Charles Aznavour

Charles Aznavour
Charles Aznavour nel 2014 a Varsavia
NazionalitàFrancia (bandiera) Francia
Armenia (bandiera) Armenia
GenerePop
Cabaret
Periodo di attività musicale1933 – 2018
EtichettaBarclay, SIF, Philips
Album pubblicati43
Studio39
Live3
Raccolte1
Sito ufficiale

Charles Aznavour, nome d'arte di Shahnourh Varinag Aznavourian[1] (in armeno Շահնուր Վաղինակ Ազնավուրյան?, ; Parigi, 22 maggio 1924 – Mouriès, 1º ottobre 2018), è stato un cantautore, attore e diplomatico francese di origine armena.

Noto per la caratteristica voce tenorile vibrata, nella sua carriera ultra settantennale Aznavour ha venduto oltre 300 milioni di dischi e registrato più di 1 200 canzoni in nove lingue diverse (tra cui in italiano e napoletano)[2], scrivendo o co-scrivendo più di mille canzoni. È ampiamente considerato uno dei più influenti musicisti di tutti i tempi, oltre ad essere un'icona della cultura francese e di quella armena. Per questi motivi è stato descritto come una "divinità del pop francese" dal critico musicale statunitense Stephen Holden[3].

Insignito dal presidente Chirac della Legion d'onore nel 2004 per il lustro conferito alla nazione francese, nel 2009 venne nominato ambasciatore armeno in Svizzera e all'Ufficio ONU a Ginevra. Nel 2010 riceve a Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, il "Premio Lunezia nel Mondo", per avere evoluto con il talento interpretativo il valore musical-letterario delle canzoni.

Biografia

Charles Aznavour nel 1956

Charles Aznavour nacque in rue d'Assas, nell'VI arrondissement di Parigi, il 22 maggio 1924, da genitori armeni: Micha Aznavourian, originario di Akhaltsikhe (nell'odierna Georgia), figlio del cuoco del governatore russo d'Armenia[4], e Knar Baghdassarian, originaria di Adapazarı (nell'odierna Turchia), figlia di benestanti commercianti, sopravvissuta al genocidio armeno[5].

Fin da giovane venne inserito dai genitori nel mondo teatrale parigino, iniziando l'attività artistica all'età di nove anni con il nome d'arte di Aznavour. Il suo colpo di fortuna giunse nel 1946, quando fu scoperto da Édith Piaf, che lo portò in tournée in Francia, negli Stati Uniti d'America e in Canada. Se nel 1950 raggiunse la notorietà sul mercato francofono, sei anni dopo diventò una vera e propria star grazie alle esibizioni all'Olympia e alla canzone Sur ma vie, che arrivò in prima posizione per quattro settimane.

Negli anni sessanta rafforzò la sua fama con una serie di successi, a partire da Tu t'laisses aller (1960), prima in classifica in Francia per tre settimane, Il Faut Savoir (1961), prima per 15 settimane, proseguendo con La mamma (1963), che nel febbraio 1964 giunse al primo posto, Et Pourtant, prima per cinque settimane, For Me Formidable (1964) e Que c'est triste Venise (1964), La Bohème (1965), che nel 1966 arrivò prima per tre settimane, per finire con Désormais (1969).

Gli anni settanta si aprirono con una polemica sul suo esilio fiscale in Svizzera. In questo periodo l'artista intensificò le sue apparizioni sul mercato italiano, riproponendo in versione italiana anche alcuni suoi vecchi "cavalli di battaglia".

La maggior parte delle canzoni di Aznavour parlano d'amore e nella sua lunga carriera ne scrisse oltre mille. Il fatto che cantasse in diverse lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco e russo) gli consentì di esibirsi in tutto il mondo divenendo ovunque molto famoso. Cantò alla Carnegie Hall e in tutti i maggiori teatri, duettando con star internazionali come Nana Mouskouri, Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion e, in Italia, con Mia Martini, Milva e Laura Pausini. Iva Zanicchi è la sola cantante italiana con la quale collaborò a un intero LP, Caro Aznavour nel 1971, presentando insieme il programma televisivo Senza rete.

Aznavour con la figlia Katia nel 2014

In Italia collaborò con Giorgio Calabrese per quasi tutte le versioni italiane delle sue canzoni, e in parte con Sergio Bardotti, fino alla metà degli anni settanta; in seguito collaborò con Lorenzo Raggi e nel 1989 con Sergio Bardotti e Nini Giacomelli per l'intero album e CD Momenti sì, momenti no. Partecipò al Festivalbar 1972 con Quel che non si fa più (canzone poi divenuta colonna sonora di uno spot della Mulino Bianco); inoltre partecipò come ospite fuori gara al Festival di Sanremo 1981, presentando il brano Poi passa, e al Festival di Sanremo 1989 con la canzone Momenti sì, momenti no.

Nei primi mesi del 1989, scrisse il testo di Pour toi Armenie, (musica di Georges Garvarentz), (For you Armenia versione statunitense), una canzone dedicata all'Armenia appena colpita da un forte sisma nel dicembre del 1988. Charles Aznavour parlava correntemente l'armeno, lingua dei suoi genitori, ma non imparò mai a leggerlo e a scriverlo, non avendo frequentato scuole armene. Il 1º aprile 1989 molti artisti italiani si riunirono per incidere la versione italiana Per te Armenia, il cui ricavato fu interamente devoluto alla ricostruzione della regione asiatica.[6]

Molti interpreti della musica leggera italiana incisero alcune sue canzoni; i primi furono Gino Paoli (Devi sapere, versione italiana di Il faut savoir) e Domenico Modugno (La mamma, inserita dal cantautore pugliese nel suo sedicesimo album Modugno, del 1964). Successivamente Ornella Vanoni (La bohème, incisa nel 1968 nell'album Ai miei amici cantautori, Après l'amour, L'amore è come un giorno, incisa nel 1970 nel suo LP Ah! L'amore l'amore, quante cose fa fare l'amore!), Iva Zanicchi (che all'artista dedicò nel 1971 un intero album, Caro Aznavour), Mina (Ed io tra di voi, incisa nel 1970 in ...quando tu mi spiavi in cima a un batticuore...), Gigliola Cinquetti (La bohème), Gipo Farassino (Porta Pila, versione di La bohème con testo in piemontese), Mia Martini, Enrico Ruggeri (A mia moglie), Renato Zero (L'istrione, incisa nel 2000 nel suo album Tutti gli Zeri del mondo), Franco Battiato (Ed io tra di voi, incisa nel 1999 in Fleurs), Massimo Ranieri (L'istrione, incisa nel 2006 in Canto perché non so nuotare... da 40 anni e Gilda Giuliani (Quel che non si fa più, incisa nel 1996 nel suo album Serena). Il cantautore Michele Fenati, nell'agosto del 2020, portò in scena lo spettacolo L'istrione, interamente dedicato a Charles Aznavour, la cui prima avvenne a Ladispoli (Roma), con la presentazione ufficiale dell'Ambasciatrice della Repubblica di Armenia a Roma, Tsovinar Hambardzumyan.

Nella saga Mobile Suit Gundam (serie televisiva anime del 1979) il nome del personaggio Char Aznable è chiaramente ispirato al nome di Charles Aznavour.

Morì a causa di un edema polmonare il 1º ottobre 2018, all'età di 94 anni. I funerali si svolsero il 6 ottobre all'Hôtel des Invalides a Parigi; alla cerimonia erano presenti il presidente francese Emmanuel Macron e gli ex presidenti francesi Nicolas Sarkozy e François Hollande, oltre alla famiglia e alcuni amici. Dopo la cerimonia ufficiale, il corteo funebre attraversò il centro di Parigi e centinaia di persone lo applaudirono lungo la strada. In seguito la bara fu trasportata nel cimitero di Montfort-l'Amaury per la sepoltura nella tomba di famiglia.[7]

Carriera cinematografica

Esordì come attore cinematografico nel 1936 con La guerre des gosses, interpretando in seguito molti film, tra cui La fossa dei disperati (1959) di Georges Franju, Dragatori di donne (1959) di Georges Franju, Il passaggio del Reno (1960) di André Cayatte, Tirate sul pianista (1960) di François Truffaut, Viva la vita (1984) e Mangeclous (1988).

Vita privata

Era cugino dell'attore statunitense Mike Connors. Dal 1967 fino alla morte nel 2018 fu sposato in terze nozze con Ulla Thorsell, svedese, da cui ebbe tre figli: Katia, Misha e Nicolas. I suoi due precedenti matrimoni, di breve durata, si erano conclusi entrambi col divorzio: dal primo nacque la figlia Seda (cantante e attrice come il padre), mentre dal secondo il figlio Patrick, morto a soli 25 anni.

La moglie di suo figlio Nicolas, Kristina, si occupa delle attività filantropiche della Aznavour Foundation.[8]

Discografia

Filmografia

Cinema

Televisione

  • Teuf-teuf – film TV (1963)
  • Les fables de La Fontaine – serie TV, 1 episodio (1966)
  • Die Fledermaus – film TV (1984)
  • Le Paria – miniserie TV, 3 episodi (1985)
  • Il ritorno di Ribot – miniserie TV, 3 episodi (1991)
  • Il cinese (Le chinois) – miniserie TV, 6 episodi (1992)
  • Maximum Exposure (Prigioniera di una vendetta) – miniserie TV, 4 episodi (1993)
  • Police Secrets – serie TV, 1 episodio (1994)
  • Sans cérémonie – film TV (1997)
  • Les mômes – film TV (1999)
  • Baldi – serie TV, 6 episodi (1995-2000)
  • Judicaël – film TV (2001)
  • Angelina – film TV (2002)
  • Passage du bac – film TV (2002)
  • Le père Goriot – film TV (2004)
  • Le tourbillon de Jeanne – serie TV, 1 episodio (2013)

Riconoscimenti

Monumento del cantante a Gyumri, Armenia
  • 1959: Premio per l'interpretazione dell'Académie du Cinéma Français
  • 1969: Premio Società Americana Compositori
  • 1969: Medaglia Vermeille della Città di Parigi
  • 1971: Leone d'oro al Festival di Venezia per Morire d'amore
  • 1985: Gran Prix National des Arts et Lettres
  • 1995: Grande Medaglia della canzone francese dall'Académie française
  • 1995: Ambasciatore itinerante dell'Armenia presso l'UNESCO
  • 1996: Inserito nella Hall of Fame dei cantanti
  • 1997: César alla carriera
  • 2001: Papa della canzone francese (Château Pape-Clément)
  • 2002: Cittadino onorario di Montréal (Canada)
  • 2004: Commendatore della Legion d'onore (ufficiale nel 1997)
  • 2004: Eroe nazionale dell'Armenia
  • 2005: Cittadino onorario di Cannes, Palma d'Oro della città
  • 2006: Ambasciatore di Mantes-la-Jolie
  • 2006: Premiato al Festival Internazionale del cinema di Città del Cairo
  • 2008: Ufficiale dell'Ordine del Canada
  • 2010: Premio Lunezia nel Mondo

Doppiatori italiani

Onorificenze

Onorificenze francesi

Onorificenze straniere

Eroe Nazionale dell'Armenia (Armenia) - nastrino per uniforme ordinaria
«Per i suoi servizi nel presentare l'Armenia al mondo, per servizi eccezionali per il paese e anche in onore dell'80º anniversario della sua nascita»
— 27 maggio 2004
Ufficiale Onorario dell'Ordine del Canada (Canada) - nastrino per uniforme ordinaria
«Cantante, cantautore e attore, Charles Aznavour è una delle icone musicali più popolari della Francia. Negli ultimi 60 anni, ha cantato le nostre storie d'amore e la vita quotidiana in molte lingue. Versatile e passionale, questa leggenda duratura ha incantato il pubblico di tutto il mondo, ma prima di tutto, rimane un ambasciatore della lingua francese. Dal momento della prima venuta a Montréal, è rimasto profondamente legato al Canada, dove ha disegnato ammiratori da costa a costa. Dedicato a cause umanitarie, egli condivide il suo talento artistico a sostegno delle organizzazioni di beneficenza in Armenia, dove è stato nominato Ambasciatore permanente dell'UNESCO.»
— nominato il 10 aprile 2008, investito il 5 luglio 2008[10]
Medaglia per il contributo alla cooperazione internazionale (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia per il contributo alla cooperazione internazionale (Russia)

Note

  1. ↑ (FR) Embassy of the Republic of Armenia in Switzerland, Portrait de S.E. Charles Aznavour, su armenian.ch, 2008. URL consultato il 19 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2014).
  2. ↑ (FR) Charles Aznavour su Sacem, su repertoire.sacem.fr, Sacem. URL consultato il 19 dicembre 2025.
  3. ↑ Aznavour Exploring Both Love and l'Amour, su time.com, New York Times, 30 aprile 2009. URL consultato il 15 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2008).
  4. ↑ Marco Cicala, Charles Aznavour Non sono mai stato giovane. Per questo non sono vecchio..., in Il Venerdì, n. 1176, 1º ottobre 2010, p. 60.
  5. ↑ (FR) Alain POULANGES, AZNAVOUR CHARLES (1924-2018 ), su universalis.fr, Encyclopedia Universalis. URL consultato il 19 dicembre 2025.
  6. ↑ Marinella Venegoni, Cantare per l'Armenia? Meglio defilarsi, in La Stampa, 2 aprile 1989, p. 23.
  7. ↑ Le foto dei funerali di stato di Charles Aznavour, su ilpost.it, Il Post, 5 ottobre 2018. URL consultato il 19 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2018).
  8. ↑ (FR) Nicolas Aznavour : qui est sa femme Kristina Sarkisyan ?, su Gala, 5 agosto 2021. URL consultato il 12 giugno 2025.
  9. ↑ Visto censura d'epoca del film su italiataglia.it
  10. ↑ (EN) Sito web del Governatore Generale del Canada: dettaglio decorato., su archive.gg.ca.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 64001137 · ISNI (EN) 0000 0001 2320 9016 · SBN PALV013923 · Europeana agent/base/60925 · LCCN (EN) n85094806 · GND (DE) 118651331 · BNE (ES) XX1117010 (data) · BNF (FR) cb118897411 (data) · J9U (EN, HE) 987007462842905171 · NSK (HR) 981005691581509366 · NDL (EN, JA) 00914085 · CONOR.SI (SL) 24188259