Catherine Dior

Ginette Dior, detta Catherine Dior (Granville, 2 agosto 1917 – Callian, 17 giugno 2008), è stata una partigiana francese. Membro del gruppo partigiano franco-polacco Rete F2, fu arrestata e deportata a Ravensbrück da dove fu liberata nel 1945.

Biografia

Figlia dell'industriale Maurice Dior e di Madeleine Martin, e sorella del grande stilista Christian Dior[1], Catherine Dior faceva parte di una famiglia borghese che aveva fatto fortuna nella produzione di fertilizzanti[2]; era la più giovane di cinque figli[3] e fu educata secondo i principi dell'epoca, con severità e senza dimostrazioni di affetto. Ha detto: "Mia madre era ancora più severa con le ragazze che con i ragazzi."[1]. Nel 1931, suo padre finì rovinato in seguito alla crisi del 1929. Insieme lasciarono il loro appartamento parigino e si trasferirono nel sud della Francia, a Callian. Catherine Dior aiutò a provvedere alla famiglia coltivando fagiolini e piselli sul terreno circostante la casa[1].

Ruolo nella Resistenza francese

Tornata a Parigi con il fratello, Christian Dior, nel novembre 1941, incontrò il membro fondatore della Resistenza Hervé des Charbonneries mentre faceva acquisti a Cannes. Si innamorò di lui a 36 anni[4][5]. Des Charbonneries era un uomo sposato e aveva 3 figli[4]. Dior si unì a lui nella Resistenza, poco dopo il ritorno del proprio fratello Christian a Parigi. Utilizzò l'appartamento del fratello a Parigi, situato al numero 10 di Rue Royale, per ospitare alcune riunioni clandestine della Resistenza[6]. Dior fu coinvolta nella sezione "Massiccio Centrale" della Rete F2, un'unità di intelligence della Resistenza finanziata dai britannici e istituita dal governo polacco in esilio per operare in Francia[7][8][9]. Des Charbonneries apparteneva alla stessa rete e operava nella Zona sud sotto la guida dell'ammiraglio Jacques Trolley de Prévaux. Dior era incaricata di trasmettere rapporti clandestini a Londra[10][11][12].

Il 6 luglio 1944 mentre stava con un altro membro della sua rete al Trocadéro di Parigi, fu arrestata dalla Gestapo di rue de la Pompe[13]. Come i suoi compagni, tra cui Jean Desbordes che dirigeva il suo settore e che morì quello stesso giorno sotto tortura, Catherine Dior fu poi seviziata. Christian cercò di ottenere il suo rilascio tramite i contatti nazisti che aveva stretto per lavoro e con l'aiuto del suo amico, il console generale svedese Raoul Nordling. Il 18 agosto, Nordling riuscì a convincere i nazisti a porre Catherine sotto la protezione dello Stato svedese, ma era già stata deportata il 15 agosto dal campo di internamento di Drancy, su uno degli ultimi treni carcerari in partenza da Parigi verso il campo di concentramento femminile di Ravensbrück[7][8][9]. Trolley de Prévaux fu arrestato a Marsiglia nello stesso mese[10].

A Ravensbrück, nella prigione militare di Torgau, fu assegnata all'unità tutta femminile "Anton Kommando" per lavorare alla produzione di esplosivi in una miniera di potassio in disuso. In seguito lavorò ad Abberode – uno dei campi satellite del Campo di concentramento di Buchenwald – e in una fabbrica di aviazione a Lipsia-Markkleeberg, che fu infine conquistata dall'esercito degli Stati Uniti il 19 aprile 1945. Dior fu liberata vicino a Dresda nello stesso mese e tornò a Parigi il 28 maggio 1945. Al suo arrivo a Parigi era così emaciata che suo fratello Christian non la riconobbe, ed era troppo malata per mangiare la cena che lui aveva preparato per festeggiare il suo ritorno[8][14].

Nel 1952, testimoniò in un processo contro 14 persone responsabili dell'ufficio della Gestapo a Parigi[7][9][12].

L'è stata conferita per i suoi meriti la Croix de Guerre, una distinzione raramente concessa ai civili, della Croce del Combattente Volontario della Resistenza, e la Legion d'Onore[8][9][8].

Dopo la guerra

Catherine Dior aveva scelto di condurre da sempre una vita riservata, prima prendendo parte alla fondazione della Resistenza[15] e successivamente seguendo da lontano i successi del fratello Christian Dior, al quale era molto legata. Fu in omaggio alla sorella che, nel 1947, il couturier-profumiere diede come nome, al suo primo profumo: Miss Dior[16].

Come lui, ereditò dalla madre la passione per i fiori e i profumi. Inizialmente commerciante di fiori nei mercati di Parigi, concluse la sua vita in Provenza, dove possedeva una fattoria di quasi due ettari di rose da profumo e viti[17].

Nel 1997, Catherine Dior ha partecipato all'inaugurazione del Museo Christian-Dior a Granville, di cui era presidente onoraria[3]. Al museo ha donato un abito appartenuto a sua madre, Madeleine Dior[17].

Onorificenze

Fu insignita di varie onorificenze per meriti di guerra[8][18]:

Note

  1. 1 2 3 (FR) Christian Dior, Éditions Flammarion, 2004, pp. 387.
  2. ↑ (EN) Hommage à Catherine Dior, su Pays de Fayence.
  3. 1 2 (FR) Roberte Jourdon, Messe en hommage à Catherine et Christian Dior, in Ouest-France, 8 septembre 2008.
  4. 1 2 (EN) Inga Griese, Catherine Dior: Niemand kam Christian Dior näher als sie, in Die Welt, 1º giugno 2018.
  5. ↑ (EN) Ellie Pithers, Who was the original Miss Dior?, in The Telegraph, 12 novembre 2013.
  6. ↑ (FR) Marie-France Pochna, Christian Dior: The Man Who Made the World Look New, Arcade Publishing, 1996, ISBN 9781559703406, OCLC 34514436.
  7. 1 2 3 (EN) Gitta Sereny, The Healing Wound: Experiences and Reflections on Germany, 1938-2001, W.W. Norton, 2002, ISBN 9780393323825, OCLC 54917302.
  8. 1 2 3 4 5 6 (EN) Jenna Sauers, The Dior Family's Strange Wartime History, su Jezebel, 14 mars 2011. URL consultato il 10 marzo 2018.
  9. 1 2 3 4 P.K., Designer John Galliano Arrested in Paris, fired from Dior, in Fashion Spot, 6 marzo 2011, p. 8827319&postcount=729 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2011).
  10. 1 2 (FR) Anne-Cécile Beaudoin, La vraie Miss Dior - Catherine Dior, héroïne de la résistance, in Paris Match, 14 novembre 2013.
  11. ↑ (EN) Ana Teruel, Catherine, la revolucionaria y auténtica Miss Dior, in El País, 30 novembre 2013.
  12. 1 2 Staff, L'école publique devient l'école Catherine-Dior, in Ouest-France, 23 giugno 2016.
  13. ↑ (FR) Marie-Jo Bonnet, Tortionnaires Truands et collabos, La bande de la rue de la Pompe, 1944, Ed- Ouest-France, 2013, ISBN 978-2-7373-6042-8.
  14. ↑ (EN) Commentaire du forum, su The Fashion Spot.
  15. ↑ (EN) Fondation de la Résistance, su fondationresistance.org.
  16. ↑ (FR) Anne-Cécile Beaudoin, La vraie Miss Dior : Catherine Dior, héroïne de la résistance, in Paris Match, 14 novembre 2013.
  17. 1 2 (FR) Ingrid Brunschwig, Le conservateur rend hommage a Catherine Dior, in Ouest-France, 24 juin 2008.
  18. ↑ (FR) Ordre de la Libération, Fiche Médaille de la Résistance - Catherine Dior, su ordredelaliberation.fr.

Bibliografia

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