Casa Tognella
| Casa Tognella | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Località | Milano |
| Indirizzo | Via Jacini 1 |
| Coordinate | 45°28′12.1″N 9°10′34.84″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 1947 - 1954 |
| Uso | residenziale |
| Realizzazione | |
| Architetto | Ignazio Gardella |
| Ingegnere | Enrico Ghiringhelli |
| Committente | Angelo Tognella |
Casa Tognella, detta anche Casa al Parco[1][2][3], è un edificio residenziale sito in via Jacini 1 a Milano.
Storia
L'edificio fu commissionato da Angelo Tognella[4], filandiere di Busto Arsizio[5], a Ignazio Gardella prima del gennaio del 1947, periodo nel quale l'architetto, coadiuvato dall'ingegnere Enrico Ghiringhelli, ne cominciò la progettazione[6].
La progettazione si protrarrà per buona parte del 1947, terminando nell'ottobre di quell'anno e dando inizio alla sua realizzazione dal 1948[7]. Durante la costruzione dell'opera, avvennero dei dissidi tra il committente Tognella e l'architetto: l'edificio sorgeva infatti sul sedime in cui era presente un vecchio edificio precedentemente demolito, villa Marsaglia (opera di Pio Soli[8]), che si sviluppava su tre piani. L'altezza dello stabile demolito convinse la soprintendenza a dare il permesso edilizio per un altro edificio di quattro piani, ma nel corso della costruzione, per volontà di Tognella, si provò ad aggiungere un quinto piano di cui Gardella richiese la demolizione. Questo portò a un deterioramento nei rapporti tra i due e all'allontanamento di Gardella dal progetto, cosa che porterà a una divergenza tra il prodotto finito rispetto alle idee originali dell'architetto[5].

Per via di queste vicissitudini l'edificio negli anni è stato disconosciuto da Gardella, il quale cambierà il proprio metodo di progettazione per non incappare più in queste vicissitudini, tentando dal principio di dare indicazioni chiare sui propri progetti e lasciando minore spazio alle interpretazioni altrui[9].
Tra il 2011 e il 2014 l'edificio è stato oggetto di un controverso intervento di ristrutturazione, che ne ha cambiato i volumi e che ha compromesso alcuni dettagli originali dell'edificio, andati perduti, venendo per questo criticato da diversi storici. A seguito delle polemiche, l'edificio è stato dichiarato di particolare interesse storico-artistico e vincolato[4].
Descrizione
Casa Tognella rappresenta un'opera nata da una richiesta di tipo professionale, e non prettamente artistica, nella quale comunque si possono scorgere le tendenze trasgressive dell'architetto rispetto allo standard dell'epoca[10]; l'architetto con questo progetto si confrontava con il tema della definizione delle forme dell'abitazione urbana della borghesia milanese[6], con l'intenzione di dimostrare che l'architettura moderna, che fino a quel momento aveva trovato la sua naturale applicazione nel contesto dell'edilizia popolare e dei quartieri autosufficienti, poteva anche essere declinata nella progettazione di edifici destinati all'alta borghesia in un contesto cittadino già consolidato[11]; in particolare nella gestione degli interni si nota la sperimentalità di Gardella, che con la sequenza delle sale di ricevimento (sala da pranzo, soggiorno e studio) riprende il principio tradizionale della successione delle stanze passanti, coniugandolo con la teoria dello spazio continuo invece di tipica del movimento Moderno[11].
La visione sperimentale di Gardella negli interni si è espressa in modo particolare nell'alloggio della famiglia Tremi, dove l'architetto ha realizzato anche la sistemazione interna e l'arredamento[7], che avrebbe dovuto rappresentare le virtù del "signore" dell'epoca, che non era data da parametri di tipo economico quanto valoriali ed educativi, prediligendo una raccolta di oggetti e libri di stampo umanistico e di mobili di varie epoche collegati tra loro da una coerenza di tipo culturale e di gusto[1].
L'edificio, posto nelle vicinanze del castello Sforzesco e di Parco Sempione, si erge su cinque piani fuori terra più uno interrato, sviluppandosi su due blocchi rettangolari tra loro sfalsati, con la zona giorno che guarda verso il parco e la zona notte verso piazza Castello[4]; le due zone si differenziano tra di loro per lo schema strutturale - travi e pilastri per la prima, muratura portante per la seconda - e la grande loggia rivolta verso il verde a nord - ampiamente modificata rispetto i progetti originali di Gardella - che con i suoi marcapiani in rame[11] risulta essere un elemento fortemente caratterizzante dell'edificio[12].
Risulta infine particolarmente interessante la soluzione con cui si conclude l'altezza dell'edificio, con quattro falde leggermente inclinate e coperte di rame che costituiscono la vera copertura, anticipata da una pensilina aggettante che ne definisce le proporzioni[4].
Note
- 1 2 Casa al Parco, Milano 1947-54, su domusweb.it. URL consultato il 22 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2025).
- ↑ Casa al Parco, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 22 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2025).
- ↑ Andreola, p. 50.
- 1 2 3 4 Casa Tognella, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 22 settembre 2025 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2024).
- 1 2 Monestiroli, p. 37.
- 1 2 Buzzi Ceriani, p. 103.
- 1 2 Buzzi Ceriani, p. 105.
- ↑ Villa Marsaglia, su breradesigndistrict.it. URL consultato il 23 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2024).
- ↑ Casamonti, p. 165.
- ↑ Canella, p. 298.
- 1 2 3 Casamonti, p. 166.
- ↑ Andreola, pp. 50-51.
Bibliografia
- Francesco Buzzi Ceriani (a cura di), Ignazio Gardella - progetti e architettura 1933-1990, Venezia, Marsilio Editori, 1992, ISBN 978-8831756396.
- Antonio Monestiroli, L'architettura secondo Gardella, Bari, Laterza, 1997, ISBN 978-8842053835.
- Guido Canella, Architetti italiani nel Novecento, a cura di Enrico Bordogna, Firenze, Christian Marinotti Edizioni, 2010, ISBN 978-8882731083.
- Marco Casamonti, Ignazio Gardella architetto (1905-1999): Costruire le modernità, Milano, Electa, 2006, ISBN 978-8837046095.
- (EN) Florencia Andreola, Marco Biraghi e Gabriella Lo Ricco (a cura di), Milan architecture guide. 1945-2015, traduzione di Steve Piccolo, Milano, Hoepli, 2015, ISBN 978-8820364755.