Carlo Prina

Carlo Prina (Monza, 28 giugno 1897 – Cibeno, 12 luglio 1944) è stato un partigiano italiano.

Targa per Carlo Prina nel Bosco della Memoria di Monza

Biografia

Origini e formazione

Carlo Prina nacque a Monza il 28 giugno 1897. Crebbe in una famiglia della piccola borghesia cittadina e intraprese la professione di contabile, lavorando presso la ditta Motta.[1] Coniugato, era padre di tre figlie.[1]

Arruolato durante la prima guerra mondiale, prestò servizio come soldato semplice e tornò alla vita civile con un forte sentimento democratico e repubblicano. Fin dagli anni successivi al conflitto mantenne un atteggiamento critico nei confronti del regime fascista e partecipò a discussioni politiche in ambienti ostili al regime.[2]

Antifascismo e attività clandestina

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Prina avviò un'attività clandestina di collegamento tra le formazioni della Resistenza italiana in Brianza e Milano. La sua esperienza militare lo rese prezioso come organizzatore e reclutatore: si occupò di avvicinare giovani monzesi alla lotta partigiana e di fornire sostegno logistico a nuclei legati al Comitato di Liberazione Nazionale.[3]

Secondo le testimonianze raccolte dalla famiglia, si oppose apertamente al fascismo anche nella vita quotidiana, sostenendo valori di libertà e giustizia e attirando così l'attenzione della polizia politica.[2]

Arresto e detenzione

Il 2 marzo 1944 venne arrestato a Monza dalla Guardia Nazionale Repubblicana a seguito di una delazione.[1] Fu incarcerato dapprima nella città natale, quindi trasferito al Carcere di San Vittore a Milano, noto centro di detenzione e smistamento dei prigionieri politici.[3]

Il 9 giugno 1944 fu deportato al Campo di Fossoli, gestito dalle SS nei pressi di Carpi, dove gli fu assegnata la matricola 1609.[4][5] La sua presenza a Fossoli è documentata negli elenchi dei deportati e nelle testimonianze dei compagni di prigionia.[3]

L'eccidio di Cibeno

Il 12 luglio 1944 Prina fu tra i 67 prigionieri politici prelevati dal Campo di Fossoli e condotti al poligono di tiro di Cibeno (Carpi), dove furono fucilati per rappresaglia a un'azione partigiana.[1] Le vittime, tra cui altri quattro monzesi (Antonio Gambacorti Passerini, Enrico Arosio, Ernesto Messa e Davide Guarenti), vennero sepolte in fosse comuni e le salme furono riesumate soltanto dopo la Liberazione.[3]

Il riconoscimento del corpo di Prina fu reso possibile dall'intervento della moglie, che lo identificò dalle mani, unico segno rimasto distinguibile dopo mesi di sepoltura.[2]

Epistolario e testimonianze

Durante la detenzione riuscì a scrivere numerose lettere alla moglie e alle figlie. In questi scritti, carichi di affetto e consapevolezza del pericolo, emerge la volontà di lasciare un messaggio di dignità e coraggio alle nuove generazioni.[3]

Il carteggio, insieme a fotografie e documenti familiari, è stato donato nel 2023 alla Fondazione Fossoli dagli eredi di Prina, nell'ambito della campagna "Salva una storia".[4][6] Le lettere sono oggi conservate presso l'archivio della Fondazione e vengono utilizzate in attività didattiche e percorsi di memoria nelle scuole.[4]

Commemorazioni

Nel dopoguerra, il suo nome è stato inciso nei monumenti cittadini dedicati ai caduti della Resistenza e compare nelle lapidi commemorative a Monza.[1]

Nel 2024, in occasione dell'80º anniversario dell'eccidio di Cibeno, è stata posata una pietra d'inciampo in sua memoria in via Zucchi 27 a Monza, accanto a quelle dedicate ad Antonio Gambacorti Passerini, Enrico Arosio ed Ernesto Messa.[7][8][9]

Note

  1. 1 2 3 4 5 Carlo Prina, su Provincia di Monza e Brianza – Pietre d'inciampo. URL consultato il 25 agosto 2025.
  2. 1 2 3 Mamma lo riconobbe dalle mani mio papà Carlo Prina, su Patria Indipendente (ANPI), 27 gennaio 2023. URL consultato il 25 agosto 2025.
  3. 1 2 3 4 5 Carlo Prina (PDF), su Fondazione Fossoli – Centro Studi. URL consultato il 25 agosto 2025.
  4. 1 2 3 Il carteggio di Carlo Prina donato alla Fondazione Fossoli, su Notizie di Carpi, 27 gennaio 2023. URL consultato il 25 agosto 2025.
  5. ↑ Giorno della Memoria a Carpi: le lettere di Carlo Prina dal Campo di Fossoli, su SulPanaro.net, 26 gennaio 2023. URL consultato il 25 agosto 2025.
  6. ↑ La famiglia di Carlo Prina dona le lettere inviate dal campo, su Il Resto del Carlino, 27 gennaio 2023. URL consultato il 25 agosto 2025.
  7. ↑ Monza ricorda l'80° anniversario dell'Eccidio del Cibeno, su Comune di Monza, 2 dicembre 2024. URL consultato il 25 agosto 2025.
  8. ↑ L'eccidio del Cibeno, quattro pietre per non dimenticare, su Il Giorno, 2 dicembre 2024. URL consultato il 25 agosto 2025.
  9. ↑ Monza celebra l'80° anniversario dell'Eccidio del Cibeno con nuove pietre d'inciampo, su MBNews, 2 dicembre 2024. URL consultato il 25 agosto 2025.

Bibliografia

  • Pietro Arienti, Mia cara sono nelle tue mani. La vicenda di Carlo Prina, oppositore politico monzese, deceduto nell'eccidio di Fossoli. 12 luglio 1944, Missaglia, Bellavite, 2024, ISBN 978-88-7511-392-6.

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