Castello di Corticelli
| Castello di Corticelli | |
|---|---|
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| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Città | Alta Val Tidone |
| Indirizzo | ‒ Corticelli ‒ Alta Val Tidone (PC) |
| Coordinate | 44°56′18.83″N 9°22′22.6″E |
| Informazioni generali | |
| Inizio costruzione | XI secolo |
| Materiale | Pietra |
| Condizione attuale | Buona |
| Proprietario attuale | Privato |
| Visitabile | no |
| Informazioni militari | |
| Funzione strategica | Difesa |
| Artocchini, p. 86 | |
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Il castello di Corticelli è un complesso fortificato situato nell'omonima località del comune italiano di Alta Val Tidone, in provincia di Piacenza.
Storia
Il toponimo Curtixella, o Curticella viene menzionato in un atto del 1033 come di proprietà del monastero di San Savino di Piacenza[1].
In epoca medievale il castello e la località furono di proprietà del comune di Piacenza, che aveva costituito nell'area una serie di opere difensive per contrastare le incursioni delle milizie pavesi[2]; negli anni successivi le informazioni disponibili relative al castello sono piuttosto limitate[2].
Nel corso del Quattrocento l'edificio è citato in alcuni atti notarili come alle dipendenze del castello di Genepreto, all'epoca tenuto dalla famiglia Mussi[1].
Nel 1690 il complesso faceva parte dei beni della famiglia Arcelli, passando poi ai Nicelli nel XIX secolo a seguito dell'estinzione del ramo familiare[2].
Nella seconda metà del XX secolo l'edificio era di proprietà della famiglia Prati, che lo utilizzava come dimora estiva[2].
L'edificio viene utilizzato per ospitare meeting e ricevimenti[1].
Struttura
La struttura originale, dotata di due torri[1], comprendeva probabilmente una cinta muraria esterna che inglobava al suo interno anche le vicine abitazioni rurali in sasso, andando a costituire una piccola corte castrense[2] circondata da un fossato[1].
Ai ruderi delle mura esterne sono addossati diversi edifici rurali, nonché un oratorio, consacrato a santa Elisabetta[1]. Tra le costruzioni è presente un edificio in cui sono visibili al primo piano i resti di alcuni portali realizzati in arenaria, oltre a piccole finestre trilitiche e murature scarpate[3].
La struttura superstite, fortemente rivista per essere trasformata in abitazione, presenta una pianta a quattro lati con due tronchi di torre, uno dei quali posto al di sopra dell'entrata. Internamente è presente un cortile, rimaneggiato nel Rinascimento[1].
All'interno, in una sala del piano terra è presente un grande camino in pietra risalente al periodo rinascimentale[2].
Note
Bibliografia
- Carmen Artocchini, Castelli Piacentini, Piacenza, Edizioni TEP, 1983 [1967].

