Casa Amatller

Casa Amatller
Casa Amatller
Localizzazione
StatoSpagna (bandiera) Spagna
LocalitàBarcellona
IndirizzoPasseig de Gràcia 41
Coordinate41°23′29.22″N 2°09′54.03″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stilemodernismo catalano
Realizzazione
ArchitettoJosep Puig i Cadafalch
ProprietarioInstitut Amatller d'Art Hispànic
CommittenteAntoni Amatller

La Casa Amatller è un edificio in stile modernista di Barcellona,[1][2] costruito dall'architetto Josep Puig i Cadafalch tra il 1898 e il 1900,[3] che si trova nel Passeig de Gràcia tra la Casa Batlló e la Casa Mulleras, nell'isolato noto come la Manzana de la Discordia.[4]

Storia

L'edificio originario venne costruito da Antoni Robert nel 1875 e nel 1898 Antoni Amatller, un importante imprenditore nel settore del cioccolato,[5] ne commissionò la ristrutturazione a Josep Puig i Cadafalch[1] che progettò una sorta di palazzo gotico urbano, con una facciata piana, un patio centrale e una scala che conduce alle abitazioni. Il primo piano era dedicato alla famiglia Amtller mentre i tre superiori erano affittati, com'era usanza nelle nuove costruzioni.[5]

La casa appartiene dal 1960 all'Institut Amatller d'Art Hispànic, fondazione creata dai discendenti di Antoni Amatller, ed è stata dichiarata monumento storico-artistico con un decreto del 1976.[6]

Note

  1. 1 2 Casa Amatller a Barcelona, su Spain.info. URL consultato il 30 gennaio 2023.
  2. ↑ Casa Amatller, una meraviglia modernista a Barcellona, su ShBarcelona, 14 marzo 2017. URL consultato il 30 gennaio 2023.
  3. ↑ (ES) Lourdes Fernández, La guerra mitológica del Passeig de Gràcia, su La Vanguardia, 13 giugno 2021. URL consultato il 10 aprile 2025.
  4. ↑ (ES) José Antonio Montilla, La Casa Amatller, testimonio del modernismo, su La Vanguardia, 30 aprile 2024. URL consultato il 10 aprile 2025.
  5. 1 2 (ES) Jesús Fraiz Ordóñez, La Casa Amatller, el origen de la Manzana de la Discordia de Barcelona, su La Vanguardia, 4 febbraio 2022. URL consultato il 10 aprile 2025.
  6. ↑ (CA) Patrimoni arquitectònic, su invarquit.cultura.gencat.cat. URL consultato il 10 aprile 2025.

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