Cino Mazzotta
Cino Giuseppe Mazzotta (Novoli, 26 ottobre 1896 – Lecce, 30 novembre 1978) è stato un architetto italiano.[1]
Biografia
Figlio di Vincenzo, geometra e agrimensore (appassionato di architettura, volle chiamare il figlio come il celebre architetto leccese Giuseppe Cino) e di Giuseppa Mazzotta.

Dopo aver frequentato le scuole tecniche a Lecce, consegue il diploma di agrimensore il 27 settembre 1913. Parte volontario durante la prima guerra mondiale, ricevendo alcune ricompense al valor militare. Durante una licenzia premio, protrattasi fino alla fine dell'inverno 1917-1918, sosta a Bologna dove segue corsi di pittura e scultura. In questa occasione approfondisce la tecnica del pennino su carta e realizza una serie di disegni dedicati ai ricordi del fronte di guerra.

Terminata la guerra, nel 1919 è a Roma per iscriversi alla facoltà di ingegneria. Concluso il biennio in questa scuola, sente di non essere soddisfatto della scelta fatta e, grazie ai diplomi di pittura e scultura ottenuti a Bologna, ottiene il passaggio alla Scuola superiore di Architettura di Roma, da poco istituita.Durante gli studi realizza alcuni disegni che mostrano il suo interesse verso le avanguardie architettoniche e artistiche del tempo ed anche verso le sperimentazioni in campo scenografico portate avanti dal Teatro Sperimentale degli Indipendenti. In campo architettonico, si interessa ai precursori del Movimento Moderno (il Futurismo di Antonio Sant'Elia, August Perret, Giuseppe Terragni e il razionalismo italiano), ma anche alle produzioni architettoniche romane degli anni '20, caratterizzate dallo stile “barocchetto”, favorendo la formazione di una feconda cultura progettuale.
Laurea e inizi professionali
Il 15 giugno 1925 si laurea in Architettura Civile con un progetto di aeroporto dal carattere architettonico ispirato ai disegni futuristi di Sant'Elia e funzionalmente motivato dalla necessaria applicazione in campo civile dell'attività aeronautica dopo la guerra; subito dopo ottiene l'abilitazione all'esercizio della professione[2].
In campo professionale, inizia a Roma come assistente nella realizzazione dell'Ippodromo di Villa Glori e nella realizzazione di varie abitazioni private.

Iglesias

Verso il 1926 si trasferisce a Iglesias dove dirige un'impresa edile, della quale è socio maggioritario (Ditta Ing. Cino Mazzotta e C.); contestualmente, si occupa intensamente di progettazione. Tra le principali opere vi sono: le nuove case popolari in località Palmeri (1926); il nuovo Cinema Teatro “Electra” (1929), finanziato dalla famiglia Murroni; il progetto per la cappella funeraria della famiglia Tornù (1930); ed altri interventi residenziali per privati.
Intensa anche l'attività dell'impresa di costruzioni, vincitrice di importanti appalti, tra i quali: le nuove case popolari (1926); il nuovo mattatoio comunale (1926); il restauro delle vecchie scuole minerarie (1928).
Nel 1933 rientra a Roma, dove si sposa, per poi stabilirsi definitivamente in Salento (Novoli, Brindisi) dove esercita la professione fino alla morte, salvo il periodo 1941-1945 nel quale viene richiamato alle armi col grado di maggiore di Artiglieria[3].


Passionisti
In Salento Mazzotta ebbe modo di applicarsi a temi diversi (residenza, edilizia scolastica e alberghiera, luoghi di spettacolo e servizi per la collettività); grazie anche all'esperienza maturata con l'impresa di costruzioni, viene più volte incaricato di dirigere i lavori di importanti edifici pubblici. Allo stesso tempo, una parte significativa dell'attività professionale venne dedicata all'architettura religiosa (con numerose attività ad essa annesse) grazie al rapporto che lo legava all'Ordine dei Passionisti. Partendo da questa collaborazione, Mazzotta realizzò numerosi interventi in ambito religioso (Trepuzzi, Novoli, Brindisi, Laurignano, Carovigno).
Veglie


Quando, nel 1956, Gianni Giannoccolo[4] (Martano 1922 - Correggio 2018) diventa sindaco di Veglie (dal 1956 al 1961), chiama Mazzotta a collaborare al proprio progetto di ammodernamento della città, per rispondere alle esigenze materiali ed identitarie della popolazione. Qui Mazzotta progetta due versioni del nuovo municipio, il mattatoio comunale, le nuove case popolari, l'asilo comunale e la cappella del Calvario.
Vita privata
Cino Mazzotta si sposa a Roma nel 1933 con Alina Righetti (1910-2009) dalla quale ebbe tre figli, Giuseppa Gioia detta Gioiella (1935), Maurizio, Rosalba (1943-2022).
Opere


- 1929 Teatro Cinema Electra, Iglesias
- 1930 Cappella funeraria per la famiglia Tornù, Iglesias
- 1930 Case popolari (realizzate in parte)[5], Iglesias
- 1933 Scuola elementare, Carovigno
- 1933-1934 Convento dei Padri Passionisti, Trepuzzi
- 1934 Palazzo Rolandi, Brindisi
- 1934 Caserma dei Carabinieri (progetto), Brindisi
- 1935 Chiesa della Trinità, Campi Salentina
- 1937 Carcere di Brindisi (solo direzione lavori, progetto del Genio Civile), Brindisi
- 1937 Ristrutturazione della sede del Banco di Napoli in Lecce (progetto), Lecce
- 1937 Palazzo Miani, Brindisi
- 1937 Progetto di concorso per piazza s. Oronzo, Lecce
- 1937 Nuovo campanile per la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate, Novoli
- 1940-1950 Nuova facciata, varie opere interne e campanile del Santuario della Madonna della Catena[6], Laurignano
- 1947 Casa della Carità, Novoli
- 1948 Uffici finanziari, Brindisi
- 1951 Case per i dipendenti del Banco di Napoli (solo direzione lavori, progetto del Servizio Tecnico del Banco di Napoli), Brindisi
- 1955 Chiesa parrocchiale Ave Maris Stella, Brindisi
- 1956-1957 Nuovo Municipio (primo e secondo progetto), Veglie
- 1956-1957 Case popolari, Veglie
- 1958 Calvario, Veglie
- 1958 Mattatoio comunale (progetto), Veglie
- 1958 Cappella funeraria per la famiglia Parlangeli, Novoli
- 1958 Cinema teatro "Ugo di Giulio", Brindisi
- 1959 Chiesa di San Gabriele dell'Addolorata, Trepuzzi
- 1959 Restauro, ampliamento del coro, nuovo altare e battistero della chiesa Matrice di Sant’Andrea, Novoli
- 1960 Ingresso monumentale del Cimitero, Novoli
- 1960 Asilo comunale (progetto), Veglie
- 1961 Cinema Colelli, Trepuzzi[7]
- 1965/1969 Chiesa di Maria Santissima di Belvedere patrona - Chiesa Nuova, Carovigno
- 1968 Rinnovo zona presbiteriale e altare centrale, Chiesa dei Padri Passionisti, Novoli
- 1969 Monumento ai caduti (progetto), Novoli
- 1969 Monumento ai caduti, Trepuzzi
- 1970 Cappella funeraria per la famiglia Mazzotta, Novoli
- 1970 Villa (progetto), Novoli
- 1976 Villa, Novoli
Onorificenze
Archivio
L’archivio dei progetti di Mazzotta è conservato a Lecce presso gli eredi. La documentazione include i disegni di guerra, quelli del periodo romano, documenti, foto e lavori professionali.
Note
- ↑ All'anagrafe Giuseppe Cino Zefferino Mazzotta
- ↑ Iscritto all'Ordine regionale degli Architetti di Puglia, avente sede a Bari, il 1 gennaio 1928. Successivamente, quando venne costituito l'Ordine degli Architetti della Provincia di Lecce e Brindisi, nel 1972, vi fu trasferito e iscritto col numero 1; mantenne l'iscrizione fino al 5 dicembre 1975.
- ↑ In data 1 gennaio 1952 viene promosso al grado di tenente colonnello.
- ↑ https://www.veglienews.com/morto-gianni-giannoccolo-sindaco-veglie-dal-1956-al-1961-uno-degli-ultimi-partigiani-salentini/
- ↑ https://sa-sardegna.cultura.gov.it/fileadmin/risorse/Inventari_dei_comuni/Iglesias/Iglesias_1.pdf
- ↑ https://inventari-san.cultura.gov.it/inventari/400/ca/1088817
- ↑ DGCC-DiAC- MiC, Censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi, su Censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi. URL consultato il 28 gennaio 2026.
Bibliografia
- Maurizio Mazzotta (a cura di), "Cino Giuseppe Mazzotta (1896-1978) Vita e opere", Novoli, BIBLIOTHECA MINIMA, 1999, ISBN 88-85204-31-7.
- Andrea Mantovano, Razionalismo a Lecce. Arte e progetto. 1930-1955, Copertino, Lupo Editore, Copertino, 2014, ISBN 8866672246
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