Christian Coudray
| Christian Charles Coudray | |
|---|---|
| Nascita | Rouen, 7 dicembre 1908 |
| Morte | Libia, 15 giugno 1941 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Aéronautique Militaire Armée de l'air Royal Air Force Forces aériennes françaises libres |
| Specialità | Caccia |
| Anni di servizio | 1928-1941 |
| Grado | Maresciallo capo |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Battaglie | Operazione Compass Battaglia di Creta Operazione Battleaxe |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Christian Coudray[1] | |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Christian Charles Coudray (Rouen, 7 dicembre 1908 – Libia, 15 giugno 1941) è stato un militare e aviatore francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale. Decorato con la Médaille militaire, l'Ordre de la Libération e la Croix de guerre 1939-1945[2][3].
Biografia
Nacque il 7 dicembre 1908 a Rouen, nel dipartimento della Senna Marittima, figlio di Jules Mathurin Marie e di Charlotte Léonie Maria Gens.[2] Entrò nell'Aéronautique Militaire come allievo meccanico il 27 novembre del 1928 e cinque anni dopo fu promosso allievo pilota da caccia.[4] [2] Nel 1933, intraprese l'addestramento da caccia presso la Scuola di pilotaggio di Étampes.[1] Il 1 aprile 1934 fu promosso sergente e il 1 aprile 1937 sergente maggiore.[2] Le 26 gennaio 1939, in forza al Groupe de Chasse GC.I/7, lasciò la base aerea di Digione per raggiungere, via mare, la base aerea 157 di Tunisi-El-Aouina, in Tunisia. Il GC.I/7, equipaggiato con i caccia Morane-Saulnier MS.406, andò a costituire la Escadre de Marche d’Afrique du Nord insieme ad elementi provenienti dal Groupe de Chasse GC.I/6 arrivati dalla Francia.[2] Il 1 marzo 1939 fu promosso maresciallo.[2]
Con la dichiarazione di guerra alla Germania nazista, avvenuta il 3 settembre 1939, il GC I/7 lasciò la Tunisia e si posizionò sulla base aerea di Algeri-Maison-Blanche, in Algeria.[2] Le 20 gennaio 1940 il personale del GC I/7 si imbarcò ad Algeri raggiungendo il territorio metropolitano, sbarcando a Marsiglia e arrivando poi alla base aerea di Marignane per ricevere degli MS.406 nuovi rimpiazzando quelli lasciati in Africa del Nord.[2] L'unità parti poi via mare per il Levante francese, arrivando sulla base aerea di Rayak, in Libano, assegnato alle Forces aériennes du Groupement mobile du Levant.[2] I caccia MS.406 furono inviati a bordo della porta idrovolanti Commandant Teste.[2] Il 23 febbraio il personale arrivò a Beirut, e poi il GC1/7 raggiunse Rayak, nella valle della Beqa', il 6 marzo successivo.[4] Il 23 giugno 1940, fu messo a disposizione della Royal Air Force e trasferito a Ismailia in Egitto in una pattuglia di tre MS.406 pilotati da lui stesso, dal maresciallo André Ballatore e dal tenente Antoine Péronne.[1] Dopo la firma dell'armistizio del 22 giugno 1940, i tre uomini, cui si aggiunse il capitano Paul Jacquier, rifiutarono di tornare alla loro base francese, e si arruolarono nella Royal Air Force con il loro grado.[1] Lui e i suoi due compagni furono quindi assegnati alla No.2 French Fighter Flight al comando del capitano Jacquier, quando fu creato l'8 luglio 1940.[1] Nell'agosto successivo tale unità fu assegnata allo No.274 RAF Squadron che si occupò principalmente di missioni di attacco al suolo e di copertura per la flotta alleata.[1]
Partecipò alla difesa aerea del porto di Alessandria d'Egitto e alla protezione della Mediterranean Fleet durante le missioni di bombardamento di Bardia.[4] Alla fine di agosto, l'unità fu incaricata della difesa di Haifa.[4] Nel marzo 1941, in seguito all'ispezione compiuta in Egitto dal generale Charles de Gaulle, il personale francese fu sciolto dal suo impegno con la RAF e incorporato nel comando delle Forces aériennes françaises libres (FAFL).[1] Durante l'evacuazione della truppe alleate da Creta, prese parte a diverse missioni di copertura nel Mediterraneo.[1] Il suo Hawker Hurricane Mk.I fu abbattuto a circa 20 km a ovest di Sidi el Barrani il 15 giugno 1941, primo giorno dell'inizio della Operazione Battleaxe, e il suo corpo non fu mai ritrovato.[2][3] Secondo alcune fonti, gravemente ferito, fu catturato dagli italiani e inviato in un ospedale in Germania, dove morì per le ferite riportate il 19 luglio 1941.[1]
Onorificenze
Note
Bibliografia
- (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, Vincennes, Service historique de l'armée de l'air, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
- (FR) Vital Ferry, Croix de Lorraine et Croix du Sud 1940-1942 : Aviateurs belges et de la France libre en Afrique, Paris, Editions du Gerfaut, 2006, ISBN 2-914622-92-9.
- (FR) Mémorial des Compagnons 1940-1945: Compagnons morts entre le 18 juin 1940 et le 8 mai 1945, Imprimerie nationale, 1961, ISBN 2-221-09997-4.
- (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
- (FR) Vladimir Trouplin, Dictionnaire des Compagnons de la Libération, Bordeaux, Elytis, 2010, ISBN 2-35639-033-2.
Collegamenti esterni
- (FR) Christian Coudray, su Ordre de la Liberation. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Christian Coudray (PDF), su France Libre. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Coudray, Christian, su Memoire des Hommes. URL consultato il 24 aprile 2025.