Castel Badia

Castel Badia
Sonnenburg
Il castel Badia
Ubicazione
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
RegioneTrentino-Alto Adige
CittàSan Lorenzo di Sebato
IndirizzoFrazione Castelbadia, 38
Coordinate46°47′08.28″N 11°53′26.24″E
Mappa di localizzazione: Trentino-Alto Adige
Castel Badia
Informazioni generali
TipoCastello
Termine costruzioneX secolo
Condizione attualeAlbergo
VisitabileNo
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Castel Badia (in tedesco: Sonnenburg) è un castello che si trova a San Lorenzo di Sebato, nei pressi di Brunico, in Provincia di Bolzano. Sorge su un colle all'incrocio tra la Val Pusteria e la Val Badia, in una posizione strategica abitata ininterrottamente dall'età del Bronzo.[1]

Storia

Origini preistoriche e romane

Il colle su cui sorge il castello è frequentato dall'uomo sin dal 1900 a.C. circa[1]. I reperti archeologici rinvenuti nel sito (utensili in pietra dell'età del Bronzo, monete romane e resti altomedievali) documentano una presenza umana continuativa fino al 1000 d.C. I materiali sono oggi conservati presso il Museo Archeologico dell'Alto Adige e il Museo Mansio Sebatum di San Lorenzo di Sebato. Strati sovrapposti e strutture murarie in pietra attestano l'importanza del luogo come centro abitato e di transito nel fondovalle.[1]

Fondazione del monastero Benedettino

Il castello fu fondato nel 1039 da Otwin von Lurngau (in Carinzia), conte della Val Pusteria e del Lurngau, che ne fece sede amministrativa e giudiziaria del Gau (circoscrizione) locale.[1] Il nome tedesco Sonnenburg non deriverebbe da Sonne (sole), ma dall'antico alto tedesco Siona, termine dal significato traslato di "giudizio" (cfr. il tedesco moderno Sühne, "espiazione/riconciliazione").

Il figlio del conte Otwin, Volkold, trasformò successivamente il castello in un monastero femminile benedettino, il primo del Tirolo storico[1], una fondazione principesca riservata a donne di famiglia nobile. A quell'epoca risale la costruzione di una cappella (San Vigilio) di cui si conservano ancora tracce. Il monastero acquisì nel tempo una rilevante influenza territoriale: il libro fondiario del 1296 elenca circa 500 masi, villaggi e proprietà di sua pertinenza, con rendite in natura (vino, speck, formaggio, legna, grano, miele). Tra i beni figuravano l'Alpe Grünwald presso il Lago di Braies e la chiesa di pellegrinaggio di Santa Croce in Val Badia[1]. Nel 1090 il vescovo Altwin di Bressanone consacrò la chiesa abbaziale.[2]

Le monache, appartenenti all'aristocrazia locale, esercitarono un ruolo attivo nello sviluppo del territorio, promuovendo la fondazione di masi, chiese e infrastrutture.[1] Il monastero era dotato di un Apothekergarten (giardino delle erbe officinali), testimonianza della tradizione erboristica delle comunità benedettine.[3]

Verena Von Stuben e Niccolò Cusano

Intorno al 1450, il monastero fu al centro di un rilevante conflitto ecclesiastico. La badessa Verena von Stuben si oppose alle norme di clausura imposte dal cardinale e vescovo di Bressanone Niccolò Cusano, difendendo l'autonomia del convento.[4] La disputa portò alla scomunica papale del monastero e al suo isolamento dalla comunità locale. In difesa di Sonnenburg intervenne il duca tirolese Sigismondo d'Austria, in qualità di avvocato protettore. Il conflitto degenerò in uno scontro armato (alla deposizione di Verena da parte del vescovo, le sue consorelle, per difenderla, assoldarono un esercito). Si susseguirono duri scontri, che si conclusero con la battaglia di Marebbe, in cui i mercenari del monastero furono sconfitti e Verena von Stuben fu costretta alla fuga con le sue consorelle.[5]

La vicenda ha ispirato nel corso dei secoli romanzi, opere teatrali e studi storici e il luogo della battaglia è segnalato da un monumento commemorativo, ancora visitabile nel percorso da Saalen a Marebbe.[1]

L'incendio e la sopressione del monastero

Nel 1598 un fulmine colpì il convento, causando un incendio che distrusse diverse parti del castello. La ricostruzione, avviata attorno al 1600, diede origine ad alcuni ambienti ancora oggi visibili, come la Sala della Badessa[3], dove convivono elementi gotici e rinascimentali.

Nel 1785, durante le riforme illuministe, l’imperatore Giuseppe II d’Austria soppresse il monastero, poiché dedito a una vita prevalentemente contemplativa e privo di funzioni sociali. Le circa 500 proprietà e i beni mobili furono venduti e diverse opere d’arte si trovano oggi in musei e collezioni europee e oltreoceano.[1]

In un primo momento, il complesso fu adibito a ospedale militare. Intorno al 1820, gran parte dell’edificio venne smantellata e utilizzata come cava di pietra. Ancora oggi, in alcune case storiche di Brunico, si riconoscono portali e fontane provenienti da Sonnenburg[1]. Solo l’ala della badessa fu conservata e, a partire dal 1850, divenne una casa per i più bisognosi gestita dal comune di San Lorenzo.

Il capitolo alberghiero

Nel 1965, l’imprenditore locale Karl Knötig acquistò il castello, avviando un lungo lavoro di recupero durato 35 anni[6]. Furono restaurati edifici e opere d’arte, consolidate le mura, condotte ricerche e scavi archeologici, riportate alla luce la cripta e la basilica e avviata l'attività alberghiera. Nel 2009, durante la costruzione di un tunnel al di sotto del castello, alcuni affreschi romanici furono danneggiati e i lavori vennero interrotti. L'ampliamento della strada statale della Val Pusteria venne sospeso e il tunnel ultimato senza ricorrere ad esplosioni.[7]

A partire da dicembre 2025, il castello ha riaperto come hotel sotto una nuova gestione, guidata da Gunther Knötig insieme alla famiglia Gasser, alla Kronplatz Holding e all’hotelier Aldo Melpignano. Il restauro, condotto in accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Bolzano, è durato circa due anni[8].

Il progetto architettonico è stato curato da uno studio locale, Null17, con interventi volti alla conservazione degli affreschi, degli intonaci originali e delle strutture storiche preesistenti.[9] Tra gli elementi originali recuperati: la cripta risalente al 1030, l'abside dell'antica chiesa, le fondamenta della cappella di San Vigilio, le antiche celle monastiche nei sotterranei (oggi sede della spa) e l'Apothekergarten, l'antico giardino delle erbe officinali del convento.[3] In corrispondenza delle fondamenta della cappella di San Gottardo, risalente al XII secolo, è stata installata un'opera di arte contemporanea del duo SCHWARZENFELD, dal titolo "... und immer wieder geht die Sonne auf."[10]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Karl Knötig, Die Sonnenburg im Pustertal, Athesia, 1985, ISBN 978-88-7014-351-5.
  2. ↑ Martin Bitschnau, Hannes Obermair (a cura di), Tiroler Urkundenbuch. Sez. II, vol. 1, Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, 2009, ISBN 978-3-7030-0469-8, p. 235, n. 267.
  3. 1 2 3 Luoghi e segreti, su Castel Badia. URL consultato il 7 luglio 2026.
  4. ↑ Storia, su Castel Badia. URL consultato il 7 luglio 2026.
  5. ↑ roberto.orsi, Niccolò Cusano e la battaglia di Marebbe, su Thriller Storici e Dintorni, 16 aprile 2021. URL consultato il 7 luglio 2026.
  6. ↑ (DE) News | Autonome Provinz Bozen - Südtirol, su news.provinzia.bz.it. URL consultato il 7 luglio 2026.
  7. ↑ Castel Sonnenburg in Alto Adige, su VIVOSüdtirol. URL consultato l'8 luglio 2026.
  8. ↑ Castel Badia, la storia delle Dolomiti è pronta a rivivere, su Harper's BAZAAR, 9 dicembre 2025. URL consultato l'8 luglio 2026.
  9. ↑ Luisa Castiglioni, Castel Badia: un convento dell’anno Mille diventa hotel nelle Dolomiti, su Living, 26 marzo 2026. URL consultato l'8 luglio 2026.
  10. ↑ (DE) Sonnenburg, su schwarzenfeld.com. URL consultato l'8 luglio 2026.

Bibliografia

  • (DE) Karl Wolfsgruber (a cura di), Die ältesten Urbare des Benediktinerinnenstiftes Sonnenburg im Pustertal (= Die mittelalterlichen Stiftsurbare des Bistums Brixen, 1), Vienna, Accademia Austriaca delle Scienze, 1968.
  • (DE) Karl Knötig, Die Sonnenburg im Pustertal, Bolzano, Athesia, 1985. ISBN 88-7014-351-1
  • (DE) Michael Wolf, Sonnenburg, in Magdalena Hörmann-Weingartner (a cura di), Tiroler Burgenbuch. IX. Band: Pustertal, Verlagsanstalt Athesia, Bolzano, 2003, ISBN 978-88-8266-163-2, pp. 115–124.

Voci correlate

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