Chak De! India

Chak De! India
Titolo originaleChak De! India
Lingua originalehindī
Paese di produzioneIndia
Anno2007
Durata152 min
Generedrammatico, sportivo
RegiaShimit Amin
SoggettoJaideep Sahni
SceneggiaturaJaideep Sahni
ProduttoreAditya Chopra
Casa di produzioneYash Raj Films
FotografiaSudeep Chatterjee
MontaggioAmitabh Shukla
MusicheSalim-Sulaiman
Interpreti e personaggi
  • Shah Rukh Khan: Kabir Khan
  • Vidya Malvade: Vidya Sharma
  • Anaitha Nair: Aliya Bose
  • Shilpa Shukla: Bindiya Naik
  • Tanya Abrol: Balbir Kaur
  • Chitrashi Rawat: Komal Chautala
  • Arya Menon: Gul Iqbal
  • Shubhi Mehta: Gunjan Lakhani
  • Sagarika Ghatge: Preeti Sabarwal
  • Seema Azmi: Rani Dispotta
  • Anjan Srivastav: Mr. Tripathi
  • Vibha Chibber: Krishnaji
  • Javed Khan: Sukhlal
  • Mohit Chauhan: Uttam Singh
  • Vivan Bhatena: Abimanyu Singh

Chak De! India è un film indiano del 2007 diretto da Shimit Amin.

Il film racconta di una immaginaria nazionale di hockey su prato femminile indiana, ispirata a quella che ha vinto i Giochi del Commonwealth 2002, ed esplora temi come il femminismo, il sessismo, l'eredità della partizione dell'India, il bigottismo religioso e razziale e il pregiudizio regionale ed etnico.

Trama

Kabir Khan è il capitano della nazionale indiana di hockey su prato maschile.

Negli ultimi istanti della finale di coppa del mondo contro il Pakistan, carica di significato anche a causa della tensione politica tra i due Paesi, un suo tiro sbagliato porta alla sconfitta dell'India.

Unico della sua squadra, in un gesto di sportività Khan stringe la mano a un giocatore della squadra avversaria: questo, insieme alla sua appartenenza alla comunità musulmana e allo scontento generale per la sconfitta, porta i media a montare nei suoi confronti infondate  accuse di aver manomesso la partita in favore del Pakistan e di non essere un vero indiano.

L'opinione pubblica si infiamma a tal punto da indurre Kabir a lasciare la sua casa tra l'improvviso disprezzo del vicinato, per trasferirsi altrove con la madre e lasciare il mondo dello sport.

7 anni dopo, la nazionale di hockey su prato femminile ha bisogno di un allenatore, ma nessuno sembra intenzionato a rovinare la propria carriera con una squadra tenuta in scarsissima considerazione persino dalla federazione sportiva stessa.

Kabir, al contrario, vede in questo incarico l'opportunità di riscattarsi portando la squadra alla vittoria del campionato mondiale.

"Le 16 migliori giocatrici di hockey tra i 250 milioni di ragazze in India", come Khan stesso le definisce, arrivano da ogni parte della nazione per un intenso ritiro sportivo.

Oltre alle loro differenze etniche, culturali e linguistiche legate alla vastità dell'India, sono anche molto diverse per caratteri, livelli di esperienza nello sport ed età.

Tutte, però, pur in modi differenti, si scontrano con pregiudizi, stereotipi, pressioni sociali e ostacoli culturali legati alle loro origini, al colorismo ma soprattutto al sessismo.

Vidya subisce pressioni da parte della famiglia del marito affinché abbandoni lo sport per i "doveri" familiari; la giovanissima Komal è criticata per la sua passione sportiva dai genitori, preoccupati per la sua desiderabilità sul mercato matrimoniale; la talentuosa Preeti vede le sue ambizioni derise dal fidanzato, un famoso giocatore di cricket convinto che lei dovrebbe lasciare la propria carriera per seguirlo nella sua;  Balbir e Mary subiscono commenti importuni per strada.

Kabir, come confesserà alla sua assistente Krishnaji, ha molto lavoro da fare ancora prima di cominciare a istruirle sull'hockey: dapprima le sollecita ad un senso di identità nazionale che superi le appartenenze divisive alle varie regioni, poi cerca di indirizzarle da un clima di dispetti, avversioni e battibecchi verso i valori dello spirito di squadra, della lealtà e del rispetto.

I suoi modi decisi, asciutti e a tratti autoritari, però, non piacciono a tutte: Bindiya, la giocatrice più grande di età e più esperta di carriera, cerca di alimentare nella squadra una corrente oppositiva nei confronti di Khan.

L'allenatore si comporta in modo sempre più severo e sgradevole nei confronti delle giocatrici per spingerle ad allearsi tra loro, ma esagera e la squadra chiede le sue dimissioni.

Triste e apparentemente sconfitto, Kabir saluta la squadra con un pranzo fuori. Nel locale alcuni ragazzi molestano due giocatrici e ne scaturisce una rissa nella quale finalmente, per la prima volta, le ragazze si comportano come una squadra (finendo per avere la meglio), e in seguito cercano un riavvicinamento con l'allenatore.

Il ritiro sportivo riprende quindi all'insegna dell'entusiasmo e della determinazione, con Khan di nuovo alla guida, e la squadra fa grandi progressi. L'unica ancora scontenta è Bindiya, delusa perché Khan ha scelto Vidya e non lei come capitano. Quando però tutto sembra andare per il meglio, il presidente della federazione di hockey annuncia che la squadra femminile non andrà più al campionato mondiale, malcelando l'intenzione di dirottare l'investimento economico sulla squadra maschile.

Kabir, come ultima spiaggia, chiede e ottiene che la sua squadra giochi una partita contro quella maschile, con la promessa che se la squadra femminile vincerà andrà al campionato.

Per motivare le ragazze, l'allenatore le incoraggia a giocare non come se fronteggiassero 16 ragazzi, ma come se sfidassero tutti coloro che le vorrebbero sminuire e controllare in quanto donne.

La squadra femminile gioca al suo meglio e perde di poco, ma l'applauso che si leva spontaneo prima dalla squadra maschile, poi da tutti i presenti costringe la federazione ad acconsentire alla loro partenza per il campionato.

È tanta l'euforia quando le ragazze giungono a Melbourne, ma è pesante la sconfitta che riportano nella loro prima partita contro l'Australia.

L'allenatore riprende in privato Bindiya per i suoi errori in campo e la assegna in panchina per il resto del campionato. Lei, ancora risentita e convinta (a torto) che tra Vidya e Kabir ci sia una tresca, gli propone favori sessuali in cambio del ruolo di capitano, al che lui la respinge.

Grazie al lavoro di squadra in cui ogni ragazza dà il meglio di sé, l'India riesce a vincere tutte le partite successive fino a qualificarsi per le semifinali contro la fortissima Korea.

Khan torna quindi sui propri passi con Bindiya, riconoscendo che per via della sua superiore esperienza è l'unica a saper infrangere la marcatura a uomo delle prossime avversarie, e la riammette in campo.

L'India, tra lo stupore di tutti, è in finale contro l'Australia.

Durante l'elegante evento di gala la sera prima della finale l'allenatore chiama da parte le due attaccanti Komal e Preeti per riprenderle duramente: entrambe sono eccessivamente determinate a primeggiare nel numero di goal segnati, l'una spinta dall'entusiasmo e dallo spirito di rivalsa rispetto alle sue umili origini, l'altra dal bisogno di dimostrare al fidanzato che la sua carriera non è meno importante di quella di lui. L'ambizione delle due è tale che in campo evitano di passarsi la palla quando necessario, finendo per rendersi prevedibili e dare così un vantaggio alla squadra avversaria.

Durante la finale, finalmente il passaggio di palla tra Komal e Preeti consente il goal del pareggio che porterà l'India a vincere ai rigori il titolo di campionesse del mondo.

La squadra viene accolta con onore al ritorno in patria, e mentre i media definiscono Kabir Khan "l'incarnazione dello spirito dell'India" e "l'uomo del momento", lui fa ritorno con la madre alla casa di famiglia che avevano abbandonato con dolore, tra il rispetto e l'ammirazione dei vicini.

Mentre scorrono i titoli di coda, Preeti rifiuta la proposta di matrimonio del fidanzato egocentrico e paternalista; Vidya si ricongiunge col marito fiero di lei; il padre di Komal si scusa con lei per averla ostacolata e la esorta a percuotere con la sua mazza da hockey non solo lui, ma tutti i padri che tarpano le ali alle figlie riducendole solo a future spose.

Premi

  • Billie Awards
    • 2008: "Entertainment Award" (Shimit Amin)
  • Filmfare Awards
    • 2008: "Critics Best Film", "Best Actor" (Shah Rukh Khan), "Best Action" (Rob Miller), "Best Cinematographer" (Sudeep Chatterjee), "Best Editing" (Amitabh Shukla)
  • International Indian Film Academy Awards
    • 2008: "Best Film", "Best Director" (Shimit Amin), "Best Screenplay" (Jaideep Sahni), "Best Story" (Jaideep Sahni), "Best Actor" (Shah Rukh Khan), "Best Cinematography" (Sudeep Chatterjee), "Best Editing" (Amitabh Shukla), "Best Sound Recording" (Manas Choudhary, Ali Merchant), "Best Sound Re-Recording" (Anuj Mathur, Ali Merchant)
  • National Film Awards
    • 2009: "Best Popular Film Providing Wholesome Entertainment" (Aditya Chopra, Shimit Amin)
  • Producers Guild Film Awards
    • 2008: "Best Film", "Best Director" (Shimit Amin), "Best Screenplay" (Jaideep Sahni), "Best Story" (Jaideep Sahni), "Best Actor in a Leading Role" (Shah Rukh Khan), "Best Editor" (Amitabh Shukla), "Best Sound" (Manas Choudhary, Ali Merchant), "Best Re-Recording" (Anuj Mathur)
  • Screen Awards
    • 2008: "Best Film", "Best Director" (Shimit Amin), "Best Cinematography" (Sudeep Chatterjee), "Best Actor" (Shah Rukh Khan), "Best Supporting Actress" (Chak De Girls), "Best Editing" (Amitabh Shukla)
  • Stardust Awards
    • 2008: "Hottest Young Film Maker" (Shimit Amin), "The New Menace" (Shilpa Shukla), "New Musical Sensation (Male)" (Krishna & Salim Merchant - Maula Mere Le Le Meri Jaan)
  • V. Shantaram Awards
    • 2007: "Best Film", "Best Director" (Shimit Amin), "Best Actor" (Shah Rukh Khan), "Best Editor" (Amitabh Shukla), "Best Sound" (Manas Choudhary, Ali Merchant)
  • Zee Cine Awards
    • 2008: "Best Film", "Best Actor – Male" (Shah Rukh Khan), "Best Dialogue" (Jaideep Sahni), "Best Cinematography" (Sudeep Chatterjee), "Best Editing" (Amitabh Shukla)

Collegamenti esterni