Cheontae

Cheontae (천태) è il ramo coreano della scuola buddista cinese Tiantai, fondata nel 594 dal monaco Zhiyi (智顗) durante la dinastia Sui.
Filosofia
Sebbene gli insegnamenti Tiantai fossero già stati introdotti in Corea, solo durante il periodo Goryeo la Cheontae fu fondata come scuola indipendente[1] per opera di Daegak Guksa Uicheon (1055-1101), un principe reale e studioso buddista,[2] che cercò di colmare il divario tra la scuola dottrinale (Gyo 教) e quella meditativa (Sŏn 禪)[3] promuovendo gli insegnamenti Cheontae, che enfatizzavano il Sutra del Loto come culmine degli insegnamenti del Buddha.
Al centro della dottrina Cheontae ci sono tre intuizioni chiave:
- Tutti i fenomeni sono fondamentalmente vuoti.
- Tutti i fenomeni hanno un'esistenza provvisoria o convenzionale.
- Tutte le cose sono simultaneamente vuote e provvisoriamente reali.
Questa filosofia insegna che le esperienze sensoriali quotidiane sono espressioni del Dharma e percorsi verso l'Illuminazione. Queste visioni si riflettono nell'estetica dei templi coreani, con l'uso della colorata pittura decorativa Dancheong, che contrasta con lo stile minimalista preferito dalle tradizioni Zen giapponesi.[4]
Storia
Nel periodo Goryeo la Cheontae ottenne un riconoscimento istituzionale ma, durante la successiva dinastia Joseon, l'influenza diminuì e nel 1424 venne assorbita all'interno della setta Chongnam (摠南宗) e successivamente nella struttura buddista dominata dai Seon nota come Seon-Gyo Yangjong (禪敎兩宗).
Il Cheontae riemerse nel 1945 grazie a Sangwol Wongak[5][6] e attualmente è la seconda setta più numerosa in Corea con oltre 2,5 milioni di aderenti.[1]
La sede centrale dell'ordine si trova nel tempio Guinsa nella Contea di Danyang.[5]
Note
- 1 2 (EN) Buddhist sect under fire for sexist tradition - The Korea Times, su www.koreatimes.co.kr, 29 agosto 2022. URL consultato il 6 novembre 2025.
- ↑ Princeton Dictionary of Buddhism., Princeton University Press, 2013, pp. 912–913, ISBN 9780691157863.
- ↑ (EN) Daigak Guksa | Monk, Scholar, Reformer | Britannica, su www.britannica.com. URL consultato il 6 novembre 2025.
- ↑ Guinsa, su iguide.travel.
- 1 2 (EN) Guin-sa | Attractions, su Lonely Planet. URL consultato il 6 novembre 2025.
- ↑ (EN) Kang Su-mok, Korean Buddhism has its own unique characteristics different from other countries, in The Korea Post, 16 giugno 2019. URL consultato il 6 novembre 2025.
Collegamenti esterni
- (KO) Sito ufficiale, su cheontae.org.
- (EN) Sito ufficiale, su eng.cheontae.org.
- (JA) Sito ufficiale, su jpn.cheontae.org.
- (ZH) Sito ufficiale, su chn.cheontae.org.
- (EN) Ch’ŏnt’ae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.