si incagliò e affondò vicino ad Atlantic City, mentre le due ultime potenziali vittime riuscirono a fuggire. Il 26 ottobre 1920 Panzram, usando lo pseudonimo di "John O'Leary", venne arrestato a Stamford per furto con scasso e possesso di arma da fuoco. Nel 1921 scontò sei mesi di carcere a Bridgeport.[11]

Successivamente si imbarcò per l'Africa meridionale e sbarcò a Luanda, capitale dell'Angola portoghese. Nel 1921 lavorò come caposquadra in una piattaforma petrolifera in Angola, che in seguito diede alle fiamme per dispetto. Affermò che, durante la permanenza, violentò e uccise un ragazzo di circa 11 anni. Nella confessione di questo omicidio scrisse:«Il suo cervello stava uscendo dalle orecchie quando l'ho lasciato e non sarà mai più morto di così». Sostenne anche di aver noleggiato una barca con sei vogatori a cui sparò con una pistola Luger per poi gettare i loro corpi in pasto ai coccodrilli.[8]

Dopo il ritorno negli Stati Uniti, Panzram dichiarò di aver violentato e ucciso due ragazzini,[8] picchiandone uno a morte con una pietra il 18 luglio 1922, a Salem, [13] e strangolando l'altro nello stesso anno nei pressi di New Haven. Dopo i fatti di Salem, lavorò come guardiano notturno presso la fabbrica Abeeco Mill a Yonkers. A Providence rubò una iolla e navigò verso New Haven alla ricerca di imbarcazioni da rubare e vittime da rapinare e violentare. Nel mese di giugno 1923, a New Rochelle, rubò un panfilo appartenente al capo della polizia locale; incontrò un ragazzo di 15 anni di nome George Walosin e lo fece salire a bordo promettendogli un lavoro, ma invece lo sodomizzò.

Panzram affermò che il 27 giugno sul fiume nei pressi di Kingston, nello Stato di New York, utilizzò una pistola calibro 38 dal panfilo rubato per uccidere un uomo che stava tentando di rapinarlo, gettandone poi il corpo in acqua.[11] Il 28 giugno Panzram e Walosin attraccarono a Poughkeepsie, dove Panzram rubò reti da pesca per un valore di 1 000 dollari. A Newburgh Walosin, dopo aver assistito ad un omicidio, saltò in mare e nuotò fino a riva, denunciando poi alla polizia di Yonkers di aver subito abusi sessuali da parte di Panzram. Fu quindi emesso un ordine di cattura per il "capitano John O'Leary". Il 29 giugno venne arrestato a Nyack. Il 9 luglio Panzram cercò di evadere dalla prigione; in seguito truffò il suo avvocato cedendogli la proprietà di una barca rubata in cambio di una cauzione che Panzram non pagò, portando al sequestro del natante. Il 26 agosto fu arrestato a Larchmont dopo aver fatto irruzione in un deposito ferroviario. Tre giorni dopo, il 29 agosto, venne scagionato come sospettato nell'omicidio per accoltellamento di Dorothy Kaufman di Greenburgh, avvenuto un mese prima.[14] Fu condannato a cinque anni di reclusione. Mentre si trovava nella prigione della contea, durante la confessione usò lo pseudonimo di "Jeff Baldwin" e dichiarò di essere ricercato in Oregon. A ottobre fu recluso nella prigione della contea di Clinton a Dannemora; venne rilasciato nel luglio 1928 e probabilmente commise un altro omicidio a Baltimora nell'estate dello stesso anno.

Cattura ed esecuzione

Il 30 agosto 1928 Panzram fu arrestato a Baltimora per un furto con scasso compiuto a Washington, in cui aveva sottratto una radio e dei gioielli dall'abitazione di un dentista dieci giorni prima.[15][16] Durante l'interrogatorio confessò di aver ucciso tre ragazzi all'inizio di quel mese: uno a Salem, uno nel Connecticut e uno strillone di 14 anni a Filadelfia.[17][18] Panzram in seguito scrisse di aver pianificato uccisioni di massa e atti terroristici, come l'avvelenamento dell'approvvigionamento idrico di una città con arsenico o l'affondamento di una nave da guerra britannica nel porto di New York per provocare un conflitto tra Stati Uniti e Gran Bretagna.[8]

Considerati i numerosi precedenti penali, ricevette una condanna a 25 anni di reclusione. Al suo arrivo come detenuto n. 31614 del penitenziario federale di Leavenworth, avvertì il direttore dicendo:«Ucciderò il primo uomo che mi darà fastidio». Gli venne assegnato un lavoro nella lavanderia della prigione, dove il caposquadra, Robert Warnke, era noto per i suoi atteggiamenti provocatori e per vessare i prigionieri sotto il suo controllo. Nonostante i ripetuti avvertimenti da parte di Panzram, Warnke mantenne un comportamento ostile e il 20 gennaio 1929 Panzram concretizzò le proprie minacce picchiando a morte Warnke con una barra di ferro.

Per l'omicidio di Warnke, Panzram fu condannato a morte.[19] Rifiutò di presentare qualsiasi ricorso contro la sentenza; in risposta ai tentativi di intervento da parte di oppositori della pena di morte e attivisti per i diritti umani, scrisse:«L'unico ringraziamento che voi e quelli come voi riceveranno da me per i vostri sforzi in mio favore, è che vorrei che tutti aveste un collo, e io le mie mani su di esso.»[9]

Durante la permanenza nel braccio della morte, Panzram strinse un legame con un agente di nome Henry Philip Lesser,[20][21] gli forniva denaro per acquistare sigarette. Panzram rimase colpito da questo gesto di gentilezza e, dopo che Lesser gli fornì i materiali per scrivere, redasse un resoconto dettagliato dei propri crimini e della propria filosofia nichilista in attesa dell'esecuzione.[22] Nel testo dichiarò di non provare alcun rimorso per i furti, gli omicidi, gli stupri e gli incendi dolosi commessi.[23] L'incipit recitava:«Nella mia vita ho ucciso 22 esseri umani, ho commesso migliaia di furti con scasso, rapine, furti, incendi e, ultimo ma non meno importante, ho commesso sodomia su più di 1 000 esseri umani maschi. Non sono per niente dispiaciuto di tutte queste cose".

Panzram fu impiccato il 5 settembre 1930. Mentre gli agenti cercavano di mettergli un cappuccio nero sulla testa, sputò in faccia al boia.[24] Quando gli venne chiesto se avesse un'ultima parola, rispose:«Sì, sbrigati, bastardo dell'Indiana! Potrei uccidere una dozzina di uomini mentre ti stai preparando!». La sua tomba, situata nel cimitero penitenziario di Leavenworth, è contrassegnata unicamente dal suo numero di matricola, 31614.[9]

Nella cultura di massa

L'ex guardia carceraria Henry Lesser conservò le lettere di Panzram e il manoscritto autobiografico, trascorrendo i successivi quattro decenni alla ricerca di un editore. Da questo materiale fu infine tratta una biografia scritta da Thomas E. Gaddis e James O. Long, pubblicata nel 1970 con il titolo Killer: A Journal of Murder.[25] Il libro costituì la base dell'omonimo film del 1996, interpretato da James Woods nei panni di Carl Panzram e Robert Sean Leonard in quelli di Henry Lesser.

Nel 1980 Lesser ha donato i materiali di Panzram all'università statale di San Diego, dove sono conservati come "documenti di Carl Panzram" presso la biblioteca "Malcolm A. Love".

Nel 2012 il regista John Borowski ha realizzato un documentario intitolato Carl Panzram: The Spirit of Hatred and Vengeance.[25][26]

Note

  1. 1 2 Copia archiviata (PDF), su www-rohan.sdsu.edu. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2020).
  2. ↑ Carl Panzram: Serial Killer Dossier, su www.latelanera.com. URL consultato il 4 luglio 2026.
  3. ↑ Blogger, su accounts.google.com. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  4. ↑ (EN) Jay Robert Nash, Carl Panzram: Serial Killer as Monster, su annalsofcrime.com. URL consultato il 25 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2018).
  5. ↑ The evening times., January 26, 1906, Image 5, su chroniclingamerica.loc.gov. URL consultato il 31 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2019).
  6. ↑ (EN) Carl Panzram: Too Evil To Live, Part I, su trutv.com (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2012).
  7. ↑ Secondo una teoria avanzata fu espulso dalla scuola proprio per il tentativo fallito di uccidere il professore.
  8. 1 2 3 4 5 Thomas E. Gaddis e James O. Long, Killer: A Journal of Murder, Macmillan, 1970.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 Copia archiviata, su serialkillercalendar.com. URL consultato il 17 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2016).
  10. ↑ "El Paso Evening Post Jan 2, 1929".p. 9. Officials could not confirm Panzram claim.
  11. 1 2 3 (EN) Carl Panzram, su truecrimecases.blogspot.com. URL consultato il 23 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2018).
  12. ↑ Una possibile conferma è che il 20 agosto 1920 fu ritrovato il corpo di uno sconosciuto nella baia di New York al largo di Saint Georges, a Staten Island: Found Man drowned in Bay, in Staten Island Advance, 20 agosto 1920, p. 9 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2018).
  13. ↑ Women Identify Seamen in Death, in The Pittsburgh Press, 2 novembre 1928, p. 28. URL consultato il 30 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).
  14. ↑ Eliminate ex convict from Murder probe, in The Evening Star of Washington DC, Chronicle of America Library of Congress, 30 agosto 1923, p. 23. URL consultato il 13 ottobre 2019.
  15. ↑ Image 2 of Evening star (Washington, D.C.), September 1, 1928, su chroniclingamerica.loc.gov. URL consultato il 30 luglio 2018.
  16. ↑ Sept 2, 1928 Panzram Inmate #33379 mugshot Washington DC.
  17. ↑ The Republican-journal. (Ogdensburg, N.Y.) 1916-1932, October 06, 1928, Image 1, 1928/10/06. "Headline: Tells Police He Killed two, Robbs Homes", 6 ottobre 1928. URL consultato il 31 luglio 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  18. ↑ Luszock's surname is also given as Uszacke[?] or Lusszzock[?]. See Copia archiviata, su crimenewsinfo.blogspot.com. URL consultato il 3 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2018). Uszacke[?] or [Lusszzock[?] seeThe Norwalk Hour - 27 ott 1928, su news.google.com. URL consultato l'8 agosto 2017.[La confessione di Panzram di aver ucciso un ragazzo al molo 28 a League island vicino a Filadelfia nell'agosto 1928 fu confermata ("Burglar at Taft's Admits Two Murders". Stevens Point Journal. 8 ottobre 1928.); ma la polizia di Boston non riuscì a corroborare la sua altra confessione, l'omicidio di un ragazzo a Charlestown nel Massachusetts. Burglar at Taft's Admits Two Murders, in Stevens Point Journal, 8 ottobre 1928.; Syracuse New York Journal, 6 ottobre 1928
  19. ↑ Robert George Warnke, su The Officer Down Memorial Page. URL consultato il 1º marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2017).
  20. ↑ Social Security Death Index: Henry Lesser, nato l'8 novembre 1902, morto il 27 ottobre 1983, registrato all'anagrafe del Distretto di Columbia, ultima residenza nota a Los Angeles, in California.
  21. ↑ California Death Index: Henry Philip Lesser nato l'8 novembre 1902 nel Massachusetts, morto il 27 ottobre 1983 a Los Angeles County.
  22. ↑ The Evening Star Washington DC 24 aprile 1930 p. 1 reports Panzram began his account two years before in the Washington DC Jail, su chroniclingamerica.loc.gov.
  23. ↑ C. Panzram, Panzram: A Journal of Murder, Amok Press, 2002, ISBN 1-878923-14-5.
  24. ↑ Pete Earley, The Hot House, Bantam Books, 1993, ISBN 0-553-56023-9.
  25. 1 2 Leonardo Povia, Carl Panzram: abuso infantile e violenza nella sua vita, su SERIAL KILLER FAMOSI, 17 settembre 2023. URL consultato il 4 luglio 2026.
  26. ↑ Carl Panzram: The Spirit of Hatred and Vengeance - Apple TV, 28 maggio 2011. URL consultato il 4 luglio 2026.

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