Cartiera di Mathi
| Cartiera di Mathi | |
|---|---|
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| Stato | |
| Fondazione | 1836 |
| Sede principale | Mathi |
| Settore | Cartario |
| Prodotti | Carte speciali e filtranti |
La cartiera di Mathi è un'industria italiana per la produzione della carta.
Storia
Nel 1700, Mathi è protagonista di uno sviluppo industriale di notevole importanza con il succedersi di officine, filande, cartiere e manifatture tessili, grazie alla produzione elettrica garantita dal canale di Nole derivato dal torrente Stura di Lanzo che la attraversa. La produzione della carta, utilizzando gli stracci, risale al 1836 per opera dell'industriale Michele Antonio Varetto.
Alla sua morte nel 1871 la vedova Clotilde Berta, preoccupata di non riuscire a gestire una fabbrica che conta già 50 operai, vende la cartiera a don Giovanni Bosco.
La cartiera in mano a Don Bosco

Il religioso torinese progettava da tempo di gestire in proprio l’intero ciclo della produzione editoriale, proponendosi come editore cattolico a tutto tondo nel momento in cui, all’indomani dell’Unità d’Italia, la battaglia della carta stampata sembrava essere entrata nel vivo. Dopo aver aperto una tipografia all’Oratorio del Valdocco di Torino nel 1862 e una a Genova Sampierdarena nel 1876, il santo imprenditore decide di acquistare l’azienda dalla vedova Varetto con atto rogato nel 1877 dal regio notaio Pavesio. Nell’acquisto, per 100 000 lire, erano anche compresi «un giardino inglese e un giardino da frutta» [1].
Dopo due anni di sfortunata gestione da parte dell’amministratore laico Domenico Varetti, commerciante genovese, con cui il prete dovette anche entrare in causa [2], nel dicembre 1878 l’impresa viene affidata ad un gruppo dirigente composto da religiosi salesiani. L'attività, grazie anche ai libri scritti dal religioso e lì stampati, si espande, grazie anche alle sue capacità commerciali, fino all'America latina.
Nel 1884, don Bosco decide di partecipare all’Esposizione Generale di Torino, per poter mostrare a tutti l’alto livello raggiunto in campo tipografico ed editoriale. Decide pertanto di esporre al pubblico la nuova macchina continua appena arrivata dalla ditta Escher-Wyss di Zurigo in un padiglione recante la scritta: «Don Bosco. Fabbrica di carta, Tipografia, Fonderia, Legatoria e Libreria Salesiana». La giuria dell’Esposizione assegna alla Società Salesiana la medaglia d’argento ma don Bosco la rifiuta, considerando il secondo premio un affronto [3].
La mattina del 2 febbraio 1882 la caldaia a vapore per la bollitura degli stracci esplode distruggendo parte della fabbrica e causando la morte di due operai. L'azienda aiuta le famiglie coinvolte e sostiene gli orfani ricoverandoli presso le case salesiane. La Direzione delle Opere Salesiane stabilisce di ricostruire i fabbricati danneggiati e di investire risorse per un ampliamento dell’azienda [4].
Nel 1896 i Salesiani aprono a Balangero un impianto di produzione di pasta meccanica, dal legno di pioppo, trasportata a Mathi con una teleferica, da utilizzare nella produzione al posto degli stracci.
Nel perimetro della cartiera è edificata una chiesa e, nella casa al suo fianco, si trova la camera dove il santo soggiornava saltuariamente, divenuta un piccolo museo che custodisce gli ambienti da lui utilizzati.
L'acquisto della famiglia Bosso e il Buxus
Alla fine dell'800 si potevano distinguere due strutture: la cartiera più antica, detta «salesiana» e quella «inferiore». Nel 1905 quest'ultima viene acquistata dall'imprenditore Giacomo Bosso, mentre la cartiera salesiana si consolida nella Società Anonima Agricola Industriale Torinese.
Nato a Chivasso nel 1854, Bosso nel 1885 si associa alla famiglia del tipografo ed editore Francesco Vigo e assume la gestione dell'antica cartiera di Parella, le cui origini risalivano al 1471. Ne rialza le sorti in pochi anni, nel 1894 acquista la cartiera di Torre Mondovì e poi anche la cartiera di Mathi Inferiore, consolidando il suo patrimonio aziendale nella "Società anonima Cartiere Giacomo Bosso" [5]. Nel 1919 rileva anche la cartiera salesiana e contribuisce alla costruzione della centrale idroelettrica di Cafasse.
Giacomo Bosso affianca alla sua carriera imprenditoriale un'ascesa politica: consigliere comunale di Torino dal 1914, porta il consiglio direttivo della locale Camera di commercio ad un attivo fiancheggiamento del fascismo abbracciandone la deriva autarchica. Proprio per questo nel 1928 inventa, con il figlio Valentino, un materiale di rivestimento di oggetti in legno in sostituzione della impiallacciatura, derivato dalla carta e chiamato Buxus (bosso in latino) che verrà impiegato da architetti, designer e artisti quali Giuseppe Pagano, Gino Levi-Montalcini, Augusto Černigoj e Fortunato Depero [6].
La cartiera consegue negli anni una continua crescita proseguita, dopo la morte di Giacomo nel 1934, sotto la guida di Valentino e poi di suo figlio Giacomo, consigliere e assessore comunale di Torino, console onorario di Danimarca in Piemonte, eletto al Senato con il Partito Liberale Italiano nella IV e V legislatura [7].
L'acquisto da parte dei finlandesi
Nel 1963 la società finlandese Ahlstrom decide di investire in Italia acquisendo prima il 51% delle quote e nel giro di pochi anni l’intera proprietà. Gli impianti sono continuamente ampliati e nel 2006 la macchina n. 8 arriva a produrre fino a 120.000 tonnellate annue di carta. Due macchinari (PM4 e PM8) attualmente in produzione sono intitolati a san Giovanni Bosco.
Nel 2013, parte della Ahlstrom (e la cartiera di Mathi) è ceduta al Gruppo svedese Munksjo, leader mondiale nel settore delle carte speciali.
Descrizione
La cartiera, dotata di impianto di cogenerazione [8], è collegata alla locale stazione ferroviaria per il trasporto dei materiali [9].
Nel 2019 è stata premiata, prima azienda in Italia ad ottenere questo riconoscimento, dagli auditor del Cambridge Centre for Behavioural Studies per il programma di sicurezza dello stabilimento [10].
La cartiera sfrutta il canale che scorre al suo fianco per la produzione della carta, prendendone l’acqua dal suo letto e, al termine del suo utilizzo, la reinserisce nel torrente da cui proviene. Dai risultati delle analisi chimiche compare che l’acqua re-introdotta è più pura di quella prelevata [11].
Ad oggi la cartiera, principale sito del Gruppo nell’ambito del business delle carte speciali per supporto per le etichette autoadesive (i cosiddetti release liners) e dei media filtranti (produce ogni anno circa 150mila tonnellate fra carta da siliconare e carta impiegata nei filtri delle automobili), impiega circa 600 persone ed è la più rilevante fonte di occupazione industriale di Mathi [12][13].
Note
- ↑ db.archiviosalesiano.net, https://db.archiviosalesiano.net/files/original/551714/ASC-LIB-VAR02-267.pdf.
- ↑ db.archiviosalesiano.net, https://db.archiviosalesiano.net/s/asc-documenti/item/513103.
- ↑ https://bollettinosalesiano.it/rubriche/la-santa-impresa-di-don-boscola-cartiera-di- mathi/
- ↑ ilmagister.blogspot.com, https://ilmagister.blogspot.com/p/don-bosco-e-la-cartiera-di-mathi.html.
- ↑ treccani.it, https://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-bosso_(Dizionario-Biografico).
- ↑ francoangeli.it, https://francoangeli.it/Libro/Il-Buxus:-un-materiale-%22moderno%22?Id=11680.
- ↑ ui.torino.it, https://www.ui.torino.it/menu/chi-siamo/presidenti/giacomo-bosso/.
- ↑ ilrisveglio-online.it, https://www.ilrisveglio-online.it/2018/12/20/la-cartiera-ahlstrom-munskjo-investe-e-guarda-al-futuro/.
- ↑ museotorino.it, https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/528/files/assets/common/downloads/page0325.pdf.
- ↑ lastampa.it, https://www.lastampa.it/torino/2019/02/05/news/la-cartiera-di-mathi-al-top-della-sicurezza-mondiale-1.33678764/.
- ↑ La Voce e Il Tempo 13 luglio 2018, https://salesianipiemonte.info/mathi-la-cartiera-allavanguardia-di-don-bosco-continua-a-crescere-2/
- ↑ lastampa.it, https://www.lastampa.it/torino/2017/06/17/news/cosi-la-cartiera-che-fu-di-don-bosco-ha-affrontato-le-sfide-dell-industria-4-0-1.34584796/.
- ↑ masterindustrialoperations.it, https://www.masterindustrialoperations.it/2019/images/Presentazione_Ahlstrom-Munksjo.pdf.
Bibliografia
- Luigi Crosazzo, La cartiera di Mathi. Le sue origini. Il periodo di Don Bosco e dei Salesiani, Cartiere Giacomo Bosso, Torino 1953
- Daniela Bosia, Il Buxus: un materiale "moderno", Franco Angeli, Milano 2005. ISBN 8846451228
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