Cesare Francesco Lucini
| Cesare Francesco Lucini, O.P. vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti | Vescovo di Gravina (1718-1725) |
| Nascita | 13 febbraio 1661 a Milano |
| Ordinazione sacerdotale | 7 aprile 1685 |
| Nomina a vescovo | 11 maggio 1718 da papa Clemente XI |
| Consacrazione a vescovo | 15 maggio 1718 dal cardinale Antonio Felice Zondadari |
| Morte | 2 marzo 1725 (64 anni) a Roma |
Cesare Francesco Lucini (Milano, 13 febbraio 1661 – Roma, 2 marzo 1725) è stato un vescovo cattolico italiano.
Biografia
Nato a Milano, attualmente città metropolitana e sede arcivescovile, il 13 febbraio 1661, trascorre la sua adolescenza nella città. Entra nell'Ordine dei frati predicatori e compie gli studi filosofici e teologici.
Ministero presbiterale
Viene ordinato presbitero il 7 aprile 1685, divenendo collaboratore del cardinale Vincenzo Maria Orsini.
Nel 1707 il cardinale gli affida l'incarico di visitatore dell'arcidiocesi di Benevento, da lui guidata. Inoltre, è incaricato di visitare la sede suburbicaria di Frascati, ricevendo, nello stesso periodo la cittadinanza onoraria di Napoli e di Muro Lucano. Nel 1713, a febbraio, sempre per conto del cardinale Vincenzo Maria Orsini, visita Tuscolo.
Viene promosso priore del convento di Santa Maria delle Grazie in Milano, ma il cardinale lo propone per l'elevazione all'episcopato.
Ministero episcopale
L'11 maggio 1718 papa Clemente XI lo nomina vescovo di Gravina. Riceve l'ordinazione episcopale il 15 maggio successivo dal cardinale Antonio Felice Zondadari, camerlengo del Collegio cardinalizio, co-consacranti principali Nicola Maria Tedeschi, vescovo di Lipari, ed Alessandro Maria Litta, vescovo di Cremona. Insieme a lui sono ordinati anche Giovanni Crisostomo Calvi, anch'egli appartenente all'Ordine dei frati predicatori, eletto vescovo di Cefalonia e Zante, e Mattia Joccioa, eletto vescovo di Venafro.
Dopo l'ordinazione, resta per qualche tempo a Roma, collaborando con il cardinale Vincenzo Maria Orsini, alla guida della sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina. Nonostante il nuovo incarico, continua l'attività di delegato con la procura di visitare la chiesa collegiata di Castronuovo Portuense. Si reca qui in visita il 12 giugno 1718, per poi trasferirsi nella sua residenza a Benevento; riceve, inoltre, la cittadinanza onoraria di Lucera.
Vescovo di Gravina
Il 1 maggio 1720 prende possesso della diocesi di su procura, decidendo di raggiungere la sede episcopale, a Gravina in Puglia il 9 giugno successivo. Il 13 giugno celebra il solenne pontificale della presa di possesso della cattedra episcopale; nello stesso anno, è informato dell'epidemia di peste che a Marsiglia decima la popolazione ed esorta il popolo ed il clero a partecipare una processione penitenziale, con l'editto del 17 agosto. Promuove il settimo sinodo diocesano, dove emana 33 editti su argomenti vari riguardanti la vita della diocesi.
Nel corso della sua attività pastorale, ordina che si battezzino i neonati entro ventiquattro ore dalla nascita e non entro nove giorni, come aveva ordinato il suo predecessore, Antonio Maria Manzoli. Proibisce l'imposizione dei nomi dei santi dell'Antico Testamento o dei santi che non sono contenuti nel Martirologio Romano. Per i sacramenti non è richiesto, inoltre, ai fedeli alcun onorario e proibisce l'usanza di portare in chiesa i cadaveri dei sacerdoti seduti su una sedia, circondati da donne in pianto. Nel 1721 propone una riduzione delle parrocchie.
Nel corso del suo ministero episcopale, è co-consacrante principale in occasione delle ordinazioni episcopali di:
- Pierre Guérin de Tencin (arcivescovo metropolita di Embrun) - 1724
- Mondilio Orsini (arcivescovo titolare di Corinto) - 1724
- Niccolò Paolo Andrea Coscia (arcivescovo titolare di Traianopoli di Rodope) - 1724
- Antonio da Frosinone Pacicco (vescovo di Bisceglie) - 1724
- Nicolò Tupputi (vescovo di Nusco) - 1724
- Francesco Pertusati (vescovo di Pavia) - 1724
- Agostino Pipia (vescovo di Osimo) - 1724
Morte
Tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo del 1725, mentre è a Roma, presso il Palazzo Apostolico, si ammala gravemente e il 2 marzo il suo stato di salute precipita. Avvisato dell'accaduto il cardinale Vincenzo Maria Orsini, eletto papa con il nome di Benedetto XIII, si reca al suo capezzale. Muore nella sera dello stesso giorno, a 64 anni, e la mattina successiva il papa ordina di trasportare la salma presso la basilica di Santa Maria sopra Minerva.
La liturgia funebre è presieduta dal cardinale Francesco Antonio Finy, assistito dai maggiordomi pontifici e da tutta la camera segreta pontificia. Il 4 marzo si svolgono altre celebrazioni esequiali da parte dei confratelli dell'Ordine dei frati predicatori, presiedute dal padre maestro e priore del convento attiguo alla basilica. Al termine, la salma è portata in corteo ed inumata, secondo le sue volontà, presso la sepoltura comune dei frati della basilica di Santa Maria sopra Minerva.
Genealogia episcopale
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santori
- Cardinale Girolamo Bernerio
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
- Cardinale Gaspare Carpegna
- Cardinale Fabrizio Paolucci
- Cardinale Antonio Felice Zondadari
- Vescovo Cesare Francesco Lucini
