Carlo Tufilli

Carlo Tufilli (Roccavivara, 8 aprile 1957 – Roma, 22 giugno 1996) è stato un poliziotto italiano, ucciso durante una rapina e insignito della Medaglia d'oro al valor civile alla memoria.

Biografia

Nacque l'8 aprile 1957 a Roccavivara, in Molise.[1] Arruolatosi nella Polizia di Stato, raggiunse il grado di Ispettore capo e fu assegnato al Commissariato di Porta Maggiore a Roma.[2] Era sposato con Maria Antonietta e la coppia aveva due figli.[3]

Il 22 giugno 1996, mentre stava rientrando a casa dopo aver terminato il servizio, assistette a una rapina a mano armata a bordo di un treno della ferrovia Roma-Pantano e decise di intervenire, facendo attenzione a non mettere in pericolo gli altri passeggeri del treno.[4] Non appena il treno raggiunse la stazione di Grotte Celoni, i giovani rapinatori scesero; Tufilli gli intimò di gettare a terra le armi, ma i due risposero aprendo il fuoco; nella sparatoria Tufilli fu ferito mortalmente, ma uccise uno dei due rapinatori, Luca Esposito[5]; l'altro, Maurizio De Lucenti, scappò nella zona circostante la stazione, venendo arrestato dalla Squadra mobile di Roma a Tor Bella Monaca pochi giorno dopo[6] e venendo poi condannato a 25 anni di reclusione (di cui ne ha scontati 12).[7] I funerali si svolsero presso la chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela[3] e la salma fu poi sepolta nel cimitero di Roccavivara.[8]

Il 17 gennaio 1997 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro lo insignì della Medaglia d'oro al valor civile[9] mentre presso il Commissariato di Porta Maggiore è stata apposta una lapide in sua memoria.[4] Nel dicembre 2005 il comune di Roma gli ha dedicato un giardino pubblico in zona Torre Angela.[10]

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor civile alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria
«Libero dal servizio, con generoso slancio affrontava due uomini armati, che avevano appena compiuto una rapina a bordo di un treno, nel tentativo di impedirne la fuga. Ingaggiato, poi, un violento conflitto a fuoco con i malviventi, riusciva a colpire uno di essi, ma veniva a sua volta mortalmente ferito. Splendido esempio di alto senso del dovere e di elette virtù civiche, spinti sino all'estremo sacrificio»
— 17 gennaio 1997[9]

Note

  1. ↑ Il Comune di Roccavivara ricorda l’Ispettore superiore della Polizia di Stato, Carlo Tufilli, ucciso 27 anni fa nella Capitale, in Il Giornale del Molise, 21 giugno 2023. URL consultato il 17 novembre 2025.
  2. ↑ Tufilli Carlo ✞ 22/06/1996, su cadutipoliziadistato.it. URL consultato il 17 novembre 2025.
  3. 1 2 Con Di Pietro in seimila ai funerali dell'ispettore, in Corriere della Sera, 25 giugno 1996, p. 13.
  4. 1 2 29° anniversario della morte dell'Ispettore Superiore S.U.P.S. Carlo Tufilli. Vittima del dovere., su questure.poliziadistato.it, Polizia di Stato - Questura di Roma. URL consultato il 17 novembre 2025.
  5. ↑ Francesco Grignetti, Muore per sventare lo scippo, in La Stampa, 23 giugno 1996.
  6. ↑ "Vi consegno mio figlio, non voglio che muoia", in La Stampa, 25 giugno 1996.
  7. ↑ Stefano Vladovich, Stalker in manette: 23 anni fa aveva ucciso un poliziotto a Roma, in il Giornale, 8 giugno 2019. URL consultato il 17 novembre 2025.
  8. ↑ Il ricordo del valore di Carlo Tufilli, in Rai News - TGR Molise, 22 giugno 2024. URL consultato il 17 novembre 2025.
  9. 1 2 Tufilli Carlo, su quirinale.it, Presidenza della Repubblica Italiana. URL consultato il 17 novembre 2025.
  10. ↑ Giardino Carlo Tufilli, su geoportale.comune.roma.it, Roma Capitale - Ufficio toponomastica. URL consultato il 17 novembre 2025.