Cimitero monumentale di Codogno
| Cimitero Monumentale di Codogno | |
|---|---|
| Tipo | Civile |
| Confessione religiosa | Cattolica |
| Stato attuale | In uso |
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Città | Codogno |
| Costruzione | |
| Periodo costruzione | 1723-1867 |
| Mappa di localizzazione | |
| |
Il cimitero monumentale di Codogno è il cimitero della città italiana di Codogno, in provincia di Lodi.
Il complesso sorge appena al di fuori dal centro cittadino, fra la chiesa di Caravaggio e l'ospedale civico.[1]
Storia
Il cimitero fu costruito nel XVIII secolo, tra il 1723 e il 1785, ad est del centro cittadino, in sostituzione del cimitero precedente, posto nelle vicinanze della principale chiesa cittadina.[2] Il 9 ottobre 1785 il complesso ricevette la benedizione da parte del prevosto Giuseppe Forni.[3] La costruzione del cimitero rispettava il Decret Imperial sur les Sépultures emesso da Napoleone Bonaparte il 12 giugno 1804 e comunemente noto come editto di Saint Cloud, nel quale si stabiliva che i cimiteri e i luoghi di sepoltura fossero costruiti oltre le mura cittadine in luoghi ariosi e soleggiati[4] Nel 1806 fu completato il capitello posto all'ingresso.[5], mentre il cimitero precedente fu infine demolito alla fine del 1813, con la traslazione delle salme all'interno del nuovo camposanto che avvenne nel gennaio 1814, richiedendo nove notti di laovro.[5]
A partire dal 1812 iniziarono a essere realizzate alcune sepolture monumentali, prima fra tutte quella di Margherita Pinchiroli, vedova Stabilini, che presentava elementi ionici; negli anni a seguire il cimitero venne regolarmente ampliato fino al raggiungimento di una larghezza di 101 m nel 1849, nell'ambito di questi lavori vennero aggiunte dieci arcate dotate di cripte funerarie progettate dall'ingegner Francesco Quattrini e realizzate in stile toscano.[5] Undici anni dopo furono aggiunte ulteriori arcate, a completamento dell'intervento precedente, per un totale di 80 archi lungo tre dei lati del complesso.[5]

Divenuto ormai insufficiente per le esigenze della città, nel 1883 fu deliberato un nuovo ampliamento che prevedeva la costruzione di un nuovo cortile ad est del precedente, dopo aver deviato il corso del colatore Fossadazzo; furono banditi due concorsi per la progettazione della parte decorativa del complesso, l'ultimo dei quali vide la vittoria dell'ingegnere milanese Antonio Palizzoli, il cui progetto fu tuttavia pesantemente rimaneggiato nel corso dei lavori.[6]
Il complesso fu successivamente interessato da un ulteriore ampliamento, che aggiunse un terzo cortile e fu realizzato dopo il 1897 e prima del 1927.[3] Successivamente, furono avviati i lavori per larealizzazione della facciata, finanziati dal contributo di diversi cittadini tra cui il cavalier Luigi Gandolfi; la posa della prima pietra, benedetta per l'occasione da monsignor Luigi Gandolfi, avvenne il 14 settembre 1930;[7] intorno al 1932 furono completati poi tutti i lavori legati al padiglione di accesso.[3]
In occasione dell'anniversario della Repubblica del 2020, il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha visitato il cimitero per rendere omaggio alle vittime della pandemia di COVID-19.[8][9]
Struttura
Il cimitero è caratterizzato da una struttura di forma rettangolare formata da tre cortili, realizzati in periodi diversi con lo scopo di ampliarne progressivamente le dimensioni.[1] Il fondo dei cortili, i quali sono accessibili anche in caso di difficoltà di movimento, è in parte rivestito da lastre di pietra e in parte coperto da ghiaia.[10]
Sul permetro di ogni cortile si trova un deambulatorio dotato di portico con volte a crociera che permette di raggiungere i colombari e le cappelle famigliari;[1] queste ultime, a base quadrata, presentano un piano di calpestio rialzato a cui si accede tramite alcuni scalini e cancelli in ferro battuto; al loro interno presentano decorazioni di varia fattura, nonché tipi diversi di volte.[1]
I tre cortili si innestano uno sull'altro in ordine cronologico: tra il nucleo antico e il successivo cortile si accede per mezzo di una cortina ai cui lati si trovano ulteriori colombari, mentre la separazione tra il cortile mezzano e quello più recente avviene tramite un edificio a due piani che presenta un passaggio centrale con colonne binate e volte a padiglione, nei cui pressi è presente anche la scala per l'accesso al piano superiore, dotata di tre rampe.[1]
Nel cortile più recente si trova una piccola chiesa novecentesca nel cui interno si trovano le spoglie di alcuni sacerdoti, nonché una serie di affreschi e una pala opera del pittore Piazza.[11] La cappella si trova in condizioni precarie e necessita di interventi di restauro.[12]
La cappella mortuaria si trova si trova nel mezzo del lato di fondo del nucleo antico, mentre l'ingresso al cimitero avviene tramite un accesso monumentale.[1]
A ricordo della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuta durante la pandemia di COVID-19, è presente una targa realizzata in marmo bianco recante lo stemma della presidenza della Repubblica ad accompagnare le parole “Il Presidente della Repubblica a ricordo dei caduti del Covid-19”.[13]
Sepolture illustri
- Luigi Ricca (1801-1878) avvocato, a lui è dedicata la biblioteca comunale[14]
- Raimondo Pandini, (1810-1889), politico, primo sindaco di Sant'Angelo Lodigiano dopo l'unità d'Italia[11]
- Clemente Rinaldi, (1820-1895) medico epidemiologo[15]
- Antonia Tondini (1829-1924), religiosa fondatrice della Casa della Previdenza[16]
- Antonio Zazzera (1835-1890), imprenditore lattiero-caseario[17]
- Anna Vertua Gentile (1850-1926), educatrice e scrittrice[17]
- Angelo Cornali, (1859-1928), pasticcere, inventore del Biscotto Codogno[18]
- Arrigo Cairo, (1894-1959), primo sindaco di Codogno dopo la Liberazione e membro dell'Assemblea Costituente[18]
- Giuseppe Novello, (1897-1988), pittore[11]
- Virgilio Muzzi, (1923-2010), fumettista
- Pino Pagani, (1937-2023), giornalista freelance e conduttore radiofonico[19]
Galleria d'immagini
- Il monumento liberty della famiglia Folli, nel secondo cortile.[20]
La tomba di Giuseppe Novello e della sua famiglia.
La tomba di Arrigo Cairo.
Note
- 1 2 3 4 5 6 Micol Dell'Orto, Cimitero di Codogno, su lombardiabeniculturali.it, 2000. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ Cairo e Giarelli, p. 256.
- 1 2 3 Micol Dell'Orto, Cimitero di Codogno, su lombardiabeniculturali.it, 2000. URL consultato il 7 luglio 2026.
- ↑ AA.VV., p. 62.
- 1 2 3 4 Cairo e Giarelli, p. 258.
- ↑ Cairo e Giarelli, pp. 259-260.
- ↑ AA.VV., p. 73.
- ↑ Mattarella a Codogno rende omaggio alle vittime del Covid-19, su quirinale.it. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ 2 Giugno, Mattarella a Codogno: "Da qui riparte l'Italia del coraggio e da qui ribadiamo i valori della Costituzione", in La Repubblica, 2 giugno 2020. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ Cimitero di Codogno, su comune.codogno.lo.it, 6 dicembre 2025. URL consultato il 7 luglio 2026.
- 1 2 3 Paola Arensi, Cimitero, caccia ai fondi. Degrado tra i loculi. Stanziati 200mila euro, in Il Giorno, 9 maggio 2025. URL consultato il 7 luglio 2026.
- ↑ Mario Borra, Cimitero di Codogno, il conto per rifarlo è salato: almeno 600mila euro, in Il Giorno, 30 aprile 2026. URL consultato il 10 agosto 2026.
- ↑ Tra le lapidi del cimitero la corona per i morti lombardi, in La Provincia Pavese, 3 giugno 2020. URL consultato il 7 luglio 2026.
- ↑ AA.VV., pp. 53-54.
- ↑ AA.VV., pp. 22-23.
- ↑ AA.VV., p. 58.
- 1 2 AA.VV., p. 59.
- 1 2 AA.VV., p.40.
- ↑ Necrologio Giuseppe Pagani, su necrologibassolodigiano.it. URL consultato il 10 luglio 2026.
- ↑ AA.VV., p. 106.
Bibliografia
- Giovanni Cairo e Francesco Giarelli, Codogno e il suo territorio: nella cronaca e nella storia (PDF), vol. 2, Codogno, Editrice A. G. Cairo, 1898. URL consultato il 21 luglio 2026.
- Davide Palazzina, Cenni storici di Codogno, Milano, 1964, pp. 234-235.
- AA.VV., Su questa terra... il cimitero di Codogno: percorso fra le tombe storiche e monumentali, Lodi, Casa Editrice Callisto Piazza, 2022.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Cimitero monumentale di Codogno, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.