Carta di Parigi

Carta di Parigi per una nuova Europa
Foto di gruppo nella sala delle feste dell'Eliseo in occasione della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, tenutasi a Parigi il 21 novembre 1990
Tipotrattato multilaterale
Contestofine guerra fredda
Firma21 novembre 1990
LuogoParigi
Firmatari originaliAustria (bandiera) Austria Franz Vranitzky
Belgio (bandiera) Belgio Wilfried Martens
Bulgaria (bandiera) Bulgaria Georgi Atanasov
Canada (bandiera) Canada Brian Mulroney
Cecoslovacchia (bandiera) Cecoslovacchia Václav Havel
Cipro (bandiera) Cipro George Vassiliou
Città del Vaticano (bandiera) Città del Vaticano Angelo Sodano
Danimarca (bandiera) Danimarca Poul Schlüter
Finlandia (bandiera) Finlandia Mauno Koivisto
Francia (bandiera) Francia François Mitterrand
Germania (bandiera) Germania Helmut Kohl
Grecia (bandiera) Grecia Konstantinos Mitsotakis
Irlanda (bandiera) Irlanda Charles Haughey
Islanda (bandiera) Islanda Davíð Oddsson
Italia (bandiera) Italia Giulio Andreotti
Jugoslavia (bandiera) Jugoslavia Borisav Jović
Liechtenstein (bandiera) Liechtenstein Hans Brunhart
Lussemburgo (bandiera) Lussemburgo Jacques Santer
Malta (bandiera) Malta Eddie Fenech Adami
Monaco (bandiera) Monaco Jacques Dupont
Norvegia (bandiera) Norvegia Gro Harlem Brundtland
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi Ruud Lubbers
Polonia (bandiera) Polonia Wojciech Jaruzelski
Portogallo (bandiera) Portogallo Cavaco Silva
Regno Unito (bandiera) Regno Unito Margaret Thatcher
Romania (bandiera) Romania Ion Iliescu
San Marino (bandiera) San Marino Cesare Gasperoni
Spagna (bandiera) Spagna Felipe González
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti George H. W. Bush
Svezia (bandiera) Svezia Ingvar Carlsson
Svizzera (bandiera) Svizzera Arnold Koller
Turchia (bandiera) Turchia Turgut Özal
Ungheria (bandiera) Ungheria József Antall
Unione Sovietica (bandiera) Unione Sovietica Mikhail Gorbachev
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La Carta di Parigi per una nuova Europa (nota anche come Carta di Parigi) venne adottata da una maggioranza di Stati, oltre che dal Canada, dagli Stati Uniti e dal'Unione Sovietica.

Storia

La conferenza, che diede vita al documento, si tenne a Parigi dal 19 al 21 novembre 1990 in un momento di grandi cambiamenti in Europa a causa della caduta del muro di Berlino, avvenuta circa un anno prima e delle Rivoluzioni del 1989. Come più volte ricordato nel documento stesso, la Carta si fonda sugli accordi di Helsinki e sono considerati come l'atto finale della guerra fredda e l'inizio di " ... una nuova era di democrazia, pace ed unità in Europa.".[1]

Entrambi i documenti formano la base dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, anche se non tutti gli stati presenti alla conferenza firmarono la Carta di Parigi: esclusi furono Jugoslavia, Turkmenistan e Tagikistan.[2]

La Carta di Parigi costituì un tentativo di gestire lo scenario mondiale dopo la caduta del comunismo in Europa tramite il coinvolgimento degli stati che avevano fatto parte del blocco sovietico. Il vertice di Parigi del 21 novembre 1990 costituì una conferenza di accordi che segnò la fine della guerra fredda.

La Carta di Parigi prevedeva inoltre incontri regolari tra i ministri degli esteri degli stati firmatari per consultazioni di carattere politico. La Carta dotò inoltre la Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa di strutture permanenti: istituì un segretariato, un Ufficio per le libere elezioni (successivamente rinominato Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani) con sede a Varsavia e un Centro per la prevenzione dei conflitti con sede a Vienna. Nel 1992 venne nominato anche un Segretario generale, e nel 1994 si cambiò il nome della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa in Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Note

  1. ↑ Carta di Parigi per una nuova Europa (PDF), su osce.org, 21 novembre 1990. URL consultato il 16 dicembre 2025.
  2. ↑ Organization for Security and Cooperation in Europe, in Atlante geopolitico, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012-2016. URL consultato il 16 settembre 2025.

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