Classe Pillau

Classe Pillau
Il capoclasse Pillau
Descrizione generale
Tipoincrociatore leggero
Numero unità2
In servizio con Kaiserliche Marine
Regia Marina
CostruttoriSchichau-Werke
Entrata in servizio1914-1915
Caratteristiche generali
Dislocamento
  • standard: 4390 t
  • a pieno carico: 5252 t
Lunghezza135,3 m
Larghezza13,6 m
Pescaggio5,98 m
Propulsione2 turbine a vapore; 30 000 hp (22 000 kW)
Velocità27,5 nodi (50,93 km/h)
Autonomia4 300 miglia a 12 nodi (7 964 km a 22,22 km/h)
Equipaggio442
Armamento
Artiglieria8 cannoni da 15 cm SK L/45
2 cannoni da 8,8 cm SK L/45
Siluri2 tubi lanciasiluri da 500 mm
Corazzaturaponte: 80 mm
torre di comando: 75 mm
fonti citate nel corpo del testo
voci di classi di incrociatori presenti su Wikipedia

La classe Pillau fu una classe di incrociatori leggeri della Kaiserliche Marine, composta da due unità entrate in servizio tra il 1914 e il 1915.

Le navi furono inizialmente ordinate dalla Marina imperiale russa nel 1912 e costruite dal cantiere navale Schichau-Werke di Danzica. Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, il governo tedesco confiscò le navi prima del loro completamento e le fece entrare in forza nei ranghi della Kaiserliche Marine. Le navi erano simili nel progetto ad altri incrociatori leggeri tedeschi, sebbene prive di cintura corazzata. Furono i primi incrociatori leggeri tedeschi ad essere equipaggiati con cannoni da 15 cm SK L/45.

Le due unità della classe, lo SMS Pillau e lo SMS Elbing prestarono servizio a lungo nella Hochseeflotte tedesca. Il Pillau partecipò alla battaglia del golfo di Riga nell'agosto del 1915, mentre lo Elbing prese parte al bombardamento di Yarmouth e Lowestoft nell'aprile del 1916. Il mese successivo, entrambe le navi furono pesantemente impegnate nella battaglia dello Jutland dal 31 maggio al 1° giugno; in quell'occasione, lo Elbing mise a segno il primo colpo per entrambe le parti, ma fu accidentalmente speronato e immobilizzato dalla corazzata tedesca SMS Posen durante i confusi combattimenti notturni, e il suo equipaggio fu infine costretto ad autoaffondarlo. Il Pillau continuò a servire nella flotta tedesca fino alla fine della guerra, venendo quindi ceduto alla Regno d'Italia come bottino di guerra; rientrò quindi in servizio con la Regia Marina venendo ribattezzato Bari. L'incrociatore prese quindi parte alla seconda guerra mondiale, anche se operò principalmente in ruoli secondari e di scorta; affondato a Livorno il 28 giugno 1943 in un attacco aereo statunitense, lo scafo fu recuperato e avviato alla demolizione il 13 gennaio 1948.

Il progetto

Nel 1912 la Marina imperiale russa avviò una gara di appalto per la costruzione di una coppia di incrociatori leggeri, rivolgendosi anche a canteri navali esteri; il cantiere navale Schichau-Werke di Danzica (all'epoca ancora parte dell'Impero tedesco) si aggiudicò il contratto, e le due navi furono ordinate dalla Marina russa quello stesso anno sotto il nome di Murav'ëv-Amurskij e Admiral Nevel'skoj rispettivamente[1]. Le due navi furono impostate nel 1913: il Murav'ëv-Amurskij fu varato l'11 aprile 1914, iniziando subito dopo i lavori di allestimento. Allo scoppio della prima guerra mondiale, tuttavia, Russia e Germania si ritrovarono schierate in campi opposti ed entrambe le navi furono requisite dalla Marina tedesca il 5 agosto 1914, venendo ribattezzate rispettivamente Pillau ed Elbing; quest'ultimo fu quindi varato il 21 novembre 1914. Il Pillau e l'Elbing entrarono in servizio nei ranghi della Hochseeflotte della Kaiserliche Marine rispettivamente il 14 dicembre 1914 e il 4 settembre 1915[2].

Caratteristiche

Scafo e propulsione

Il varo del Murav'ëv-Amurskij (poi Pillau) a Danzica l'11 aprile 1914

Le due unità della classe Pillau erano lunghe 134,3 metri alla linea di galleggiamento e 135,3 metri fuori tutto; lo scafo presentava una larghezza di 13,6 metri e un pescaggio di 5,98 metri a prua e 5,31 metri a poppa. Il dislocamento standard di progetto ammontava a 4390 tonnellate, e saliva a 5252 tonnellate con le unità a pieno carico. Gli scafi delle navi erano costruiti con telai in acciaio trasversali e longitudinali, erano divisi internamente in sedici compartimenti stagni e avevano un doppio fondo che si estendeva per il 51% della lunghezza dello scafo[2]

Le navi avevano un equipaggio di ventuno ufficiali e 421 marinai. A bordo erano trasportate diverse imbarcazioni più piccole, tra cui una barca di pattuglia, una chiatta, due iolle e due dinghy. I Pillau erano buone imbarcazioni da mare, ma erano piuttosto rigide e soffrivano di un forte rollio; gli incrociatori erano manovrabili, ma erano lenti in virata. La sterzata era controllata da un unico grande timone. Perdevano velocità solo leggermente con il mare preso di prua, ma potevano perdere fino al 60% della loro velocità nelle virate strette[3].

L'apparato propulsivo consisteva in due gruppi di turbine a vapore marine che azionavano due eliche da 3,5 metri; le turbine erano progettate per erogare una potenza complessiva di 30 000 hp (22 000 kW). Il vapore per le turbine era generato da sei caldaie a tubi d'acqua] della Yarrow Shipbuilders alimentate a carbone e da quattro caldaie Yarrow alimentate a olio combustibile, collegate a tre fumaioli disposti sull'asse centrale della nave. L'apparato propulsivo consentiva alle navi di raggiungere una velocità massima di 27,5 nodi (50,9 km/h). Le due navi trasportavano 620 tonnellate di carbone e ulteriori 580 tonnellate di olio combustibile, che garantivano loro un'autonomia di circa 4300 miglia nautiche alla velocità di crociera di 12 nodi (8000 km a 22 km/h). Le due navi avevano ciascuna tre turbogeneratori che fornivano una potenza elettrica combinata di 360 kilowatt a 220 Volt[2].

Armamento e corazzatura

Una illustrazione dell'Elbing in navigazione

Secondo il progetto originale, le navi avrebbero dovuto essere armate con otto cannoni a tiro rapido L/55 in calibro 130 mm e con quattro cannoni L/38 da 63 mm, due pezzi entrambi di progettazione russa. Dopo essere state requisite dalla Marina tedesca, l'armamento previsto fu rivisto per essere standardizzato con quello dei nuovi incrociatori tedeschi. Il cannone standard da 10,5 cm SK L/45, utilizzato sui precedenti incrociatori leggeri tedeschi, fu inizialmente preso in considerazione ma venne scartato in favore di un'arma di calibro maggiore. Una volta completate, le navi vennero quindi armate con otto cannoni da 15 cm SK L/45 collocati in affusti singoli: due pezzi erano posizionati affiancati a prua sul castello di prua, quattro erano collocati a centro nave due per lato, e due erano posizionati affiancati a poppa. I Pillau furono i primi incrociatori leggeri tedeschi a montare il cannone da 15 cm[1]. Questi cannoni avevano una gittata di 17600 metri ed erano forniti con un totale di 1024 colpi. Sia il Pillau che l'Elbing furono dotati inizialmente anche di quattro cannoni antiaerei da 5,2 cm SK L/55, i quali tuttavia furono presto sostituiti con una coppia di cannoni antiaerei da 8,8 cm SK L/45. Gli incrociatori erano inoltre equipaggiati con una coppia di tubi lanciasiluri da 50 cm montata sul ponte. Le navi potevano anche trasportare e depositare 120 mine[3].

Poiché erano state ordinate e progettate per la Marina russa, le navi non possedevano una cintura corazzata lungo la linea di galleggiamento come gli altri incrociatori tedeschi contemporanei. La torre di comando aveva lati corazzati spessi 75 mm e un tetto spesso 50 mm. Il ponte era coperto da una piastra corazzata spessa 80 mm a prua, che si riduceva a 20 mm a poppa. Una corazzatura inclinata spessa 40 mm forniva una certa protezione sulla parte superiore dei lati delle navi. I cannoni da 15 cm della batteria di artiglieria principale erano dotati di scudi blindati spessi 50 mm[3].

Unità

Nome Costruttore Impostazione Varo Entrata in servizio Destino finale
SMS Pillau Schichau-Werke 1913 11 aprile 1914 14 dicembre 1914 ceduto all'Italia come preda di guerra nel 1920, entrato in servizio con la Regia Marina e rinominato Bari; affondato in un attacco aereo a Livorno il 28 giugno 1943, lo scafo fu recuperato e avviato alla demolizione il 13 gennaio 1948[4][5]
SMS Elbing Schichau-Werke 1913 21 novembre 1914 4 settembre 1915 affondato il 1º giugno 1916 durante la battaglia dello Jutland dopo una collisione[4]

Note

  1. 1 2 Campbell & Sieche, p. 161.
  2. 1 2 3 Gröner, pp. 110–111.
  3. 1 2 3 Gröner, p. 110.
  4. 1 2 (EN) PILLAU light cruisers (1914 - 1915), su navypedia.org. URL consultato il 27 marzo 2026.
  5. ↑ (EN) BARI light cruiser (1915 / 1920), su navypedia.org. URL consultato il 27 marzo 2026.

Bibliografia

  • N. J. M. Campbell; Erwin Sieche, Germany, in Robert Gardiner; Randal Gray (a cura di), Conway's All the World's Fighting Ships, 1906–1922, Annapolis, Naval Institute Press, 1986, pp. 134-189, ISBN 978-0-85177-245-5.
  • Erich Gröner, German Warships: 1815–1945, Annapolis, Naval Institute Press, 1990, ISBN 0-87021-790-9.

Altri progetti