Cassa di Ward

La cassa di Ward è stato uno dei primi tipi di terrario, un contenitore sigillato per proteggere le piante. La cassa di Ward fu ampiamente utilizzata nel XIX secolo per proteggere le piante straniere importate in Europa da oltreoceano. Prima dell'invenzione della cassa di Ward la maggior parte delle piante moriva durante i lunghi viaggi in mare. La cassa di Ward fu il diretto precursore del terrario e del vivario moderni e un'ispirazione per l'acquario in vetro.
Prende il nome da Nathaniel Bagshaw Ward (1791–1868), un botanico londinese che la ideò, sperimentò il suo funzionamento e ne promosse l'uso[1]. Nel 1842, Ward pubblicò un libro intitolato "On the Growth of Plants in Closely Glazed Cases" ("Sulla crescita delle piante in teche vetrate")[2]. Un botanico scozzese di nome A. A. Maconochie aveva creato un terrario simile quasi un decennio prima, ma non scrisse alcuna pubblicazione in merito, questo fece sì che Ward fosse riconosciuto come unico inventore[3].

Ward era un medico con la passione per la botanica. Il suo erbario personale contava 25.000 esemplari. Le felci del suo giardino londinese di Wellclose Square, tuttavia, erano contaminate dall'inquinamento atmosferico di Londra, composto in gran parte da fumo di carbone e acido solforico.
Ward conservò anche bozzoli di falene e simili in bottiglie di vetro sigillate e, in una di queste, scoprì che una spora di felce e una specie di erba erano germogliate e stavano crescendo in un po' di terra. Ward lasciò il sigillo intatto per circa quattro anni, notando che l'erba in realtà era fiorita una volta. Dopo quel periodo, tuttavia, il sigillo si era arrugginito e le piante morirono presto a causa dell'aria viziata[4]. Comprendendo le possibilità, chiese a un falegname di costruirgli una cassa di legno vetrata su misura e scoprì che le felci che vi crescevano dentro prosperavano.
Ward pubblicò il suo esperimento e nel 1842 vi fece seguito con la pubblicazione di un libro "On the Growth of Plants in Closely Glazed Cases" ("Sulla crescita delle piante in teche vetrate").
I botanici inglesi e i vivaisti commerciali avevano esplorato il mondo alla ricerca di nuove piante fin dalla fine del XVI secolo, ma queste dovevano viaggiare come semi o bulbi, o come rizomi secchi o radici, poiché l'aria salata, la mancanza di luce, la mancanza di acqua dolce e la mancanza di cure sufficienti durante il trasporto spesso distruggevano tutte le piante quando venivano spedite anche in grandi quantità[4]. Con le nuove casse di Ward, pianti giovani e tenere potevano essere messe sul ponte delle navi per beneficiare della luce del giorno e dell'umidità condensata all'interno della cassa che le manteneva annaffiate, ma protette dal sale marino[3].
Il primo test con teche vetrate fu effettuato nel luglio del 1833, quando Ward spedì due teche vetrate appositamente costruite, piene di felci ed erbe britanniche, fino a Sydney, in Australia. Il viaggio durò diversi mesi, ma le piante arrivarono ancora in buone condizioni. Per il viaggio di ritorno, Ward si fece spedire svariate specie autoctone australiane che non erano mai sopravvissute al trasporto in precedenza[3]. Le piante arrivarono in buone condizioni, superando un viaggio tempestoso attorno a Capo Horn.
Uno dei corrispondenti di Ward fu William Jackson Hooker, in seguito direttore dei Royal Botanic Gardens di Kew . Il figlio di Hooker, Joseph Dalton Hooker, fu uno dei primi esploratori di piante a utilizzare le nuove casse di Ward, quando spedì piante vive in Inghilterra dall'Aotearoa (Nuova Zelanda) nel 1841, durante il viaggio pionieristico della HMS Erebus che circumnavigò l'Antartide.

Le custodie Wardian divennero presto elementi distintivi dei salotti più eleganti dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti. Le casse di Ward si diffusero anche per fare fronte all'aria inquinata delle città vittoriane, cosa che portò allo sviluppo una moda che prese il nome di mania delle felci ("fern craze") e successivamente una moda per la coltivazione delle orchidee che prese il nome di "Orchidelirium". Queste, che vennero definite come vere e proprie "manie" all'epoca, dovettero gran parte del loro impulso alle nuove casse di Ward.
Una conseguenza ancora più importante dello sviluppo delle casse di Ward fu la rivoluzione nel commercio delle piante. Negli anni '40 dell'Ottocento, Robert Fortune utilizzò le casse di Ward per spedire 20.000 piante di tè nell'India britannica, contrabbandandole da Shanghai, in Cina, per avviare le piantagioni di tè dell'Assam . Nel 1860, Clements Markham utilizzò le casse di Ward per contrabbandare la Chichona fuori dal Sud America[3], da questa pianta è possibile ottenere il chinino un farmaco antimalarico. Negli anni '70 dell'Ottocento, dopo la germinazione dei semi di hevea importati nelle serre riscaldate di Kew, le piantine dell'albero della gomma del Brasile furono spedite con successo usando delle casse di Ward a Ceylon (Sri Lanka) e nei nuovi territori britannici in Malesia per avviare delle piantagioni di gomma.

Alle casse di Ward è stato quindi attribuito il merito di aver contribuito a rompere i monopoli geografici nella produzione di importanti beni agricoli[3]. I giardini di Kew utilizzarono le casse Wardian per spedire piante all'estero fino al 1962[3]. Si ritiene che la più antica cassa di Ward sopravvissuto risalga al 1880 circa e sia stata scoperto a Tregothnan nel 1999.
Ward fu sempre attivo nella Worshipful Society of Apothecaries di Londra, di cui divenne direttore nel 1854. Fino al 1899, la società gestì il Chelsea Physic Garden, il secondo giardino botanico più antico del Regno Unito, che si trova nel quartiere di Chelsea a Londra[5]. Ward fu membro fondatore sia della Botanical Society of Edinburgh che della Royal Microscopical Society, oltre che membro della Linnean Society e della Royal Society.
Note
- ↑ Michael Allaby, Plants, Food, Medicine and the Green Earth, Facts on File, 2010, p. 103, ISBN 9781438129679.
- ↑ Christopher Thacker, The History of Gardens, University of California Press, 1985, p. 237, ISBN 9780520056299.
- 1 2 3 4 5 6 Maylack, How a Glass Terrarium Changed the World, su The Atlantic, 12 November 2017.
- 1 2 (DE) Von Hansjörg Gadient, Matrosen sind keine Gärtner, in Der Spiegel, 12 settembre 2010.
- ↑ Charles Elliot, Horticulture: The Art of American Gardening, November–December 1998, p. 95.
Bibliografia
- David Elliston Allen, The Victorian Fern Craze, Hutchinson, 1969.
- Hershey, Doctor Ward's Accidental Terrarium, in The American Biology Teacher, vol. 58, May 1996, pp. 276–281, DOI:10.2307/4450151.
- Boyd, Pteridomania - the Victorian passion for ferns, in Antique Collecting, vol. 28, 2 gennaio 2002, pp. 9–12.
Voci correlate
- Vivaio
- Pteridomania
- Giardino in bottiglia
- Biotopo
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Biografia di Nathaniel Bagshaw Ward, su plantexplorers.com.
- (EN) Sito web di David Hershey dedicato a Ward e alla sua scoperta, su community.fortunecity.ws.
- (EN) "The Remarkable Case of Dr Ward" sul Telegraph, su telegraph.co.uk.
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