Castello di Trisobbio

Castello di Trisobbio
Vista del borgo di Trisobbio con in cima il castello.
Ubicazione
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
RegionePiemonte
CittàTrisobbio
IndirizzoVia Cavour, 1
Coordinate44°39′42.29″N 8°35′10.38″E
Mappa di localizzazione: Italia
Castello di Trisobbio
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzioneXIII secolo
Materialepietra
Condizione attualerestaurato e adibito a struttura ricettiva
Proprietario attualecomune di Trisobbio
Visitabilesì
Informazioni militari
Funzione strategicaDifesa e controllo del territorio
OccupantiMarchesi del Bosco;
Marchesi di Occimiano;
De Uxecio;
Malaspina;
Spinola
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Il castello di Trisobbio è un castello medievale situato nel comune di Trisobbio, in provincia di Alessandria.

Storia

Dettaglio della torre merlata del castello.

Il castello di Trisobbio esisteva già all'inizio del XIII secolo, anche se la forma attuale è in realtà in buona parte frutto di interventi successivi. Nel 1198 i Marchesi di Occimiano stipularono una convenzione con il comune di Alessandria cedendo parte dei diritti marchionali su vari territori tra cui Trisobbio.[1] Nel 1217 il marchese Ottone del Bosco e i suoi nipoti donarono al comune di Genova terre e diritti comprendenti anche il castello e la castellania di Trisobbio. La gestione congiunta tra Alessandria, che vantava diritti marchionali tramite gli Occimiano, e Genova, erede dei Del Bosco portò nel 1224 in un conflitto tra le due forze con gli alessandrini che occuparono il castello che venne poi restituito ai Del Bosco solo dopo le trattative di pace.[1][2]

Nel 1240 Federico II di Svevia investì del feudo di Trisobbio il marchese del Monferrato, mantenendo tuttavia la situazione di compartecipazione feudale, situazione che venne risolta solo con il subentro della famiglia Malaspina che il riconoscimento dei propri diritti feudali sia da Genova che dal Monferrato.[1][2] Tra la fine del XV secolo e l'inizio dell'età moderna il castello subì importanti modifiche che ne rafforzarono la funzione difensiva.[3][2]

Nel 1418-1419 Trisobbio venne occupata dalle truppe milanesi durante la guerra contro Genova e successivamente assegnata al Monferrato per poi essere ceduto alla famiglia Spinola, che mantenne i suoi diritti sul castello e il territorio fino all'epoca napoleonica.[3][2]

Nel corso del XIX secolo parte del castello fu utilizzata come sede comunale fino almeno agli anni Quaranta dell'Ottocento, come dimostrato da numerose deliberazioni conservate presso l'archivio comunale.[3] Nel 1862 il comune deliberò la vendita della proprietà del castello a causa degli elevati costi di manutenzione.[4]

Alla fine del XIX secolo il castello versava in stato di degrado, situazione che nel 1913 portò il marchese Carpaneto Spinola a mettere in opera un importante intervento di restauro sotto la direzione dell'architetto Alfredo d'Andrade, da questo intervento deriva l'attuale aspetto dell'edificio.[4][5] Durante tali restauri venne inoltre edificata la torre merlata oggi visibile.[5]

Nel 1989 il castello e il parco annesso tornarono nelle disponibilità del comune grazie alla donazione effettuata da Elena Bianchi e all'accordo con la marchesa Carolina Gavotti Finocchio,[6] dopo la donazione l'edificio venne nuovamente ristrutturato e trasformato in struttura ricettiva con albergo e ristorante.[7]

Descrizione

Il castello sorge in posizione dominante sulle colline dell'Alto Monferrato in una posizione preminente sull'abitato storico di paese.[2] L'edificio conserva ancora nel suo impianto strutturale caratteristiche riconducibili al nucleo medievale originario, nonostante i numerosi interventi avvenuti nel tempo;[3][2] inoltre il complesso presenta una pianta irregolare sormontata da una cortina in laterizio caratterizzata dalla presenza di apparati a sporgere e merlature angolari.[2]

L'aspetto attuale dell'edificio deriva in larga parte dagli interventi di restauro eseguiti nel 1913 sotto la direzione di Alfredo d'Andrade,[4] tra cui la torre merlata angolare, elemento oggi caratterizzante del complesso, fu proprio costruita nell'ambito dei lavori di ristrutturazione novecenteschi.[5]

Il complesso castellano è dotato di un parco, aperto al pubblico.[7]

Note

  1. 1 2 3 Toselli, pp. 17-18.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Seren Rosso, p. 183
  3. 1 2 3 4 Toselli, p. 19
  4. 1 2 3 Toselli, p. 20
  5. 1 2 3 Castello di Trisobbio, su comune.trisobbio.al.it. URL consultato il 15 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2026).
  6. ↑ Toselli, p. 21
  7. 1 2 Castello di Trisobbio, su castelliaperti.it. URL consultato il 15 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2026).

Bibliografia

  • Rosella Seren Rosso, I castelli del Piemonte. Le province di Asti e Alessandria, Cavallermaggiore, Gribaudo, 2000, ISBN 9788880581628.
  • Mariangela Toselli, Guida a Trisobbio (PDF), Ovada, Accademia Urbense, 2008, ISSN 1723-4824. URL consultato il 15 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2016).

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