Castello del Castellaro
| Castellaro | |
|---|---|
![]() | |
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Città | Passo del Lupo, nel comune di Palanzano |
| Coordinate | 44°23′51.5″N 10°09′21.7″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | castello |
| Altezza | circa 30 braccia |
| Inizio costruzione | XIII secolo |
| Materiale | pietra e malta |
| Primo proprietario | Vallisneri |
| Demolizione | 27 aprile 1448 |
| Informazioni militari | |
| Funzione strategica | difensiva abitativa |
| Termine funzione strategica | 14 aprile 1448 |
| Eventi | guerra del Castellaro |
| [1] | |
| voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |
Il castello del Castellaro (Castrum Castellarii) era un fortilizio difensivo medioevale del XIII secolo ubicato presso il Passo del Lupo, sulla mulattiera che collega Lugagnano a Valcieca, nel comune di Palanzano in provincia di Parma.
La sua funzione era di controllo sulla val d'Enza e val Cedra e di residenza principale della famiglia Vallisneri.
Storia
Il fortilizio doveva essere di costruzione molto antica, compresa tra il XII e il XIII secolo, e probabilmente derivata da un precedente punto d'avvistamento longobardo o matildico facente parte di uno scacchiere militare che collegava direttamente tutti i castelli delle Valli dei Cavalieri. Era infatti possibile scambiare segnalazioni per contatto visivo diretto con diverse rocche circostanti, come il castello di Castione e il castello di Poviglio, oltre che con i paesi di Ticchiano e Succiso.[2]
Il territorio delle valli, pur appartenendo formalmente alla diocesi di Parma all'incirca dal X secolo, era di fatto amministrato fin dagli inizi del XII secolo da alcune famiglie di cavalieri, forse di origine longobarda, giunte probabilmente al seguito dei canossiani. Tra le casate, si imposero con un ruolo egemone i da Vallisnera, che governarono i loro possedimenti promulgando nel 1207 gli Statuti di Vallisnera.[3] Nel 1255 il Comune di Parma, riconoscendo implicitamente il potere della famiglia, nei propri Statuti accordò varie esenzioni fiscali ai Signori di Vallisnera e Vairo e a coloro che tenevano i cavalli da guerra per conto del Comune.[4][5]
Col tempo i Vallisneri si separarono in due rami principali in forte disaccordo tra loro. Il 22 giugno 1357, nella divisione dei feudi della casata, a Giacomo, figlio di Nicolò di Manuello, fu assegnata la giurisdizione di Vairo, entro cui si trovava il Castellaro, dove risiedette con la consorte Roxina fino alla sua morte, avvenuta nel 1404. Il possesso di Vairo e di Pieve San Vincenzo fu riconfermato nella divisione del 23 settembre 1393. Il 18 luglio 1409 i suoi figli Antonio e Gardino e il nipote Galeotto furono investiti dal marchese Nicolò III d'Este del possesso del forte, delle sue ville e di Pieve San Vincenzo, oltre ad altri territori e paesi. L'investitura fu confermata il 9 maggio 1444 da Lionello d'Este a Gian Giacomo, Raimondo, Francesco ed Ettore, figli di Galeotto.[6][7]
Tuttavia, il dominio dei fratelli Vallisneri attraversò un periodo di instabilità, dovuta a una controversia nel 1445 con il vescovo di Parma Delfino della Pergola per il possesso del feudo di Vairo, per risolvere la quale dovettero mostrare una prova genealogica di legittimità, e alla ribellione di diversi loro sudditi, che portò il marchese Lionello a ordinare al governo di Reggio Emilia di intervenire in aiuto il 7 febbraio 1446.[8]
Approfittando della debolezza dei fratelli, nel 1448 il luogotenente delle Valli dei Cavalieri Jacopo Vallisneri, loro cugino, forte del sostegno politico dei marchesi Malaspina e di Giacomo Terzi, figlio di Ottobuono, si impossessò con violenza del feudo di Vairo e del Castellaro; addirittura si diffuse la voce che avesse defenestrato dalla torre più alta due nipoti infanti, provocando la morte di uno e il grave ferimento dell'altro.[2][9]
In seguito all'avvenimento la Magnifica Comunità di Parma ordinò l'assalto della rocca, affidandosi a Pier Maria II de' Rossi e Cristoforo I Torelli, che minacciarono i castellani di Tizzano e Belvedere, alleati dei Vallisneri, affinché non intervenissero, e poi, assicuratisi anche la neutralità dei Malaspina, mossero contro il Castellaro, che fu assediato dal 7 al 14 aprile 1448. Dopo la resa di Jacopo Vallisneri, il castello fu interamente demolito sotto la supervisione di Antonello Vonzagno.[2][9]
Insieme alla rocca fu distrutta anche la maggior parte delle scritture della famiglia Vallisneri; i documenti superstiti vennero tramandati dal ramo di Nigone e si conservano nel fondo Vallisneri-Vicedomini, custodito nell'archivio del tempio della Beata Vergine della Ghiara di Reggio Emilia per volontà testamentaria del conte Girolamo Vallisneri-Vicedomini.[10]
Descrizione
Il Castellaro sorgeva sopra uno sperone roccioso, in una sella naturale del crinale tra il monte Ronco Bora e la Costa Maria Gallina, in corrispondenza di un incrocio di sentieri; la posizione aveva un angolo di visuale di 280 gradi dal quale si potevano dominare le valli dell'Enza e del Cedra, comprese le Corti Vescovili di Monchio.[2]
Note
- ↑ Castellaro (Palanzano, loc. Valcieca – Monte Palerà), su scn.caiparma.it. URL consultato il 16 aprile 2023.
- 1 2 3 4 Bacchini 1993.
- ↑ Filimberti, Fontana 2007, pp. 30-31.
- ↑ Filimberti, Fontana 2007, p. 32.
- ↑ Capacchi 1979, p. 13.
- ↑ Capacchi 1979, p. 14.
- ↑ Tiraboschi 1825, pp. 391-392.
- ↑ (XVIII sec), Notizie antiche della famiglia Vallisneri raccolte da vari autori, Reggio Emilia.
- 1 2 Capacchi 1979, p. 15.
- ↑ Graziano Vallisneri, I Vallisneri da Veltro ai nostri giorni - appunti per una ricerca di famiglia, Parma, 1996.
Bibliografia
- Franco Bacchini, La guerra del Castellaro nelle Valli dei Cavalieri - 1448, Parma, Terziaria, 1993.
- Guglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
- Marco Filimberti, Filippo Fontana, Le Valli dei Cavalieri: un'aristocrazia di origine cavalleresca (PDF), in Comunità delle Valli dei Cavalieri (a cura di), Le Valli dei Cavalieri, n. 24, Fontanellato, Tipografica Cristoforetti, 2007, pp. 27-37. URL consultato il 9 giugno 2026.
- Girolamo Tiraboschi, Dizionario topografico storico degli stati Estensi. Opera Postuma del Cavalier Abate Girolamo Tiraboschi, Tomo II, Modena, Tipografia Camerale, 1825.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul castello del Castellaro
Collegamenti esterni
- Il Castellaro dei Vallisneri, su Parks.it, il portale dei parchi italiani. URL consultato il 3 luglio 2022.

