Case Maldenti
| Case Maldenti | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Località | Forlì |
| Coordinate | 44°13′30.44″N 12°02′17.67″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | XV secolo |
| Uso | civile |
Case Maldenti è un complesso architettonico situato nel centro storico di Forlì, tra via Hercolani e via Maroncelli, noto per le sue forme medievali e la torre merlata con corte interna.[1]
Comprende un intero isolato composto da vari edifici costruiti in epoche diverse, il cui nucleo principale è costituito dal Palazzo Seganti-Gioppi, in nome delle antiche famiglie proprietarie.
Storia
Secondo Ettore Casadei, autore della Guida di Forlì del 1927, l’edificio appartenne in origine all’antica famiglia forlivese Maldenti e successivamente alla contessa Rosina Seganti-Gioppi[2], proprietaria nel primo Novecento di una raccolta d’arte con dipinti, cristallerie e oggetti d’arredo di pregio. La presenza di ricordi legati alla casa reale dei Savoia, tra cui un orologio con l’arma reale tempestata di brillanti e un braccialetto donato dal re Umberto I al generale Antonio Gioppi, residente nel palazzo a fine Ottocento. La famiglia Maldenti, di parte ghibellina, raggiunse il proprio apice nel XV secolo, sotto il dominio di Pino Ordelaffi.[2]
L’aspetto attuale del complesso risale agli ultimi anni dell’Ottocento, quando fu ristrutturato; le parti più antiche si trovano sul retro, lungo l’attuale via Matteucci, dove sono ancora visibili elementi architettonici quattrocenteschi, tra cui un portico con quattro pilastri ottagonali e capitelli decorati.[1]
La parte centrale del complesso si sviluppa attorno ad un seicentesco cortile, che ospita un alloggio sovrastante, vistosamente rimangiato la fine dell'Ottocento, periodo in cui anche la torre viene sopraelevata e munita di merli.
Nel corso del tempo la proprietà passò alla famiglia Dal Pozzo e nel 1882 al conte Pietro Saffi e alla moglie Rosina Seganti. Dopo un lungo periodo di degrado, il complesso fu acquistato nel 1991 dall’imprenditore Gianfilippo Dughera, che ne curò il restauro concluso nel 1999. All’interno del palazzo si conserva una sala decorata con i “Menù di corte”, riportanti i piatti serviti secondo il cerimoniale sabaudo.[1]
Durante i lavori di recupero fu scoperta una cripta carolingia del IX secolo, situata a circa tre metri sotto il piano di campagna, insieme ai resti di una gualchiera (conceria). Restaurata e restituita alla funzione originaria, la cripta è consacrata e, in tempi recenti, è stata occasionalmente utilizzata per funzioni religiose.[2]
Note
- 1 2 3 Piero Ghetti 16 gennaio 2023 07:05 Facebook Twitter WhatsApp, Quella misteriosa cripta carolingia sotto Palazzo Maldenti, su ForlìToday. URL consultato il 14 ottobre 2025.
- 1 2 3 Piero Ghetti 21 gennaio 2019 10:06 Facebook Twitter WhatsApp, Il fascino ghibellino delle Case Maldenti, su ForlìToday. URL consultato il 14 ottobre 2025.