Cima di Campido
| Cima di Campido | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 3 001 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°18′27.68″N 11°50′50.5″E |
| Data prima ascensione | 1901 |
| Autore/i prima ascensione | Alfred von Radio-Radhis |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Dolomiti |
| Sottosezione | Dolomiti di Feltre e delle Pale di San Martino |
| Supergruppo | Gruppo Pale di San Martino-Feruc |
| Gruppo | Gruppo delle Pale di San Martino |
| Sottogruppo | Sottogruppo del Focobon |
| Codice | II/C-31.IV-A.1.b |
La Cima di Campido è una montagna alta 3 001 m s.l.m. sita nel gruppo delle Pale di San Martino in Veneto, nella provincia di Belluno, in Italia[1].
Geografia
Fa parte del sottogruppo del Focobon e si innalza sopra la Valle di Gares, nel comune di Canale d'Agordo. È una vetta isolata e selvaggia, spesso raggiunta con itinerari alpinistici. Il Focobon inizia in prossimità del Passo delle Farangole (o di Val Grande) e si estende verso est con il Campanile del Focobon (2 969 metri), la Cima del Focobon (3 054 metri), la Cima di Campido, la Cima Zopel (2 813 metri) e infine i Campanili dei Lastei di Focobon (2 721 metri). Le Cime del Gruppo del Focobon sono tra le più importanti del territorio dell'Agordino.
Alpinismo
Le cime più importanti della catena montuosa delle Dolomiti bellunesi furono state scalate a fine '800 da pionieri, spesso esploratori austriaci o inglesi supportati da guide locali. Non si hanno notizie specifiche o documentate riguardo alla prima ascensione alpinistica di questa cima ma è documentata una prima scalata nel 1901 ad opera di Alfred von Radio-Radhis. La salita è considerata di stampo escursionistico alto/alpinistico facile (EE - A - I° grado), con roccette e canaloni e la salita è ben tracciata con ometti e presenta un panorama roccioso, spesso con neve fino a metà stagione.
Accesso
La zona è raggiungibile solitamente partendo generalmente dalla località Gares (Canale d'Agordo) attraverso la Val di Gares.
Note
- ↑ Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.
Bibliografia
- Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.

