Chaenorhinum minus

Linajola comune
Chaenorhinum minus
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaPlantaginaceae
TribùAntirrhineae
GenereChaenorhinum
SpecieC. minus
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineScrophulariales
FamigliaScrophulariaceae
GenereChaenorhinum
SpecieC. minus
Nomenclatura binomiale
Chaenorhinum minus
(L.) Lange, 1870
Nomi comuni

linaria minore

La linajola comune (Chaenorhinum minus (L.) Lange, 1870) è una pianta appartenente alla famiglia delle Plantaginacee.[1]

Etimologia

Il nome generico (Chaenorhinum) deriva da alcune parole greche il cui significato è "con naso aperto", infatti "chaeno" = aperto, spalancato e "rhin" = naso e fa riferimento alla particolare forma della corolla definita anche "personata".[2] L'epiteto specifico (minus) significa "piccolo, minore, minimo" e fa riferimento alle dimensioni della pianta.[3][4]

Il nome scientifico della specie è stato definito inizialmente da Linneo (1707 – 1778), con la denominazione basionimica Antirrhinum minus, perfezionato successivamente nella denominazione attuale dal botanico e micologo danese Johan Martin Christian Lange (Ødstedgaard, 20 marzo 1818 – Copenaghen, 3 aprile 1898) nella pubblicazione "Prodromus Florae Hispanicae seu Synopsis Methodica omnium Plantarum in Hispania Sponte Nascentium vel Frequentius Cultarum quae Innotuerunt Auctoribus. Stuttgartiae - 2(3): 577" del 1870.[5]

Descrizione

Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori

Queste piante arrivano ad una altezza di 5 – 30 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la superficie di queste piante è pubescente-ghiandolosa.[6][7][8][9]

Radici

Le radici sono del tipo a fittone.

Fusto

La parte aerea del fusto è eretta e ramosa fin dalla base.

Foglie

Le foglie inferiori lungo il caule sono disposte in modo opposto (alternato sopra). La lamina è gradualmente attenuata nel picciolo ed ha delle forme da lanceolate-lineari a ovali strette; raramente la forma può essere oblanceolata con larghezze fino a 6 mm. I bordi sono interi e l'apice è smussato. Dimensione delle foglie: larghezza 1,5 – 2 mm; lunghezza 12 – 25 mm.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono formate da fiori solitari su sottili peduncoli posizionati all'ascella delle foglie superiori. I peduncoli sono accrescenti.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici (ossia formati da 4 verticilli: calice– corolla – androceo – gineceo) e tetrameri (i verticilli del perianzio hanno 4 elementi). Dimensione del fiore: da 10 a 15 mm.

X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.[7]
  • Il calice, tuboloso-campanulato, più o meno attinomorfo e gamosepalo, è diviso sino alla base in 5 lacinie con forme lineari-spatolate. In genere il calice è più grande del frutto. Lunghezza delle lacinie: 3 – 5 mm.
  • La corolla, gamopetala e tubolare del tipo bilabiato con lobi patenti, è rigonfia nella parte basale. Il labbro superiore è verticale e bilobato; quello inferiore è trilobato. Un rigonfiamento (sperone) è presente all'altezza delle fauci della gola della corolla in posizione abassiale; la forma è più o meno cilindrica ed è lungo 1 - 2 volte il diametro. Il palato non è occluso. Il colore della corolla è giallo-violaceo. La lunghezza della corolla è di 4 – 9 mm dei quali 1/3 spettano allo sperone.
  • L'androceo è formato da 4 stami didinami tutti fertili. I filamenti sono adnati alla base della corolla e sono inclusi o poco sporgenti. Le antere sono formate da due teche distinte e divaricate; la deiscenza è longitudinale attraverso due fessure. I granuli pollinici sono tricolpoporati.
  • Il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati). L'ovario è supero con placentazione assile e forme da ovoidi o globose a suborbicolari. Gli ovuli per loculo sono numerosi, hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[10] Lo stilo ha uno stigma da capitato a fortemente bilobo. Il disco nettarifero è distinto e presente.

Frutti

Il frutto è una capsula con pareti regolarmente bollose. All'interno i semi sono numerosi, con forme ovali e con la testa alveolata raramente reticolata (normalmente non sono presenti creste longitudinali). Al momento della maturazione i semi fuoriescono da due fori che si aprono nella parte superiore del frutto (capsula porocida).

Biologia

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti quali imenotteri, lepidotteri o ditteri (impollinazione entomogama) ovvero tramite il vento (impollinazione anemogama).[11]

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Tassonomia

La famiglia Plantaginaceae comprende 12 tribù, 105 generi e oltre 1 800 specie.[12][13][14] Il genere Chaenorhinum appartiene alla tribù Antirrhineae e si compone di una ventina di specie distribuite dal Mediterraneo fino all'Iran.[6]

La specie Chaenorhinum minus fino a poco tempo fa era inclusa nella famiglia Veronicaceae o Scrophulariaceae a seconda dei vari Autori.[6] La moderna classificazione APG la assegna alla famiglia Plantaginaceae.[14]

Il basionimo per questa specie è: Antirrhinum minus L., 1753.[5]

Il numero cromosomico di C. minus è: 2n = 14.[15]

Sottospecie

Per questa specie sono riconosciute come valide le seguenti sottospecie:[1]

  • Chaenorhinum minus subsp. minus
  • Chaenorhinum minus subsp. anatolicum P.H.Davis
  • Chaenorhinum minus subsp. idaeum (Rech.f.) R.Fern.
  • Chaenorhinum minus subsp. pseudorubrifolium Gamisans

Sottospecie minus

Distribuzione della sottospecie minus
(Distribuzione regionale[16] – Distribuzione alpina[17])
  • Nome scientifico: Chaenorhinum minus (L.) Lange subsp. minus
  • Descrizione:[9]
    • altezza della pianta: 5 – 30 cm;
    • i peduncoli alla fruttificazione sono lunghi 8 – 20 mm;
    • la corolla è lunga 6 – 9 mm;
    • i frutti hanno la forma di una capsula ovoide (3 × 5 mm), più lunga del calice.
  • Fioritura: da giugno a ottobre.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Euri-Mediterraneo.
  • Habitat: l'habitat tipico per questa sottospecie sono gli incolti aridi, i bordi delle vie e le aree sabbiose; ma anche i campi e le colture, le aree ruderali, ghiaioni e pietraie. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[17]
  • Distribuzione: in Italia è una sottospecie più o meno comune su tutto il territorio (forse è assente nelle isole). Nelle Alpi è presente ovunque. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Alpi Dinariche, Monti Balcani e Carpazi.[17] Nel resto dell'Europa si trova ovunque, Russia esclusa e Anatolia compresa.[18]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1200 m s.l.m. (massimo 1900 m s.l.m.); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiaziale).
  • Fitosociologia: da un punto di vista fitosociologico alpino Chaenorhinum minus appartiene alla seguente comunità vegetale:[17]
    • Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile
      • Classe: Stellarietea mediae

Sottospecie anatolicum

  • Nome scientifico: Chaenorhinum minus (L.) Lange subsp. anatolicum P.H. Davis
  • Distribuzione: isole greche orientali.[19]

Sottospecie idaeum

  • Nome scientifico: Chaenorhinum minus (L.) Lange subsp. idaeum (Rech.f.) R.Fern.
  • Distribuzione: Creta.[20]

Sottospecie pseudorubrifolium

  • Nome scientifico: Chaenorhinum minus (L.) Lange subsp. pseudorubrifolium Gamisans
  • Distribuzione: Corsica.[21]

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[1]

  • Antirrhinum minor Raf.
  • Antirrhinum minus L.
  • Chaenorhinum minus f. australior (Simonk.) V.Nikolic
  • Chaenorhinum minus f. brevipedunculatum (Simonk.) V.Nikolic
  • Chaenorhinum praetermissum (Delastre) Lange
  • Chaenorhinum viscidum (Moench) Simonk.
  • Chaenorhinum viscidum f. australior Simonk.
  • Linaria minor (L.) Desf.
  • Linaria praetermissa Delastre
  • Linaria viscida Moench
  • Microrrhinum minus (L.) Fourr.
  • Microrrhinum praetermissum (Delastre) Speta

Altre notizie

La linaria minore in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Kleines Leinkraut
  • (FR) Petit chaenorrhinum
  • (EN) Small Toadflax

Note

  1. 1 2 3 (EN) Chaenorhinum minus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 10/08/2025.
  2. ↑ David Gledhill 2008, pag. 100.
  3. ↑ David Gledhill 2008, pag. 260.
  4. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 3 marzo 2018.
  5. 1 2 The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 3 marzo 2018.
  6. 1 2 3 Kadereit 2004, pag. 378.
  7. 1 2 Judd et al 2007, pag. 493.
  8. ↑ Strasburger 2007, pag. 852.
  9. 1 2 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 542.
  10. ↑ Musmarra 1996.
  11. ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 202.
  12. ↑ (EN) D.C. Albach, H.M. Meudt and B. Oxelman, Piecing together the “new” Plantaginaceae, in American Journal of Botany, 92(2), 2005, pp. 297-315.
  13. ↑ (EN) Accepted genera of Plantaginaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 27 luglio 2025.
  14. 1 2 (EN) Plantaginaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 27 luglio 2025.
  15. ↑ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 3 marzo 2018.
  16. ↑ Conti et al. 2005, pag. 76.
  17. 1 2 3 4 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 202.
  18. ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 4 marzo 2018.
  19. ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 4 marzo 2018.
  20. ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 4 marzo 2018.
  21. ↑ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 4 marzo 2018.

Bibliografia

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 541, ISBN 978-88-20623-12-8.
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.
  • Kadereit J.W., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004.
  • Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 496, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • D. C. Albach, H. M. Meudt and B. Oxelman, Piecing together the "new" Plantaginaceae, in American Journal of Botany, vol. 92, n. 2, 2005, pp. 297-315 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2016).
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini e C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D. M. Moser e J-P. Theurillat, Flora Alpina, Bologna, Zanichelli, 2004.
  • (EN) David Gledhill, The Names of Plants, Cambridge University Press, 2008.

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