Carte da gioco svizzere

Le carte da gioco svizzere sono uno stile di carte da gioco caratterizzate da semi specifici impiegate in certe parti della Svizzera tedesca. Si tratta di un mazzo di 36 carte, che ha due semi in comune con le carte tedesche (ghiande - Eicheln e campanelli - Schellen) e due semi diversi (scudi - Schilten e rose - Rosen). I valori vanno dal sei al nove, la Bandiera (Banner) corrisponde ai 10, poi vi sono le figure Under, Ober, König ed infine un Due con valore di Asso (As, Sau, Daus). Esse sono impiegate principalmente per giocare al gioco nazionale svizzero, chiamato Jass, ad est della linea Brünig-Napf-Reuss.

A ovest della linea Brünig-Napf-Reuss, nel Grigioni e nell'area di lingua francese, sono impiegate prevalentemente carte a seme francese.

Nel Canton Ticino, invece, viene utilizzata una variante delle carte da gioco lombarde a 36 carte, denominate localmente "carte da tressette" (note in Italia come "lombarde estere"). Queste carte presentano gli indici e le scritte "fante", "regina" e "re" sulle rispettive figure, avvicinandosi quindi in qualche modo alle carte a semi svizzeri usate nella Svizzera tedesca.

Semi svizzeri
Seme
Tedesco Eichel Schellen Schilten Rosen
Italiano Ghiande Campanelli Scudi Rose
Le cart da gioco a semi svizzeri sono usate nelle aree evidenziate in arancione. Il resto della Svizzera, evidenziato in celeste, utilizza carte a semi francesi.

Storia

Le prime testimonianze sulle carte da gioco in Svizzera risalgono alla fine degli anni Settanta del XIV secolo, periodo in cui si diffusero in tutta l'Europa occidentale. Già nel 1377 il monaco domenicano Johannes von Rheinfelden ne redasse la prima descrizione europea, parlando di un mazzo composto da quattro semi di tredici valori ciascuno. Le tre carte più alte raffiguravano un Re seduto, un Maresciallo Superiore che teneva il segno del seme in alto e un Maresciallo Inferiore che lo teneva in basso, figure che corrispondono perfettamente agli attuali Re, Ober e Unter. Nel corso del XV secolo, quasi contemporaneamente alla Germania, si consolidò il mazzo moderno dopo vari esperimenti con semi alternativi come piume e cappelli. Tuttavia, la struttura del mazzo subì presto delle modifiche pratiche: gli assi originali scomparvero e, verso la fine del Quattrocento, il Daus, ovvero il Due, fu promosso al di sopra del Re diventando il nuovo asso. La necessità di semplificare la stampa portò alla creazione di mazzi da 48 carte, più facili da produrre con due soli blocchi di legno rispetto ai 52 originali. A differenza della tradizione tedesca, però, gli svizzeri mantennero il Banner, ossia il Dieci, anche dopo la metà del XVI secolo, mentre nel Seicento i valori dal 3 al 5 sparirono dalla maggior parte dei mazzi, ad eccezione di quelli per il Kaiserspiel.

Il centro nevralgico della produzione iniziale fu Basilea, dove intorno al 1530 apparve quello che è considerato il precursore del sistema svizzero-tedesco odierno. In queste carte di piccolo formato erano già presenti elementi distintivi, come l'Unter di Sonagli raffigurato come un giullare. Non sappiamo con esattezza quando avvennero le modifiche sostanziali verso il design moderno a causa di un vuoto produttivo nel XVII secolo, durante il quale tutti gli esemplari sopravvissuti provenivano da Épinal, in Lorena. Questi mazzi francesi mostravano già un’evoluzione stilistica importante, con i Re seduti su troni reali anziché su cassapanche e posture simili a quelle odierne. La produzione locale riprese vigore solo intorno al 1700 e, sebbene il tipo Épinal continuasse a circolare, nel 1743 Rochus I Schär di Baden introdusse un nuovo design destinato a diventare dominante. Il cosiddetto "tipo Schär" si distingueva per le denominazioni König, Ober e Unter scritte esplicitamente sulle carte e per il giullare dotato di un cappello a tre punte, diverso da quello di Épinal che aveva i sonagli fissati direttamente alla cuffia.

Variante di fine '800, disegnata da J. Müller.

Per tutto il XIX secolo il modello standard rimase il mazzo a figura intera basato sul tipo Schär, nonostante fossero apparse versioni a figura doppia già dal 1860. La svolta definitiva arrivò quando l'artista J. Peyer, lavorando per la ditta Müller intorno al 1920, ridisegnò un modello modernizzato creato originariamente nel 1880 da Bühlmann di Hasle. Questo divenne l'attuale standard svizzero a figura doppia. Per decenni il vecchio stile a figura intera e il nuovo a figura doppia coesistettero, fino a quando la produzione del primo cessò definitivamente entro il 1960. Da quel momento, i vari produttori si sono distinti quasi esclusivamente per piccoli dettagli o per i nomi stampati sugli assi di Sonagli e Scudi. Ad esempio, nel design degli anni Venti un rettangolo centrale sugli assi indicava "Schaffhausen & Hasle", mentre la ditta Hächler e Söhne marchiava i propri mazzi con la sigla "HASO". Anche la catena Migros entrò nel mercato negli anni Quaranta vendendo carte riconoscibili per l'immagine di una balestra sull'asso di Sonagli.

Nonostante l'acquisizione della storica AGMüller da parte della belga Cartamundi nel 1999 e la presenza di produttori esteri tedeschi e italiani, il modello svizzero si è dimostrato straordinariamente resistente ai cambiamenti radicali. Tentativi di modernizzazione artistica, come quelli di Egbert Moehsnang o i design in 3D, non sono mai stati accettati dal grande pubblico. Hanno avuto maggior fortuna solo le edizioni speciali e temporanee, come la versione militare del 1915 legata alla mobilitazione bellica, le varianti femministe con sole figure femminili o quelle umoristiche. Una curiosità recente riguarda i set da poker venduti da AGMüller: pur mantenendo i semi svizzeri, queste carte presentano un formato più largo, indici inglesi e una particolarità insolita per cui gli Ober maschili sono contrassegnati con la "Q" di Queen.

Mazzo completo a 48 carte.

Bibliografia

  • (DE) Detlef Hoffmann (Hrsg.): . Band 1: Die Anfänge im 15. und 16. Jahrhundert, 1998, ISBN 3-907066-27-8.
  • (DE) Max Ruhetal (Hrsg.): . Band 2: Das Tarockspiel in der Schweiz. Tarocke des 18. und 19. Jahrhunderts im Museum Allerheiligen Schaffhausen, 2004, ISBN 3-907066-54-5.
  • (EN) Peter F. Kopp: . Papers presented at the 2nd convention of the Playing-Card Society, held in Leinfelden, West Germany, 26th September - 29th September, 1975. In:  (= . Band 4, Nr. 4). Mai 1976, ISSN 0305-2133.

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