Carmen De Min

Funerali di Fausto e Iaio, 22 marzo 1978, Milano.

Carmen De Min (Chies d'Alpago, 1934 – Milano, 6 febbraio 2022) è stata un'antifascista e attivista italiana.[1]

Biografia

Nacque in una famiglia antifascista che, durante la seconda guerra mondiale, aiutava i partigiani sia fornendo cibo che indicando le grotte migliori per nascondersi. I familiari furono più volte prelevati e simulata la fucilazione, compresi i bambini più piccoli[2]. Nel dopoguerra, Carmen si trasferì in Svizzera per lavorare e all’inizio degli anni sessanta giunse a Milano. Ebbe due figlie: Ornella nel 1957 e Manuela nel 1958. Nel 1962 si iscrisse al sindacato, in semi-clandestinità per non rischiare il licenziamento. In quegli anni abitava in via Guerrini, non lontano dal Casoretto, e sotto casa c'era una sede dell'MSI, i cui frequentatori provocavano le sue figlie quando uscivano di casa. Nel 1976, le figlie, ancora minorenni, cominciarono a frequentare il Centro Sociale Leoncavallo, con preoccupazione della madre[2]. Manuela frequentava le magistrali in piazza Novelli con Iaia, sorella di Iaio, e con altri amici si riunivano spesso in casa di Carmen per suonare la chitarra e organizzare manifestazioni.

Sabato 18 marzo 1978, due giorni dopo il sequestro di Aldo Moro, Fausto e Iaio furono assassinati. Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci erano usciti dal Leoncavallo per andare a cena a casa di Fausto e sarebbero ritornati per assistere a un concerto jazz[3]. Carmen non dimenticherà mai quello che dissero al telegiornale: «Sono stati uccisi due ragazzi al Casoretto per un regolamento di conti tra drogati». Carmen disse: «Ho pianto poco, perché una rabbia micidiale mi soffocava: loro semmai stavano lavorando a un libro bianco contro gli spacciatori!». Parlò con le mamme del quartiere, organizzò la loro partecipazione al funerale, preparando uno striscione con la scritta: «Le mamme di tutti i compagni piangono i loro figli!» e inviando una corona di fiori con la firma: «Le Mamme del Leoncavallo»[2]. Vi fu una grande partecipazione, circa centomila persone[4][5].

Le mamme del Leoncavallo continuarono ad andare al Tribunale per incontrare o protestare con i giudici che cambiavano in continuazione, fino all’archiviazione. Nelle motivazioni fu scritto: ‘archiviazione nonostante ci siano i nomi di personaggi fortemente indiziati appartenenti alla banda della Magliana di Roma e ai Nuclei Armati Rivoluzionari’[6].

Carmen fu attiva anche in altri eventi: volle condividere il dolore e denunciare le sofferenze dei migranti albanesi imbarcandosi per Valona e si recò tra i guerriglieri dell’esercito zapatista di liberazione nazionale nella regione del Chiapas, in Messico. Da quel viaggio pubblicarono due libri (uno assieme a Feltrinelli) e ne condivisero i profitti con i combattenti[7].

Riconoscimenti

Ambrogino d'oro, 7 dicembre 2022[6][8].

Note

  1. ↑ Morta Carmen De Min, storica mamma del Leoncavallo che non abbassò mai la testa e il pugno, su milano.repubblica.it.
  2. 1 2 3 Adriana Maestrelli Meyer, Carmen De Min, su enciclopediadelledonne.it. URL consultato il 5 giugno 2025.
  3. ↑ Giuliano Santoro, Fausto e Iaio, un funerale dal basso, in il manifesto, 14 dicembre 2024.
    «Non esiste una verità giudiziaria sull’assassinio di Fausto e Iaio, ma le controinchieste fanno pensare che la loro morte abbia a che fare con le indagini che stavano conducendo nel quartiere e nel territorio milanese sul rapporto tra traffico di eroina e destra neofascista.»
  4. ↑ Viva l'Italia. Le morti di Fausto e Iaio, su raiplaysound.it, 12 Giu 2023. URL consultato il 5 luglio 2025.
  5. ↑ Paolo Ventura, I funerali di Fausto e Iaio 1978 2024, Danilo Montanari, 2024.
  6. 1 2 Carmen De Min: Ambrogino d’oro alla mamma antifascista, su casadonnemilano.it. URL consultato il 5 luglio 2025.
  7. ↑ Bandiere rosse, ricordi e commozione al funerale di Carmen De Min ‘mamma del Leoncavallo’, in Mianews Milano, 8 febbraio 2022.
  8. ↑ Benemerenze Civiche - Medaglia d'Oro alla Memoria, su comune.milano.it. URL consultato il 5 luglio 2022.

Collegamenti esterni

  • Carmen De Min, su enciclopediadelledonne.it, Enciclopedia delle donne.