Classe Brummer
| Classe Brummer | |
|---|---|
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| Descrizione generale | |
| Tipo | incrociatore leggero |
| Numero unità | 2 |
| Utilizzatore principale | |
| Costruttori | Stettiner Maschinenbau AG Vulcan |
| Entrata in servizio | 1916 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | |
| Lunghezza | 140,4 m |
| Larghezza | 13,2 m |
| Pescaggio | 6 m |
| Propulsione | 2 turbine a vapore; 33 000 hp (25 000 kW) |
| Velocità | 28 nodi (51,86 km/h) |
| Autonomia | 5 800 miglia a 12 nodi (10 740 km a 22,22 km/h) |
| Equipaggio | 16 ufficiali, 293 sottufficiali e marinai |
| Armamento | |
| Artiglieria | 4 cannoni da 15 cm SK L/45 2 cannoni da 8,8 cm SK L/45 |
| Siluri | 2 tubi lanciasiluri da 500 mm |
| Altro | 400 mine navali |
| Corazzatura | cintura: 40 mm ponte: 15 mm torre di comando: 100 mm |
| fonti citate nel corpo del testo | |
| voci di classi di incrociatori presenti su Wikipedia | |
La classe Brummer fu una classe di incrociatori leggeri della Kaiserliche Marine tedesca, composta da due unità entrate in servizio nel 1916 in piena prima guerra mondiale. Progettati specificamente per la posa di sbarramenti di mine navali nel teatro bellico del Mare del Nord, i Brummer furono costruiti con sovrastrutture somiglianti a quelli degli incrociatori della Royal Navy dell'epoca al fine di sviare l'osservazione da parte del nemico; il loro apparato propulsivo si basava su un set di turbine a vapore costruite dalla ditta tedesca AG Vulcan per conto della Marina imperiale russa, e requisite dal governo tedesco allo scoppio della guerra.
Le due navi parteciparono agli scontri del teatro del Mare del Nord della prima guerra mondiale posando una serie di campi minati, sebbene il loro successo più significativo si ebbe nella battaglia delle isole Shetland del 17 ottobre del 1917, quando distrussero un convoglio britannico diretto in Norvegia. Dopo la fine della guerra, le due navi furono internate a Scapa Flow con il resto della Hochseeflotte; il 21 giugno 1919, parteciparono all'autoaffondamento di massa della flotta tedesca. Il Brummer fu affondato in acque profonde e non venne mai recuperato, mentre il relitto del Bremse fu recuperato il 27 novembre 1929 da una ditta britannica e quindi demolito tra il 1929 e il 1931.
Il progetto

Nel 1913, la ditta tedesca AG Vulcan di Stettino si aggiudicò un contratto per costruire un set di quattro turbine a vapore ad alta potenza per conto della Marina imperiale russa, da utilizzare per la propulsione dei nuovi incrociatori leggeri della classe Svetlana allora in costruzione nei cantieri navali russi[1]. Un mito di lunga data circonda le origini delle turbine poi impiegate per la classe Brummer. Molti autori hanno ripetuto l'affermazione che le turbine in questione fossero state ordinate per l'incrociatore da battaglia Navarin della classe Borodino russa[2][3][4], ma secondo gli storici Dodson e Nottelmann ciò è impossibile da un punto di vista ingegneristico: il Navarin ricevette un sistema di turbine progettato dalla britannica Parsons Marine Steam Turbine Company, che utilizzava gruppi di turbine ad alta e bassa pressione per azionare diverse eliche e che sarebbe state impossibile da dividere tra due diverse navi. Gli autori sottolineano che i Brummer ricevettero turbine di tipo Curtis, che combinavano turbine ad alta e bassa pressione su ciascun albero dell'elica. Inoltre, secondo i documenti sopravvissuti, Dodson e Nottelmann sottolineano che le turbine del Navarin erano già state ordinate a un cantiere di San Pietroburgo e non alla AG Vulcan[1].
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale nell'agosto 1914 e lo schierarsi di Germania e Russia su fronti opposti, il governo tedesco bloccò la consegna delle turbine[2]; la AG Vulcan inizialmente offrì di progettare due cacciatorpediniere impiegando, due per nave, le turbine ormai prodotte, ma il Reichsmarineamt (RMA - Ufficio navale imperiale) respinse l'idea in ottobre. Invece, il Dipartimento di costruzione dell'RMA preferì utilizzare le turbine per alimentare una coppia di posamine veloci, poiché a quel tempo la Kaiserliche Marine possedeva solo due navi equipaggiate esclusivamente per operazioni di posa delle mine, i due incrociatori SMS Nautilus e SMS Albatross. Gli incrociatori leggeri esistenti non potevano essere utilizzati a tale scopo poiché già tutti assegnati ad altri compiti[5].

Il Dipartimento Costruzioni preparò una proposta iniziale, che presentò durante una riunione dell'RMA l'11 novembre. L'ammiraglio Alfred von Tirpitz inizialmente non era d'accordo con l'idea, preferendo invece la costruzione di sommergibili posamine, ma i capi dipartimento decisero di procedere con la proposta dell'incrociatore nonostante la sua obiezione. Tirpitz acconsentì infine il 5 dicembre e, sei giorni dopo, la AG Vulcan ricevette la bozza iniziale della proposta. Il 23 dicembre l'RMA emise l'ordine formale al catiere, che specificava i parametri generali per le nuove navi ma lasciava i dettagli progettuali al personale di progettazione interno della AG Vulcan. L'ordine prevedeva navi dal dislocamento di circa 2800 tonnellate, dotate di un armamento di sei cannoni da 10,5 cm, una capacità di 200 mine navali e un'autonomia di crociera da 1800 a 2000 miglia nautiche (da 3300 a 3700 km)[6]
All'inizio del 1915, l'Admiralstab (lo stato maggiore della Marina tedesca) si unì alla discussione sulle nuove navi, sottolineando che l'autonomia proposta era di gran lunga troppo bassa per le operazioni offensive di posa di mine nel Mare del Nord. Il 19 gennaio, il RMA concordò con la valutazione e informò la AG Vulcan quattro giorni dopo che il progetto avrebbe dovuto essere rivisto. Il Dipartimento di Costruzione emise nuove specifiche il 2 febbraio, alzando il dislocamento previsto a 4300 tonnellate, cambiando l'armamento previsto in quattro cannoni da 15 cm, aumentando il numero di mine a un minimo di 300 e incrementando l'autonomia a 3200 miglia nautiche (5900 km). Tirpitz e il Kaiser Guglielmo II di Germania diedero la loro approvazione alle specifiche riviste tra il 12 e il 23 febbraio, sebbene l'autorizzazione per la AG Vulcan ad iniziare la costruzione fosse stata rilasciata già il 15 febbraio[7].
I lavori di progettazione delle navi furono completati nel febbraio 1915[6]. Le nuove navi sarebbero state in grado di minare un'area procedendo al riparo dell'oscurità delle ore notturne, per poi tornare rapidamente in porto prima di poter essere intercettate. Le loro sovrastrutture furono intenzionalmente progettate per assomigliare agli incrociatori britannici della classe Arethusa, al fine di facilitare la loro capacità di operare al largo della costa britannica[2]; durante i lavori di costruzione, la forma della loro prua e le altre somiglianza con gli incrociatori britannici furono coperte da lamiere per nasconderne l'aspetto a osservatori esterni[8].
Caratteristiche
Scafo

Lo scafo dei Brummer era lungo 135 metri alla linea di galleggiamento e 140,4 metri fuori tutto, per una larghezza di 13,2 metri e un pescaggio di 6 metri a prua e 5,88 metri a poppa. Le navi avevano un dislocamento di progetto di 4385 tonnellate metriche, ma a pieno carico dislocavano 5856 tonnellate. I loro scafi erano costruiti con telai longitudinali in acciaio, ed erano divisi in ventuno compartimenti stagni con incorporato un doppio fondo che si estendeva per il 44% della lunghezza della chiglia[3]. Il Brummer differiva leggermente dal gemello, poiché aveva una fila di oblò a centro nave che il Bremse non aveva[9]
I Brummer erano dotati di alberi simili a quelli degli incrociatori britannici della classe Arethusa e, analogamente alle navi britanniche, gli alberi potevano essere abbassati e riposti sul ponte della sovrastruttura; anche la forma della prua era modellata su quella degli Arethusa per mimetizzare ulteriormente le imbarcazioni. Le navi avevano un equipaggio di 16 ufficiali e 293 marinai, e trasportavano diverse imbarcazioni più piccole tra cui una barca di pattuglia, una chiatta e due gommoni. La Marina tedesca considerava le navi eccellenti imbarcazioni da mare, grazie al loro movimento dolce; le navi erano molto rispondenti ai comandi e avevano un raggio di virata stretto, e perdevano solo una parte minima della velocità con il mare preso di prua. Nelle virate strette, tuttavia, perdevano fino al 60% della velocità, ed erano molto difficili da manovrare[3].
Propulsione
I sistemi di propulsione delle due navi erano costituiti da due turbine AEG-Vulcan; il vapore era fornito da due caldaie a tubi d'acqua a doppio fondo tipo Marine Doppelkessel, alimentate a carbone, e da quattro caldaie a doppio fondo tipo Öl-Marine, alimentate a olio combustibile[9]. Le turbine azionavano una coppia di eliche a vite a tre pale, da 3,2 metri di diametro. I motori avevano una potenza nominale di 33 000 hp (25 000 kW), che garantiva una velocità massima di 28 nodi (52 km/h). Durante le prove, il Brummer raggiunse una potenza di 42 797 hp (31 914 kW) mentre il Bremse raggiunse i 47 748 hp (35 606 kW)[3]; con un carico leggero, le navi raggiunsero una velocità massima media di 30,2 nodi (55,9 km/h). Le navi erano capaci di raggiungere velocità fino a 34 nodi (63 km/h), sebbene solo per brevi intervalli[9][10].
La capacità di stoccaggio del carbone era di 300 tonnellate come previsto dal progetto, sebbene fosse possibile trasportarne fino a 600 tonnellate; la capacità dei serbatoi di olio combustibile era inizialmente di 500 tonnellate, ma poteva essere aumentata fino a 1000 tonnellate. A una velocità di crociera di 12 nodi (22 km/h), le navi potevano navigare per 5800 miglia nautiche, mentre a una velocità superiore di 25 nodi (46 km/h) l'autonomia si riduceva considerevolmente a 1200 miglia nautiche. L'energia elettrica era fornita da due turbogeneratori e un generatore diesel. Il governo era controllato da un singolo, grande timone[3].
Armamento e corazzatura

Le navi erano armate con quattro cannoni da 15 cm SK L/45 in affusti singoli su piedistallo; tutti i pezzi erano posizionati sull'asse longitudinale in modo da poter sparare tutti e quattro di fianco: uno era posizionato a prua sul castello di prua, un secondo tra il primo e il secondo fumaiolo e due erano disposti in coppia sovrapposta a poppa. Questi cannoni sparavano un proiettile dal peso di 45,3 chilogrammi a una velocità alla volata di 840 metri al secondo. I cannoni avevano un'elevazione massima di 30 gradi, che consentiva loro di ingaggiare bersagli fino a 17600 metri; erano riforniti con 600 colpi, per un totale di 150 proiettili per ogni cannone. I Brummer erano inoltre dotati di due cannoni antiaerei da 8,8 cm SK L/45 montati sull'asse centrale a poppa dei fumaioli: questi cannoni sparavano proiettili da 10 kg a una velocità alla volata di 750-770 m/s. Le navi erano inoltre equipaggiate con una coppia di tubi lanciasiluri da 50 cm con quattro siluri, collocati su un supporto girevole posto a centro nave[3][11]. Progettate come posamine, le navi trasportavano fino a 450 mine, a seconda del tipo; due binari correvano lungo il ponte principale fino a poppa per consentire il lancio delle mine dietro la nave[12].
La corazzatura dei Brummer era realizzata in acciaio cementato Krupp. Le navi erano protette da una cintura corazzata posta lungo la linea di galleggiamento, spessa 40 mm a centro nave; prua e poppa non erano corazzate. Il ponte era ricoperto da una piastra corazzata spessa 15 mm. Scudi spessi 50 mm proteggevano gli equipaggi della batteria di cannoni da 15 cm. La torre di comando aveva lati spessi 100 mm e un tetto spesso 20 mm[3]. In cima alla torre di comando si trovava il ponte di comando, che includeva una sala di cartografia dotata di protezioni antischegge. Tutti e tre i fumaioli erano dotati di una piastra frontale in acciaio per la protezione dalle schegge[12].
Unità
| Nome | Costruttore | Impostazione | Varo | Entrata in servizio | Destino finale |
|---|---|---|---|---|---|
| SMS Brummer | AG Vulcan | 24 aprile 1915 | 11 dicembre 1915 | 2 aprile 1916 | Coinvolto nell'autoaffondamento della flotta tedesca a Scapa Flow il 21 giugno 1919; lo scafo non è mai stato recuperato e giace ancora sul fondale di Scapa Flow |
| SMS Bremse | AG Vulcan | 27 aprile 1915 | 11 marzo 1915 | 1º luglio 1916 | Coinvolto nell'autoaffondamento della flotta tedesca a Scapa Flow il 21 giugno 1919; lo scafo venne recuperato nel 1929 e avviato alla demolizione |
Note
- 1 2 Dodson & Nottelmann, p. 190.
- 1 2 3 Novik, p. 185.
- 1 2 3 4 5 6 7 Gröner, p. 112.
- ↑ Campbell & Sieche, p. 162.
- ↑ Dodson & Nottelmann, pp. 186, 190–192.
- 1 2 Dodson & Nottelmann, p. 191.
- ↑ Dodson & Nottelmann, pp. 191–192.
- ↑ Gröner, pp. 112–113.
- 1 2 3 Novik, p. 186.
- ↑ Massie, p. 747.
- ↑ Campbell & Sieche, pp. 140, 162.
- 1 2 Novik, p. 188.
Bibliografia
- (EN) N. J. M. Campbell; Erwin Sieche, Germany, in Robert Gardiner; Randal Gray (a cura di), Conway's All the World's Fighting Ships, 1906–1922, Annapolis, Naval Institute Press, 1986, pp. 134-189, ISBN 978-0-85177-245-5.
- (EN) Aidan Dodson, Dirk Nottelmann, The Kaiser's Cruisers 1871–1918, Annapolis, Naval Institute Press, 2021, ISBN 978-1-68247-745-8.
- (EN) Erich Gröner, German Warships: 1815–1945, Annapolis, Naval Institute Press, 1990, ISBN 0-87021-790-9.
- (EN) Robert K. Massie, Castles of Steel: Britain, Germany, and the Winning of the Great War at Sea, New York City, Ballantine Books, 2003, ISBN 978-0-345-40878-5.
- (EN) Anton Novik, The Story of the Cruisers Brummer and Bremse, in Warship International, vol. 3, Toledo, International Naval Research Organization, 1969, pp. 185–189, ISSN 0043-0374.
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