Cecil Harvey
Cecil Harvey (セシル・ハーヴィ?, Seshiru Hāvi) è il protagonista del videogioco Final Fantasy IV, del 1991. Cecil è un Cavaliere Nero che trascorre la maggior parte del tempo di gioco alle prese con le azioni compiute durante la sua subordinazione al regno di Baron. Alla fine riuscirà a sopraffare i propri demoni, abbandonando il ruolo di Cavaliere Nero per diventare un Paladino. Cecil è stato riconosciuto come protagonista di spicco nella serie di Final Fantasy, suscitando interesse con la sua conversione in Paladino, la quale può essere letta come rappresentazione dell'abbandono della violenza.
Apparizioni
Cecil Harvey apparve per la prima volta nel 1991 come protagonista di Final Fantasy IV. Il videogioco ha inizio con il furto portato a compimento da Cecil stesso del Cristallo dell'Acqua appartenente alla città di Mysidia come parte della milizia delle Red Wings, nonostante egli esprima dubbi riguardanti l'etica della missione. A Cecil e al suo amico Kain Highwind viene ordinato di recapitare un pacco al villaggio di Mist; accidentalmente causano la morte della madre di una ragazza di nome Rydia, accorgendosi che in realtà il pacco era una bomba. Rydia li attacca, separando lui e Kain, mentre lei e Cecil vanno insieme, sentendosi man mano a suo agio con lui dopo essere stata protetta.
Concetto e creazione
Cecil fu il primo personaggio creato per Final Fantasy IV. Inizialmente egli esordisce nel gioco come Cavaliere Nero, per poi divenire un Paladino nel corso del gioco. Il concetto della sua trasformazione da Cavaliere Nero a Paladino fu introdotto fin dagli inizi dello sviluppo del gioco.[1] Nel design di Final Fantasy IV il team di sviluppo ha legato la crescita dei personaggi alle loro abilità in battaglia, Cecil incluso.[2]
Nel remake del 2007 per la Nintendo DS Cecil è doppiato in giapponese da Shizuma Hidoshima.[3] Nel videogioco Dissidia Final Fantasy (2008) per la Playstation Portable è doppiato da Yuri Lowenthal, sia quest'ultimo che Hidoshima riprenderanno il ruolo nei successivi giochi.[4][5]
Accoglienza
Generalmente Cecil è stato ben accolto dal pubblico. In un sondaggio di giocatori giapponesi, egli fu classificato nono tra i personaggi maschili della serie di Final Fantasy.[6] Kat Bailey, scrittrice dell'Engadget, ha riflettuto su come Cecil sfidi gli stereotipi dei protagonisti dei giochi roleplay giapponesi: egli è un guerriero affermato con una moglie anziché un adolescente. Questo aspetto del suo personaggio interessò molto la Bailey, la quale ha notato che probabilmente non le sarebbe importato quando era più giovane, ma poiché sta pensando di mettere su famiglia, il fatto che lui combatta al fianco di sua moglie ha un significato importante per lei.[7]
La ricerca di redenzione di Cecil, assieme al suo divenire un Paladino, fu il momento preferito in Final Fantasy IV dello scrittore Joe Juba della Game Informer. Lo mise a confronto con una scena precedente della serie nella quale il giocatore deve guadagnarsi i cambi di classe per i loro personaggi, ma ha notato che la ricerca della redenzione è ciò che ha contribuito Cecil a renderlo diverso ed eccezionale.[8] Lo scrittore Christian Nutt della Game Developer, ha dichiarato che Cecil fu uno dei primi personaggi ad avere un "vero arco narrativo", il quale ha gettato le basi per il tipo di personaggi che avremmo visto nei giochi di ruolo da quel momento in poi".[2] Heidi Kemps del GamesRadar+ concordò con ciò, aggiungendo che l'arco narrativo di Cecil è parso genuino e reale, portando la serie a nuovi livelli.[9] Lo staff di GamesRadar+ considera Cecil come uno dei protagonisti più eccezionali, in quanto "pochi eroi intraprendono un viaggio così personale e segnato dalla perdita" come quello vissuto da Cecil. Oltre che uno dei più maturi, Cecil è ritenuto uno dei personaggi "indiscutibilmente più di buon cuore nella storia di Final Fantasy". Hanno anche discusso del suo rapporto con il resto del cast, ritenendo che renda la storia più coinvolgente.[10]
Nel libro Queerness in Play, gli autori discutono dell'androginia e della mascolinità nella serie, notando come, nella sua armatura da Cavaliere Nero, la sua forza è costruita attorno all'aggressività e all'autolesionismo, mentre la sua armatura sottolinea il suo "stoicismo, la sua lealtà e la sua riservatezza emotiva". Al contrario, hanno discusso su come la sua forma da Paladino enfatizzi la premura verso i suoi alleati, affermando che abbandonando la sua "mascolinità severa, obbediente e violenta", Cecil diventi un personaggio più completo.[11]
Note
- ↑ FINAL FANTASY IV 30th Anniversary Special Interview!, su na.finalfantasy.com, 19 luglio 2021. URL consultato il 16 marzo 2026.
- 1 2 Nutt, Years After: The Final Fantasy IV Interview, su gamedeveloper.com, 18 aprile 2011. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ Gantayat, Final Fantasy IV Voice Cast Announced, su ign.com, 28 settembre 2007. URL consultato il 16 marzo 2024.
- ↑ Ward, Yuri Lowenthal Interview, su rpgsite.net, 2 novembre 2009. URL consultato il 16 marzo 2026.
- ↑ Cecil Harvey Voices (Final Fantasy), su behindthevoiceactors.com. URL consultato il 16 marzo 2026. Una spunta verde indica che un ruolo è stato confermato da uno screenshot (o collage di screenshot) dell'elenco dei doppiatori del titolo e dei rispettivi personaggi, reperibile nei titoli di coda o in altre fonti di informazione affidabili.
- ↑ Chris Holzworth, And Now, a List of Japan's favourite Final Fantasy Characters (Male Edition), su egmnow.com, 17 dicembre 2012. URL consultato il 16 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2019).
- ↑ Bailey, Rethinking the JRPG protagonist, su engadget.com, 6 aprile 2012. URL consultato il 16 marzo 2026.
- ↑ Joe Juba, Moments: Cecil Becomes A Paladin, in Game Informer, 27 novembre 2012. URL consultato il 16 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2012).
- ↑ Kemps, Why every Final Fantasy game is the best AND worst in the series, su gamesradar.com, 4 maggio 2011. URL consultato il 16 marzo 2026.
- ↑ The five best Final Fantasy heroes, su gamesradar.com, 2 marzo 2010. URL consultato il 16 marzo 2026.
- ↑ Meghan Blythe Adams, Todd Harper e Nicholas Taylor, Queerness in Play, Springer International Publishing, 2018, p. 124, ISBN 978-3-319-90542-6.