Castello di Bicchignano
| Castello di Bicchignano | |
|---|---|
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| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Città | Vigolzone |
| Indirizzo | strada comunale del Bagnolo ‒ Bicchignano ‒ Vigolzone (PC) |
| Coordinate | 44°52′28.47″N 9°37′36.31″E |
| Informazioni generali | |
| Stile | Medievale |
| Inizio costruzione | XI secolo |
| Materiale | pietra e laterizio |
| Condizione attuale | rudere |
| Informazioni militari | |
| Funzione strategica | Difesa |
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II castello di Bicchignano o di Veano, conosciuto anche come Castellone, Castellaccio o Castellazzo[1], è una fortificazione situata a Bicchignano, frazione del comune italiano di Vigolzone, in provincia di Piacenza. Sito in una posizione dominante sulle prime propaggini collinari della val Nure[1], occupava una posizione strategica all'interno del sistema difensivo della famiglia Anguissola che si estendeva tra la media val Trebbia e le vallate limitrofe fino ad avvicinarsi alla città di Piacenza[1].
Storia
Il castello venne citato per la prima volta nel corso dell'XI secolo, periodo durante il quale esso fu donato al monastero di San Savino di Piacenza; successivamente entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Anguissola, divenendo uno dei capisaldi del suo sistema difensivo[1]. Nel 1324 divenne di proprietà di Gandolfo Zanardi. Nel 1404 divenne un possesso di Bernabò Landi, che avviò una serie di lavori di espansione e rafforzamento della fortificazione[1].
Nel corso del mese di gennaio del 1513 la fortificazione, divenuta nel frattempo di proprietà della camera apostolica, venne ceduta al conte Ettore Scotti; passata ai suoi figli, nel 1527 fu acquistata da Claudio Landi. Il castello fu, poi, comprato dalla famiglia Zanardi Landi, la quale nel 1577 ne ottenne l'investitura feudale[1].
Nel XVIII secolo il castello, ormai abbandonato, andò definitivamente in rovina[1].
Durante la seconda guerra mondiale, nell'ambito della lotta partigiana, fu teatro di scontri tra i partigiani e le truppe tedesche. Questi scontri causarono ulteriori danni alla struttura[1].
Struttura
Della costruzione, realizzata in pietre di fiume dotate di un rivestimento in laterizio, rimangono solo alcuni resti, dai quali traspaiono tuttavia elementi a testimonianza dell'originaria importanza strategica e grandezza della fortificazione[1]. Il più imponente è il rudere di un torrione dotato di un'alta base scarpata e lunghi beccatelli su cui poggiava il cammino di ronda, tutti elementi caratteristici della tipologia architettonica sforzesca[1].
Il complesso presentava originariamente una struttura a pianta quadrangolare dotata di torri ad angoli alterni le quali erano orientate rispettivamente a occidente e a oriente[1].
Note
Bibliografia
- Carmen Artocchini, Castelli piacentini, Piacenza, Edizioni TEP, 1983 [1967].
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Valeria Poli, Il Castelleone di Bicchignano (PDF), su associazionepiacenzamusei.it, dicembre 2011. URL consultato il 13 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).

