Carlo Berlingeri
| Carlo Berlingeri arcivescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti | Arcivescovo metropolita di Santa Severina (1679-1719) |
| Nascita | 1643 a Crotone |
| Ordinazione sacerdotale | 9 dicembre 1668 |
| Nomina ad arcivescovo | 27 novembre 1679 da papa Innocenzo XI |
| Consacrazione ad arcivescovo | 30 novembre 1679 dal cardinale Alessandro Crescenzi, C.R.S. |
| Morte | 5 gennaio 1719 a Santa Severina |
| Stemma della famiglia Berlingieri | |
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| Blasonatura | |
| D’argento a tre bande scaccate d’argento e rosso, accompagnate in capo da un lambello a tre pendenti del medesimo. |
Carlo Berlingeri, o Berlingieri (Crotone, 1643 – Santa Severina, 5 gennaio 1719), è stato un arcivescovo cattolico italiano.
Biografia
Nato a Crotone nel 1643 e appartenente alla nobile famiglia crotonese dei Berlingeri, fu discepolo e uditore dei cardinali Giovanni Battista De Luca e Carlo Carafa, nonché un fermo sostenitore dell'immunità ecclesiastica[1].
Fu ordinato presbitero il 9 dicembre 1668. Il 30 novembre 1679 venne consacrato arcivescovo metropolita di Santa Severina dal cardinale Alessandro Crescenzi.
Fece ampliare e abbellire il palazzo arcivescovile di Santa Severina[2], facendo dipingere anche gli stemmi dei suoi predecessori; in più fondò un seminario per l'istruzione degli alunni, donando alla struttura 10.000 scudi d'oro[1].
Morì a Santa Severina il 5 gennaio 1719.
Genealogia episcopale
La genealogia episcopale è:
- Cardinale Guillaume d'Estouteville, O.S.B.Clun.
- Papa Sisto IV
- Papa Giulio II
- Cardinale Raffaele Sansone Riario
- Papa Leone X
- Papa Paolo III
- Cardinale Francesco Pisani
- Cardinale Alfonso Gesualdo di Conza
- Papa Clemente VIII
- Cardinale Pietro Aldobrandini
- Cardinale Laudivio Zacchia
- Cardinale Antonio Barberini, O.F.M.Cap.
- Cardinale Alessandro Crescenzi, C.R.S.
- Arcivescovo Carlo Berlingeri
Note
- 1 2 Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, 1840, p. 8
- ↑ Andrea Pesavento, Alcuni edifici di Santa Severina Archiviato il 22 febbraio 2014 in Internet Archive., tratto dal sito web dell'Archivio Storico di Crotone.

