Casa Botter

Casa Botter
Localizzazione
StatoTurchia (bandiera) Turchia
LocalitàBeyoğlu
IndirizzoIstiklal Caddesi 235, Beyoğlu, Istanbul
Coordinate41°01′45.19″N 28°58′31.45″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stilemodernista
Realizzazione
ArchitettoRaimondo D'Aronco
CommittenteAbdul Hamid II

Casa Botter (in turco Botter Apartmanı) è un edificio storico situato nella zona europea di Istanbul, nella mahalle di Şahkulu del distretto di Beyoğlu. L'edificio si trova al numero 235 di Istiklal Caddesi.

Esso è stato costruito nel 1900 accanto all'attuale edificio del Consolato di Svezia. L'edificio, commissionato dal sultano Abdülhamid II per Jean Botter, sarto e stilista ufficiale della corte di origine olandese, è opera dell'architetto Raimondo D'Aronco. È il primo esempio a Istanbul di edifici progettati sia come luoghi di lavoro che come abitazioni, più diffusi in Europa.[1] La casa Botter, con le sue pareti decorate con motivi vegetali e figure umane ornate di fiori, è importante dal punto di vista storico-architettonico in quanto è il primo edificio in stile Art Nouveau costruito a Istanbul.[1][2] Essa è anche il primo edificio in Turchia costruito con una struttura in acciaio e il secondo, dopo l'Hotel Pera Palas, a essere dotato di ascensore.[3] Il piano terra di Casa Botter è stato utilizzato come prima casa di moda della Turchia con il nome di Botter Moda Evi. Essa è registrata come bene culturale di primo grado da proteggere.[4]

L'edificio restaurato a cura di İBB Miras, società di proprietà del Comune metropolitano di Istanbul, e denominato Casa Botter Centro d'Arte e Design (in turco Casa Botter Sanat ve Tasarım Merkezi) è stato inaugurato il 15 aprile 2023 con la mostra "Sogni, realtà", curata da Melike Bayık.[5][6]

Storia e caratteristiche architettoniche

L'edificio, composto da sette piani compreso il seminterrato, è opera dell'architetto di corte dell'epoca Raimondo D'Aronco. Prende il nome da Jean Botter, sarto ufficiale della corte durante il regno di Abdül Hamid II, emigrato dai Paesi Bassi a Istanbul. Il sultano, che apprezzava molto i capi di Botter, in cui si fondevano linee moderne e classiche, incaricò D'Aronco di costruire una casa di moda per dimostrare il suo apprezzamento nei confronti del sarto. L'architetto costruì questo palazzo per Jean Botter, che aveva deciso di continuare la sua attività professionale in modo istituzionalizzato, come in Europa, sia come casa di moda che come edificio in cui i membri della famiglia potessero vivere.[2]

Vetrata con motivo floreale.

Essendo stato costruito su un terreno stretto e lungo, l'edificio è stato realizzato in forma rettangolare, lunga e irregolare, con una struttura adiacente. Il piano interrato è stato adibito a magazzino, il piano terra con soffitti alti a negozio, il primo piano a laboratorio e magazzino, mentre il secondo e il terzo piano e il piano rialzato sono stati progettati come abitazioni.[7] Degni di nota sono i rilievi in marmo con lunghi rami ornati di rose che decorano l'ingresso e la parte adibita a negozio dell'edificio. I progetti relativi a questo edificio, pensato dall'architetto nei minimi dettagli, si trovano presso il Museo Civico di Udine, in Italia.[7]

Poco dopo la sua costruzione, l'edificio divenne uno dei più popolari di Pera e, insieme alle vicine pasticcerie Lebon e Markiz, un vero e proprio polo di attrazione. Qui, attraverso sfilate organizzate appositamente, le ultime tendenze della moda europea venivano presentate ai ricchi di Istanbul. Il soppalco utilizzato per le sfilate, accessibile dal piano negozio tramite una doppia scala, non è giunto fino ai giorni nostri poiché è stato rimosso nel 1960, quando l'edificio venne trasformato in una filiale bancaria.

Il piano terra era occupato da un ampio salone, mentre il retro era riservato alle stanze degli assistenti sarti; i piani superiori erano invece riservati ai membri della famiglia Botter.[8] Il balcone al primo piano, decorato con motivi floreali che fungevano anche da lampade, era sostenuto da quattro montanti e da due travi di ferro nella parte inferiore. La ringhiera del balcone con motivi floreali, i montanti portanti, le travi e le lampade sono disegni originali dell'architetto stesso.[7]

La famiglia Botter, che venne dolorosamente colpita dalla morte del giovane figlio durante un viaggio a Parigi,[9] si trasferì a Parigi e vendette l'edificio a Mahmut Nedim Efendi, figlio di Osman Pascià, che era stato ministro della Marina durante il regno di Abdülhamid II.[10] Quando Nedim Bey morì prematuramente nel 1939, sua moglie Zeynep (Ovayar) Hanım affittò i piani inferiori a varie aziende commerciali che li utilizzarono come uffici. In quel periodo, il poeta Ferit Edgü affittò e ristrutturò il terzo piano dell'edificio per la sua agenzia pubblicitaria e, dopo il trasferimento dell'agenzia, lo utilizzò come abitazione.[11]

Dopo la morte di Zeynep Hanım, l'edificio rimase senza proprietario e fu confiscato dal Tesoro.[12] A seguito di una causa legale durata anni, intentata dai secondi eredi che rivendicavano i propri diritti, l'edificio rimase in stato di abbandono. Nel 2007 i nipoti di Zeynep Ovyar rilevarono il Botter Apartmanı dal Tesoro.[13]

Il motivo floreale in ferro battuto e il dettaglio floreale in marmo sopra la porta d'ingresso dell'edificio Botter, 2023

Decorazione della facciata

Ad eccezione di quella occidentale, tutte le facciate dell'edificio sono state lasciate cieche. La facciata occidentale, invece, è considerata uno dei più begli esempi dello stile Art Nouveau del XIX secolo per le sue caratteristiche decorative. In questa facciata, il piano terra è scandito da tre aperture rettangolari uguali. La porta d'ingresso si trova nell'apertura più a sud. La parte superiore della porta d'ingresso è decorata con motivi floreali, con foglie e frutti che aggettano dalla superficie. Questa parte è sostenuta da rami che fuoriescono da un vaso posto ai lati.

Sulla parte superiore delle tre finestre rettangolari del primo piano sono presenti degli stemmi. Sulle cornici delle finestre rettangolari del terzo piano e agli angoli delle cornici sono presenti ghirlande composte da fiori, foglie e frutti. Dalle estremità dei medaglioni agli angoli pendono nastri fissati con motivi a chiodo. Agli angoli si vede il volto di una donna dai capelli ondulati circondato da motivi vegetali e sul suo collo si vedono dei ganci fissati ai cerchi che circondano una collana a forma di medaglione.

Sulla cornice delle finestre del terzo piano è presente un rilievo rappresentante Demetra, notevole per la capigliatura ondulata e il volto sorridente. Tutte le decorazioni della facciata riflettono le caratteristiche generali delle decorazioni figurative in stile Art Nouveau.[14]

Note

  1. 1 2 (TR) Berrin Güç Çakın, 19. yüzyılda inşa edilmiş olan, Beyoğlu Botter apartmanı mimari tezyinatının incelenip tezhip ve minyatür sanatıyla yorumlanması, su tez.yok.gov.tr, Yer Bilgisi: Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi Güzel Sanatlar Enstitüsü yüksek lisans tezi. URL consultato il 13 novembre 2020.
  2. 1 2 (TR) Canan Keles, Botter Apartmanı Binası, su themagger.com, 27 febbraio 2020. URL consultato il 2 ottobre 2020 (archiviato il 19 maggio 2020).
  3. ↑ (TR) Didem Görkay, Ayşe Övür: “Botter Apartmanı’na çok yönlü bakmak gerekir.”, su edebiyathaber.net, Edebiyathaber.net sitesi, 17 luglio 2020. URL consultato il 3 ottobre 2020 (archiviato il 27 settembre 2020).
  4. ↑ (TR) Ahmet Ersen e Verdön, İrem, Botter Apartmanı Cephesi Konvervasyon Projesi, su docplayer.biz.tr, Kagir Yapılarda Koruma ve Onarım Semineri (settembre 2009) Kitabı,. URL consultato il 3 ottobre 2020 (archiviato il 4 ottobre 2020).
  5. ↑ (TR) İSTİKLAL CADDESİ'NDEKİ RESTORE EDİLEN TARİHİ BOTTER APARTMANI, 'CASA BOTTER SANAT VE TASARIM MERKEZİ' ADIYLA HİZMETE AÇILACAK, su ankahaber.net. URL consultato il 14 aprile 2023 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2023).
  6. ↑ (TR) Yeni sanat merkezi: Casa Botter, in Milliyet. URL consultato il 14 aprile 2023 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2023).
  7. 1 2 3 (TR) Botter Apartmanı, su smartbeyoglu.com. URL consultato il 2 ottobre 2020 (archiviato il 4 ottobre 2020).
  8. ↑ (TR) Beyoğlu Botter Binası, su Turanakinci.com. URL consultato il 2 ottobre 2020 (archiviato il 14 settembre 2019).
  9. ↑ (TR) Beyoğlu'nun hikayelere konu olan 7 tarihi binası, su Milliyet.com.tr, 7 giugno 2019. URL consultato il 2 ottobre 2020 (archiviato il 10 giugno 2019).
  10. ↑ (TR) Nurdan Karagünlü, Pera Levanten Konut Mirası Ve Yeniden İşlevlendirilmesi Üzerine Bir Değerlendirme (PDF), su polen.itu.edu.tr, İTÜ Sosyal Bilimler Enstitüsü yüksek lisans tezi, maggio 2015. URL consultato il 3 ottobre 2020 (archiviato il 4 ottobre 2020).
  11. ↑ (TR) Botter yardım istiyor, su v3.arkitera.com, Arkitera.com 26 Şubat 2002. URL consultato il 2 ottobre 2020 (archiviato il 4 ottobre 2020).
  12. ↑ (TR) Türkiye’nin ilk modaevi kurtarılıyor, in Hürriyet gazetesi, 26 dicembre 2009. URL consultato il 2 ottobre 2020 (archiviato il 4 ottobre 2020).
  13. ↑ (TR) Sinem Öztürk, Botter Apartmanı, Jak Kamhi'nin eşi Tuli Kamhi'ye miras kaldı!, su Emlaktasondakika.com, 17 settembre 2012. URL consultato il 2 ottobre 2020 (archiviato il 4 ottobre 2020).
  14. ↑ (TR) Nadire Tuba Yiğitpaşa, XIX. yüzyıl Beyoğlu yapılarında heykel vce figürlü kabartmalar (PDF), su atauni.edu.tr, Atatürk Üniversitesi Sosyal Bilimler Enstitüsü Doktora Tezi, Erzurum 2010. URL consultato il 2 ottobre 2020.

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