Celeste Guidoboni

Celeste Guidoboni (Casumaro, 27 luglio 1919 – 22 luglio 1944) è stato un militare e partigiano italiano[1].

Celeste Guidoboni
Ritratto di Celeste Guidoboni
SoprannomeGuido
NascitaCasumaro (FE), 27 Luglio 1919
MortePasso di Cento Croci, 22 Luglio 1944
Cause della morteGiustiziato in battaglia (colpo di pistola)
Luogo di sepolturaCasumaro (FE)
Dati militari
Paese servitoRegno d'Italia
Forza armataRegio Esercito
GAP di Modena, Giustizia e Libertà, Divisione Modena Montagna Armando, Brigata Santa Giulia
Corpo1° reggimento granatieri
GradoSottotenente di complemento del Regio esercito
GuerreSeconda guerra mondiale
BattaglieLiberazione territorio di Montefiorino Battaglia del Passo di Cento Croci (prov. di Modena)
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Biografia

Nasce a Casumaro (FE) da Guidoboni Angelo e Falzoni Ida. Dopo aver conseguito la maturità classica a Modena, dove nel frattempo si era trasferito nella frazione di Albareto (MO), iniziò a frequentare la facoltà di veterinaria all’università di Parma. Si trasferì successivamente a Finale Emilia (MO).

Il 2 dicembre 1941 venne chiamato alle armi e partecipò al corso di addestramento del 2° Reggimento Granatieri. Il 4 dicembre giunse in territorio dichiarato di Guerra, l’11 venne aggregato al 1° Reggimento Granatieri, dove il 1° febbraio 1942 diventò caporale e poi, il 1° aprile 1942, diventò sergente; dopo aver frequentato un corso di allievi ufficiali, l’11 gennaio 1943 diventò sottotenente di complemento.

Come sottotenente dell’esercito italiano, dopo l’8 settembre ‘43 prese contatto con la Resistenza (Corpo Volontari della Libertà) e dal 15 settembre si unì ai Gruppi di Azione Patriottica (GAP) di Modena; inviato poi in montagna, con diversi compagni riuscì a costituire un Battaglione della Brigata Giustizia e Libertà da lui stesso comandato ed inquadrato nella Divisione Modena Montagna Armando[2].

Celeste Guidoboni, con il nome di battaglia “Guido” operò nella Brigata Santa Giulia, poi Brigata Allegretti[3], assumendo il comando di una squadra composta da 20 partigiani; a seguito della continua affluenza di uomini dalla pianura e dalla montagna, la formazione si riorganizzò e dal 14 marzo 1944 al 15 maggio 1944 Celeste ricoprì l’incarico di Vice Comandante di un Battaglione composto da 105 Partigiani.

Dal 16 maggio al 22 luglio 1944 assunse poi l’importante ruolo di Ispettore con Incarico mantenendo il comando del battaglione. Con il suo battaglione partecipò alle battaglie che portarono alla liberazione di un vasto territorio che divenne la prima forma di Repubblica Partigiana, la Repubblica di Montefiorino.

Quando Montefiorino fu proclamata Repubblica Partigiana, Celeste fu inviato con il suo battaglione a pattugliare e sorvegliare il passo di Cento Croci nel territorio di Boccassuolo. “Intorno al 20 luglio… i tedeschi condussero alcuni attacchi nella zona del Passo delle Cento Croci … Queste puntate furono tutte respinte e i tedeschi non riuscirono a penetrare nella zona partigiana…”[4].

Il 22 luglio 1944, “mentre si costruivano un capanno da utilizzare per l’osservazione della strada sottostante il passo casualmente fu notato da un militare tedesco che dalla valle con un binocolo stava osservando il passo. Subito furono inviate truppe tedesche sul passo che presero alla sprovvista i partigiani e dopo una cruenta battaglia, mentre i suoi uomini si stavano ritirando combattendo, Celeste fu ferito gravemente da una bomba a mano e poi ucciso con un colpo di pistola alla testa”[5].

Il giorno dopo, il 23 luglio, si svolsero furiosi combattimenti per tutta la giornata che si concluse con il ritiro dei tedeschi.

Il 27 luglio Celeste avrebbe compiuto 25 anni.

Tessera e scheda del Partigiano Guidoboni. Documenti forniti dalla famiglia Guidoboni.

Ai primi di aprile del 1945, uno dei battaglioni della Brigata Santa Giulia, costituito da 50 uomini, denominato “Battaglione Guidoboni”, contribuirà a respingere l’attacco tedesco al Monte Santa Giulia. Nei pressi vi sorge oggi il memoriale Parco della Resistenza del Monte Santa Giulia (Monchio di Palagano - MO).

Il 14 maggio del 1945, subito dopo la Liberazione, il Comitato Provinciale di Liberazione di Modena inviò una richiesta al Provincial Commissioner Col. R.W. Whineray per poter trasportare la salma del Ten. Celeste Guidoboni da Boccassuolo (paese vicino al luogo della morte) a Modena. Con la medesima lettera si richiedeva l’autorizzazione per trasportare la salma del Ten. Mario Allegretti, già comandante della 34a Brigata Santa Giulia anche lui morto eroicamente.

La salma di Celeste Guidoboni riposa oggi nella tomba di famiglia nel cimitero di Casumaro.

Onorificenze e riconoscimenti

  • Intestazione della Sezione del Partito d’azione di Modena[6]
  • Nel cimitero di Casumaro, nella tomba di famiglia, nel 1992 è stato collocato un cippo commemorativo a cura del Comune di Cento.
Cippo commemorativo eretto nel 1992 dal Comune di Cento nel cimitero di Casumaro
  • Sul Passo di Cento Croci (Boccassuolo, Comune di Palagano, MO), luogo della sua morte, è stato eretto un cippo alla memoria.
Cippo a Celeste Guidoboni eretto al Passo di Cento Croci.
Cippo a Celeste Guidoboni eretto al Passo di Cento Croci. Particolare della lapide.
Lastra centrale del Sacrario della Ghirlandina a Modena
Particolare della lastra centrale del Sacrario della Ghirlandina a Modena
  • Viene menzionato dal Touring club nella descrizione della Via Vandelli [7]
  • Il Centro Polifunzionale di Casumaro (Comune di Cento) è stato intitolato a Celeste Guidoboni il 25-4-2026

Note

  1. ↑ M. Pinca, P. Bergamini e M. Mattioli, In nome della libertà. Casumaresi nella Resistenza. La Carmelina, Ferrara, 2025. ISBN 9791280645425 e riferimenti ivi contenuti.
  2. ↑ Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà. I caduti modenesi nel periodo della Resistenza entro e fuori dai confini della provincia. Forestieri e stranieri caduti nel territorio modenese, Modena, Comitato per 50° della Resistenza e della guerra di Liberazione della provincia di Modena, 1995.
  3. ↑ Diario storico della 34a Brigata M. Allegretti, Istituto Storico di Modena, Carte delle Brigate della Divisione Modena montagna, fasc. “Cronistoria delle Brigate” 1945-1946, b. 48, fasc.9.
  4. ↑ Ermanno Gorrieri, La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia, Bologna, Il Mulino, 1966.
  5. ↑ Testimonianza orale della sorella Rosa e della cugina Luciana Falzoni raccolta da M. Mattioli nel 2010.
  6. ↑ Istituto Storico di Modena, carte del Partito d’Azione di Modena, Segreteria organizzativa, fasc. “Elenchi uffici, persone varie” 1945-1947, b.43, fasc.1.
  7. ↑ La Via Vandelli, uno straordinario percorso in bicicletta tra Emilia Romagna e Toscana, su Touring Club Italiano, 1º agosto 2018. URL consultato il 2 giugno 2026.