Castagno di Bioglio
| Castagno di Bioglio | |
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| Ubicazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Località | Bioglio |
| Indirizzo | Località Belvedere - villa Madonna Dorotea |
| Coordinate | 45°36′55.94″N 8°08′30.84″E |
| Codice identificativo | 01/A876/BI/01 |
| Caratteristiche | |
| Specie | Castanea sativa |
| Altezza | 18 m |
| Perimetro tronco | 11 m |
| Diametro chioma | 23 m |
| Mappa di localizzazione | |
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Il castagno di Bioglio è un albero monumentale sito nella corte di villa Madonna Dorotea in località Belvedere a Bioglio in provincia di Biella.
Storia
L'esemplare, già preesistente, entrò a far parte del parco di villa Madonna Dorotea a partire dal 1879, quando venne costruita da Giovanni Battista Sella, imprenditore appassionato di botanica che curò personalmente la realizzazione del giardino che contorna l'edificio.[1]
Alla morte di Sella, l'edificio divenne proprietà dei suoi eredi collaterali e nel 1902 venne ceduto alla famiglia Balduino di Genova; nel 1925 la villa passò alla Federazione Industriali Biellesi, che la trasformò in un sanatorio. Il grande castagno monumentale, ancora oggi posto di fronte a quelli che furono gli uffici del direttore, venne considerato il suo nume tutelare.[1]
Dopo la seconda guerra mondiale la villa, i suoi terreni e, di conseguenza, anche il castagno divennero proprietà dello Stato e successivamente dell'azienda sanitaria locale n° 12 di Biella.[2]
Il castagno di Bioglio fa parte dell'elenco degli alberi monumentali italiani con identificativo 01/A876/BI/01.[3]
Descrizione
L'esemplare di Castanea sativa, dell'età presunta di oltre 350 anni, si presenta alto 18 metri, con una circonferenza del fusto a petto d'uomo di 11 metri[4] e un diametro della chioma di 23 metri.[5] Il castagno è caratterizzato da policormia[6]: presenta un fusto principale con sezione a "C" e un fusto secondario nato da un ricaccio della ceppaia. Il fusto principale, all'altezza di 2-3 metri, si ramifica in quattro branche primarie che donano alla chioma un portamento espanso. Lungo la pianta si possono notare le cicatrici di passate potature e capitozzature; su entrambi i fusti sono in corso estesi attacchi di cancro corticale del castagno, che si ravvisano anche alla base e nel punto di unione dei due fusti.[4]
La pianta ha subito negli anni alcuni interventi di cura, come il trattamento delle aree colpite dal cancro con fungicidi e la rimonda delle parti secche; nonostante la presenza di queste problematiche fitosanitarie, l'esemplare si mostra in discreto stato vegetativo, senza che vi sia immediato rischio di disseccamento.[4]
Note
- 1 2 IPLA, p. 41.
- ↑ Il sanatorio - maledetto - di Bioglio, su samuelesilva.net. URL consultato il 6 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2025).
- ↑ D.D. 28 gennaio 2025, n. 67, Alberi monumentali. L. 14 gennaio 2013, n. 10 art. 7. Decreto interministeriale 23 ottobre 2014. Approvazione dell'aggiornamento dell'Elenco regionale degli Alberi monumentali. (PDF), su regione.piemonte.it. URL consultato l'8 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2025).
- 1 2 3 IPLA, p. 40.
- ↑ ACTA Italus Hortus 25 - I castagni monumentali del Piemonte (PDF), su soihs.it. URL consultato il 9 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2025).
- ↑ IPLA, p. 39.
Bibliografia
- IPLA, Istituto per le piante da legno e l'ambiente IPLA spa e Università degli studi di Torino (a cura di), Alberi monumentali del Piemonte, Savigliano, L'artistica, 2004, ISBN 9788873201977.
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