Carlo Gasparini

Carlo Gasparini nel 1976

Carlo Gasparini (Sant'Antonio in Mercadello, 16 settembre 1928 – Lugano, 28 luglio 2009) è stato un imprenditore italiano, considerato uno dei pionieri e fondatori del distretto biomedicale di Mirandola.

Biografia

I primi anni

Primo di tre fratelli, Enzo (1930-2020) e Teresa (1942), nacque a Sant'Antonio in Mercadello, una frazione di Novi di Modena, il 16 settembre 1928. Il padre, Silvio Gasparini (1903-1998), proveniva da una famiglia numerosa e di umili origini: defilato e taciturno, era stato gestore della cantina sociale di Mirandola. Tracce dei Gasparini arrivano da una linea secondaria dei Pico, nei pressi di Comacchio. La madre di Carlo, Venetta Ponzoni (1907-1983), era casalinga. L'ondata di freddo dell'inverno 1929 avrebbe contribuito ad indebolire la salute del bambino, poi precaria per tutta la vita.

Sebbene i genitori non disponessero di particolari mezzi economici, dopo gli esordi scolastici a Carpi e il diploma in ragioneria, il giovane Carlo si iscrisse alla facoltà di Economia e Commercio presso l'Università di Bologna. Contemporaneamente, per pagarsi gli studi, svolgeva l'attività di contabile presso l'Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola[1]. Appassionato di ciclismo, amico di Primo Calanca, si occupò inizialmente di farmaci e mangimi per bovini con i cugini Oscar e Luciano Gasparini di Mantova. Alternando gli studi al lavoro nell'ambito della veterinaria, si laureò nel 1956.

L'anno seguente, conobbe Annabella Borellini (1938-2026), la prima figlia del notaio mirandolese Francesco Borellini e della chimica Vera Vanzini, già gravitante attorno alla squadra del fisico Enrico Fermi, che tuttavia decise di non seguire negli Stati Uniti. Con Annabella, studentessa a Modena, si sposarono il 15 giugno 1961. Nel 1958, anno di una grossa ulcera perforata, Gasparini iniziò l'attività di commercialista e revisore contabile presso alcune piccole imprese locali.

Carlo Gasparini e Mario Veronesi nel 1957
Carlo Gasparini e Mario Veronesi nel 1957

Miraset

A metà degli anni Cinquanta conobbe Mario Veronesi, farmacista e amico d'infanzia, con cui iniziò una fruttuosa collaborazione. Dopo un viaggio in Nord Europa nel 1957, divennero soci in diverse attività nell'industria biomedicale mirandolese[2]. I due iniziarono la loro attività imprenditoriale nel settore farmaceutico: Gasparini deteneva il venticinque per cento della prima farmacia che Veronesi acquistò a Mirandola[3].

Dopo un colloquio con Agide Campana, i due soci ebbero l'intuizione di produrre articoli biomedicali in plastica monouso per assicurare maggiore igiene durante le trasfusioni di sangue[4]. L'intuizione segnò una rivoluzione nella sanità e aprì un'ondata di nuove ed importanti opportunità di lavoro per la popolazione della Bassa modenese[5].

Nel 1962 Gasparini e Veronesi fondarono presso San Giacomo Roncole la Miraset, un'azienda specializzata nell'assemblaggio di componenti medicali[6]. Mentre il primo seguiva la gestione amministrativa e finanziaria della società[7], il secondo si occupava della parte tecnica e commerciale. Le prime sperimentazioni dell'assemblaggio dei materiali si svolsero nei garage di casa[8]. All'inizio, l'azienda vantava una quindicina di dipendenti.

Sterilplast

Gasparini, che nel frattempo aveva imparato l'inglese e lo affiancava al francese, continuava l'attività di rappresentanza di prodotti per uso veterinario, stabilendo anche contatti con la divisione italiana della Pfizer[9]. Insieme con il socio, costituì nel novembre 1964 la Sterilplast[10], il cui primo stabilimento di assemblaggio sorgeva a Medolla[11].

L'azienda di tubicini per la fleboclisi, prodotto di successo, poi commercializzato anche in Germania, impiegava quindici dipendenti[12]. La Sterilplast sviluppò il primo rene artificiale italiano nel 1965[13]; avvalendosi della collaborazione del professor Piero Confortini, figura di spicco della nefrologia italiana, al tempo primario a Verona[14]. Ma anche dei consigli del suocero Francesco e dello zio, Oddino Ponzoni, padre di Iella, in seguito assessora alla cultura a Modena.

Stabilimento della ex Bellco, oggi parte del gruppo Mozarc, nel 2026

Dasco

Nel 1966, Gasparini e Veronesi fondarono la Dasco (Dyalisis Apparatus Scientific Company), inizialmente una divisione della Sterilplast, poi azienda indipendente, favorendo il trapianto del primo rene artificiale nel Paese[6]. L'intuizione era maturata a seguito di alcuni viaggi negli Stati Uniti, dove Gasparini constatò che il rene artificiale non era brevettato. La Dasco segnò l'inizio dello sviluppo del settore dell'emodialisi nel distretto mirandolese[13], dove nacquero i primi capannoni per assemblare i primi set di flebo, dunque i primi reni da commercializzare su vasta scala.

Nella nuova azienda, che si espandeva anche presso Cavezzo, Medolla e Finale Emilia, Gasparini ricopriva il ruolo di supervisore finanziario e commerciale, affiancato dal giovane ragioniere Claudio Trazzi[15]. Nel 1968, la Dasco raggiunse l'apice del successo[16]: le apparecchiature per la dialisi erano molto richieste sia in Italia che all'estero, incluse Ungheria e Jugoslavia[15]. Il distretto comprendeva oramai le aree limitrofe di Concordia sul Secchia, Cavezzo, San Felice sul Panaro, San Possidonio e San Prospero[17].

A causa dei ritardi nei pagamenti delle forniture in Italia, nel 1969 Gasparini e Veronesi decisero di vendere la Dasco al gruppo svizzero Sandoz, oggi parte di Novartis; al momento della vendita, l'azienda contava trecento dipendenti[18]. Forte della sua vena internazionalista, in questa ed altre operazioni analoghe, Gasparini fungeva da consulente nella vendita di aziende biomedicali mirandolesi a multinazionali americane come Baxter[19].

Bellco

Utilizzando i ricavati della cessione della Dasco, insieme con Trazzi, Gianni Bellini, Giorgio Garuti, Libero Luppi, Lucio Gibertoni, Alessandro Calari, Romano Flandoli[20] e il giovane chimico Leonardo Bigi nel 1972 Gasparini e Veronesi (che aveva recuperato un terreno nel comune di Mirandola[21]) costruirono la Bellco (la denominazione derivante da "Bella compagnia" era stata un'idea della moglie Annabella durante una cena di lavoro), di cui possedevano il cinquantadue per cento delle azioni[22].

Anche la Bellco operava nel settore dell’emodialisi e produceva apparecchi per dialisi, risultando leader in Italia e in Europa nel settore: con una sessantina di dipendenti[6], rappresentava altresì il più importante precursore della cosiddetta "Biomedical Valley" emiliana. La Bellco, che ai suoi massimi impiegava diverse migliaia di persone, fa oggi parte di Mozarc Medical, a sua volta parte di Medtronic e mantiene i propri stabilimenti nella sede storica, tra Mirandola e Medolla.

Carlo e Annabella Gasparini a Roma nel 1981
Carlo e Annabella Gasparini a Roma nel 1981

I viaggi

La sera del 30 marzo 1970, Annabella, che spesso accompagnava il marito durante i suoi viaggi d'affari, non si sentiva di prendere il volo da Agadir con scalo a Casablanca e diretto a Parigi. Sorprendentemente, Carlo l’assecondò. Il giorno dopo, il primo aprile, il Caravalle della Royal Air Morocco precipitò a Berrechid, causando 61 vittime e 21 feriti[23].

I viaggi d'affari di Gasparini continuarono nell'Europa centrorientale[20]. Nell'aprile 1972, si recò a Mosca con i soci Giorgio Goldoni e Bellini per presentare i prodotti di dialisi: l'iniziativa ebbe successo e l'anno seguente persino l'Unione Sovietica acquistò numerose forniture[15]. Arrivato fino alla segreteria del Ministero degli Esteri, al tempo retto da Andrej Gromyko, le prospettive di affari si interruppero, anche a causa delle meccaniche commerciali difficoltose nei paesi del blocco sovietico.

Quando ritornava a Mirandola e nonostante il temperamento complicato, Gasparini era visto come un punto di riferimento nella piccola realtà provinciale. Non era raro che in Via Trentini, dove abitava, arrivassero diverse persone in cerca di lavoro. La salute continuava ad essere precaria e peggiorava per via del continuo fumo di sigarette, un vizio che si portò dietro tutta la vita. Anticomunista sin dalla giovinezza, non di rado Gasparini si presentava nel centro storico di Mirandola con sotto al braccio il neonato quotidiano milanese il Giornale di Indro Montanelli.

Partecipò successivamente ad importanti convegni medici. Il primo fu in Svezia, a Stoccolma. Seguirono Francia, Irlanda e Paesi Bassi, dove Gasparini ebbe la possibilità di promuovere il distretto biomedicale in espansione. A metà degli anni Settanta vennero avviati i contatti per una collaborazione con l'azienda statunitense Bentley Laboratories[6], fondata da Donald James "Jim" Bentley[24], specializzata in dispositivi monouso per la cardiochirurgia ed in seguito ceduta alla American Hospital Supply Corporation di Chicago[25].

In Svizzera

Nonostante fosse previsto un suo trasferimento in California per questioni di lavoro, anche a causa del clima di tensione degli anni di piombo e in particolare del brigatismo rosso che colpiva gli industriali e le famiglie, nel 1975 Gasparini optò per Lugano, in Svizzera[26], dove ebbe difficoltà d'inserimento nella nuova realtà ticinese. Lo seguirono Annabella – che qui frequentava il salotto di Giuseppe Prezzolini e Sussy Errera, tra gli altri – e i figli Alessandro (1963) e Piero (1965).

Nonostante alcuni tentativi di esportare il business del biomedicale in Ticino, più precisamente a Biasca, la collaborazione con Veronesi terminò nel 1978 e Gasparini vendette le sue quote societarie ad eccezione, in un primo momento, di quelle della Sarong e della Berco. Amico, tra gli altri, dell'economista bresciano Marco Vitale e del banchiere ed esperto di Giappone Vittorio Volpi, dopo un breve periodo nel settore dell'edilizia, si occupò di intermediazione finanziaria a Lugano[27].

Morì a Castagnola il 28 luglio 2009, all'età di ottantun anni; riposa nel cimitero di Mirandola.

Nel 2010 è stato inaugurato presso il Castello dei Pico il Museo del Biomedicale, che riconosce il contributo di Carlo Gasparini nell'ambito del distretto biomedicale più importante d'Europa, nonché il terzo al mondo, dopo quelli di Minneapolis e Los Angeles[28].

A seguito di complicazioni legate all'insufficienza renale – e nonostante i tentativi di cura tramite dialisi peritoneale – alle 01:05 del 22 gennaio 2026 Annabella si spegne a Lugano[29]; riposa nel cimitero di Mirandola.

Note

  1. ↑ Veronesi, Mario, e Rolando, Roberto. La plastica della vita. Milano: Italcards, 2001, 4.
  2. ↑ È morto Mario Veronesi, «padre» del distretto biomedicale di Mirandola, su ilsole24ore.com. URL consultato il 15 settembre 2025.
  3. ↑ Veronesi, Mario, e Rolando, Roberto. La plastica della vita. Milano: Italcards, 2001, 9.
  4. ↑ 1962, su distrettobiomedicale.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  5. ↑ Alla scoperta del Museo del Biomedicale di Mirandola, su sulpanaro.net. URL consultato il 21 settembre 2025.
  6. 1 2 3 4 Personaggi: Mario Veronesi (Mirandola, 20 Settembre 1932- 12 giugno 2017), su emilianostaffolani.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  7. ↑ Veronesi, Mario, e Rolando, Roberto. La plastica della vita. Milano: Italcards, 2001, 5.
  8. ↑ Le potenzialità del distretto biomedicale di Mirandola, su elettronicanews.it. URL consultato il 16 settembre 2025.
  9. ↑ Stefano Ferraini, "Anchor Entrepreneurship and Industry Catalysis: The Rise of the Italian Biomedical Valley.", in Research Policy 49, no. 9 (2020): 104005., https://doi.org/10.1016/j.respol.2020.104005.
  10. ↑ Veronesi, Mario, e Rolando, Roberto. La plastica della vita. Milano: Italcards, 2001, 35.
  11. ↑ 1964, su distrettobiomedicale.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  12. ↑ ARTE E INVENZIONE NEL BIOMEDICALE ITALIANO, su lacittaonline.com. URL consultato il 21 settembre 2025.
  13. 1 2 1965, su distrettobiomedicale.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  14. ↑ Alla memoria di Piero Confortini, su larena.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  15. 1 2 3 LA STORIA TRAGICA DELL'ASCESA E CADUTA DEI PRESÌDI CHIRURGICI DI MIRANDOLA (PDF), su storiabiomedicale.weebly.com. URL consultato il 15 settembre 2025.
  16. ↑ Categoria: Storia, su distrettobiomedicale.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  17. ↑ HUB of INNOVATION Il distretto biomedicale di Mirandola e la sua storia, su technologyreview.it. URL consultato il 16 settembre 2025.
  18. ↑ Mario Veronesi, already seven years without the knowledge of the great innovator, su en.innovando.news. URL consultato il 16 settembre 2025.
  19. ↑ Veronesi, Mario, e Rolando, Roberto. La plastica della vita. Milano: Italcards, 2001, 36.
  20. 1 2 1972, su distrettobiomedicale.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  21. ↑ 1973 Nasce la Bellco-La testimonianza di Giorgio Goldoni, su albarnardon.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  22. ↑ Veronesi, Mario, e Rolando, Roberto. La plastica della vita. Milano: Italcards, 2001, 42.
  23. ↑ 61 KILLED IN CRASH OF MOROCCAN PLANE, su nytimes.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
  24. ↑ Businessman D. J. Bentley, Arts Patron, Dies at 64, su latimes.com. URL consultato il 16 settembre 2025.
  25. ↑ American Hospital Supply Corp., su encyclopedia.chicagohistory.org. URL consultato il 16 settembre 2025.
  26. ↑ 1973 – La bella compagnia: a layer cake, su albarnardon.it. URL consultato il 15 settembre 2025.
  27. ↑ Veronesi, Mario, e Rolando, Roberto. La plastica della vita. Milano: Italcards, 2001, 64.
  28. ↑ Il portale del più importante distretto biomedicale italiano e tra i principali al mondo, su distrettobiomedicale.it. URL consultato il 16 settembre 2025.
  29. ↑ Il portale degli Annunci Funebri in Ticino, su funebri.cdt.ch. URL consultato il 27 gennaio 2026.