Cimitero degli Indiani

cimitero degli Indiani
Cimitero dei Sikh
Tipomilitare
Confessione religiosaSikh e Indù
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàForlì
Costruzione
Periodo costruzionedicembre 1944
Mappa di localizzazione
Map

Il cimitero degli Indiani o cimitero dei Sikh (Forlì Indian Army War Cemetery in inglese) è uno dei due cimiteri di guerra nella città di Forlì ed ospita le spoglie dei soldati Sikh e Indù[1] morti a Forlì e nel forlivese durante la Seconda guerra mondiale; l'altro è il cimitero degli Inglesi (Forlì War Cemetery) a Vecchiazzano.[2]

Storia e descrizione

Il cimitero sorge in via Ravegnana proprio di fronte al cimitero monumentale cittadino.

Il cimitero, avviato nel dicembre 1944, accoglie le tombe di 496 caduti (15 ancora ignoti), di cui 493 soldati dell'esercito indiano della 4th, 8th e 10th Indian Infantry Division e 3 dell'esercito britannico.

Forlì Cremation Memorial

Forlì Cremation Memorial

All'interno del cimitero di guerra indiano si trova il monumento commemorativo della cremazione degli ufficiali e dei soldati dell'esercito indiano che persero la vita tra il 16 aprile e l'ottobre 1944, nel corso degli attacchi lungo la linea gotica, fino allo sfondamento definitivo avvenuto tra l'agosto 1944 e l'aprile 1945. In totale il monumento onora la memoria di 769 caduti.

Monumento ai caduti Sikh

Il 13 agosto 2011, all'entrata del cimitero è stato scoperto un gruppo bronzeo, opera dell'artista di origine bulgara Stephan Popdimitrov, dedicato ai soldati sikh caduti in guerra.[3]

Note

  1. ↑ Cimitero degli Indiani e Cimitero monumentale, su PatER - Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, 26 agosto 2014. URL consultato il 23 marzo 2025.
  2. ↑ Cimiteri di Guerra presenti nel territorio di Forlì, su comune.forli.fc.it, Comune di Forlì, 19 giugno 2007, ultimo aggiornamento 10 settembre 2020. URL consultato il 23 marzo 2025.
  3. ↑ Itis Nullo Baldini Ravenna, Monumento ai caduti Sikh della seconda guerra mondiale – Ospedaletto di Forlì, su Pietre della Memoria, 7 ottobre 2016. URL consultato il 23 marzo 2025.

Altri progetti

Collegamenti esterni