Castello di Valmacca
| Castello di Valmacca | |
|---|---|
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| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Piemonte |
| Città | Valmacca |
| Indirizzo | Piazza Bisio, 1 - 15040 Valmacca AL |
| Coordinate | 45°06′01.76″N 8°34′56.46″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | Castello |
| Condizione attuale | Restaurato e utilizzato come sede comunale |
| Proprietario attuale | Comune di Valmacca |
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Il castello di Valmacca è un castello situato nel comune di Valmacca, in provincia di Alessandria, a oggi utilizzato come sede del comune.
Storia
Una delle prime citazioni del territorio di Valmacca risale al 962, quando Ottone I lo concedeva ad Aimone di Cavaglià, un vassallo del comitato di Lomello; successivamente, anche per la sua posizione di confine, Valmacca seguì le vicende dei Cavaglià e dei loro accordi con i Vercellesi e alleanze con i marchesi del Monferrato.[1] In riferimento alle strutture fortificate, le prime notizie relative a un castrum e a una villa a Valmacca sono contenute in un diploma imperiale risalente al 1355, sempre a favore dei Cavaglià.[2]
Nel XIV secolo i Cavaglià dovettero difendere il territorio sia dalle truppe del vescovo di Vercelli sia da quelle dei Paleologi del Monferrato; nel periodo di guerra tra il Monferrato e i Visconti, i conti di Cavaglià si schierarono con questi ultimi, affidando loro i propri castelli, tra i quali era compreso quello di Valmacca. A seguito del trattato stipulato tra Filippo Maria Visconti e Teodoro II del Monferrato nel 1417, il borgo entrò a far parte dei domini dei signori di Casale.[2]
Nel 1431 Valmacca fu conquistata da Francesco Sforza, che la mantenne fino al 1434, quando venne restituita ai Paleologi. Nel 1447 il paese veniva descritto come costituito dal castello, da un ricetto e da un abitato esterno a quest'ultimo, ritenuto anch'esso difeso da qualche tipo di struttura difensiva.[1] Nel 1464 i Cavaglià vendettero una parte del castello al cancelliere Quilico Rota e successivamente il complesso passò varie volte di mano, entrando di volta in volta tra i possedimenti dei Montiglio, degli Scozia, dei Sannazzaro e dei Coppa di Casale.[1]
Si ritiene che il castello sia stato edificato per volontà dei conti di Cavaglià tra il XII e il XIII secolo. Nei secoli l'edificio subì diverse modifiche e nel Novecento fu oggetto di una radicale ristrutturazione.[2] Nel 1920 divenne proprietario del complesso don Emilio Guasco Gallarati, marchese di Bisio e Francavilla, che pochi anni dopo, nel 1925, lo donò al comune di Valmacca perché lo destinasse a sede del municipio e delle scuole elementari.[3][4]
Descrizione
A oggi l'edificio si presenta come un fabbricato a pianta rettangolare privo di torri, ma ornato da bifore, aspetto dovuto al restauro del 1925, di cui i Guasco Gallarati incaricarono l'ingegnere Vittorio Tornelli.[3]
Dell'originaria struttura medievale sono ancora visibili alcuni tratti della muratura del Trecento e parti degli interni risalenti al XV e XVI secolo,[2] mentre il ricetto risulta completamente scomparso al di fuori della documentazione storica.[3]
La tradizione locale vuole che nel castello abbia pernottato san Carlo Borromeo; tale tradizione è probabilmente legata ai rapporti ecclesiastici tra Valmacca, l'antica diocesi di Casale Monferrato e la diocesi di Milano, e ai ricordi di una visita del cardinale Federico Borromeo il 26 luglio 1505 per consacrare l'attuale chiesa della Natività di Maria Vergine, chiesa parrocchiale del borgo.[5]
Note
Bibliografia
- Rosella Seren Rosso, I castelli del Piemonte. Le province di Asti e Alessandria, Cavallermaggiore, Gribaudo, 2000, ISBN 9788880581628.
- Luigi Baudoin, Castelli del Monferrato settentrionale nella provincia di Alessandria, Cassa di Risparmio di Alessandria, 1967.

