Classe Wittelsbach

Classe Wittelsbach
La SMS Wittelsbach in navigazione.
Descrizione generale
Tiponave da battaglia pre-dreadnought
Numero unità5
Utilizzatore principale Kaiserliche Marine
Impostazione1899-1900
Entrata in servizio1902-1904
Caratteristiche generali
Dislocamento
  • standard: 11774 t
  • a pieno carico: 12798 t
Lunghezza126,8 m
Larghezza22,8 m
Pescaggio7,95 m
Propulsione6 motori a vapore a tripla espansione; 13 808 hp (10 297 kW)
Velocità18 nodi (33,34 km/h)
Autonomia5 000 miglia a 10 nodi (9 260 km a 18,52 km/h)
Equipaggio33 ufficiali e 650 sottufficiali e comuni
Armamento
Artiglieria4 cannoni da 24 cm SK L/40
18 cannoni da 15 cm SK L/40
12 cannoni da 8,8 cm SK L/45
Siluri6 tubi lanciasiluri da 450 mm
Corazzaturacintura: 100 - 225 mm
torrette: 250 mm
ponte: 50 mm
fonti citate nel corpo del testo
voci di classi di navi da battaglia presenti su Wikipedia

La classe Wittelsbach fu una classe di navi da battaglia pre-dreadnought della Kaiserliche Marine, composta da cinque unità varate agli inizi del XX secolo. Furono le prime corazzate ordinate in base alla prima legge navale tedesca del 1898, parte del programma di espansione della flotta voluto dall'ammiraglio Alfred von Tirpitz. Le unità della classe erano simili nell'aspetto alle loro predecessore della classe Kaiser Friedrich III, ma avevano una cintura corazzata più estesa; entrambe le classi erano armate di una batteria di quattro cannoni da 24 cm in due torrette binate.

Le corazzate Wittelsbach, Wettin, Mecklenburg e Zähringen prestarono servizio nel I Squadrone per tutta la durata della loro carriera in tempo di pace, dove furono impiegate principalmente in esercitazioni di addestramento e crociere all'estero; la Schwaben fu utilizzata come nave scuola per modernizzare l'unità di addestramento della flotta tedesca. Nel 1910, con l'arrivo delle prime corazzate tipo dreadnought, le navi della classe Wittelsbach furono ritirate dal servizio di prima linea e relegate a compiti di addestramento o semplicemente messe in riserva. Con lo scoppio della prima guerra mondiale nel luglio 1914, le navi tornarono in servizio attivo come IV Squadrone da battaglia della Hochseeflotte, svolgendo compiti di guardia nel Mare del Nord contro i britannici e operazioni limitate nel Mar Baltico contro le forze russe; queste operazioni inclusero il supporto all'attacco tedesco a Libau nel maggio 1915 e la battaglia del golfo di Riga nell'agosto dello stesso anno.

Verso la fine del 1915, il comando navale tedesco decise di dismettere le cinque navi a causa di una combinazione di carenza di equipaggi per navi più importanti e della crescente minaccia dei sommergibili britannici operanti nel Baltico. Le navi furono quindi utilizzate come navi scuola o, nel caso della Mecklenburg, come nave prigione. La Wittelsbach e la Schwaben furono convertite in navi deposito per dragamine nell'ambito degli sforzi postbellici per bonificare i campi minati posati nel Mare del Nord; queste due navi, come pure la Mecklenburg e la Wettin, furono radiateall'inizio degli anni 1920 e successivamente demolite. La Zähringen fu conservata dalla Reichsmarine prima e dalla Kriegsmarine poi dopo essere stata convertita in nave bersaglio radiocomandata, ruolo che svolse fino a quando non fu bombardata e affondata da bombardieri britannici nel 1944 durante la seconda guerra mondiale; il relitto fu infine demolito tra il 1949 e il 1950.

La progettazione

Pianta e profilo delle Wittelsbach tratta dall'annuario navale Brassey del 1905

Le navi della classe Wittelsbach furono le prime corazzate costruite in base alla prima legge navale tedesca del 1898, approvata grazie agli sforzi dell'ammiraglio Alfred von Tirpitz, segretario di Stato del Reichsmarineamt (Ufficio della Marina Imperiale)[1]. Furono progettate dal professor Dietrich, allora capo progettista[2].

Le navi rappresentavano un miglioramento incrementale rispetto alla precedente classe Kaiser Friedrich III. Sebbene il contrammiraglio Emil Felix von Bendemann avesse sostenuto la necessità di un aumento del calibro della batteria principale, passando dai cannoni da 24 centimetri (9,4 pollici) della classe Kaiser Friedrich III ai più potenti cannoni da 28 cm (11 pollici), le navi della classe Wittelsbach furono equipaggiate con lo stesso armamento di cannoni da 24 cm delle Kaiser Friedrich III, ma furono dotate di un tubo lanciasiluri aggiuntivo insieme ad altri miglioramenti[2][3]. La natura incrementale dei cambiamenti portò a due classi di corazzate che erano identiche nella maggior parte degli aspetti importanti, fornendo alla flotta tedesca un gruppo tatticamente omogeneo di dieci corazzate[4].

Lo staff di progettazione prese in considerazione una varietà di altre modifiche rispetto al progetto base delle Kaiser Friedrich III, tra cui la sostituzione di quattro dei cannoni della batteria secondaria collocati in casamatta con una coppia di cannoni da 21 cm (8,3 pollici) montati su torretta girevole, e la riduzione della scala di protezione corazzata per aumentare la velocità massima di 0,75 nodi (1,39 km/h). Sebbene entrambe queste proposte vennero poi respinte, lo spessore effettivo delle piastre corazzate fu considerevolmente ridotto grazie all'adozione della corazza cementata Krupp, che aveva un valore protettivo significativamente maggiore rispetto ai primi processi di produzione dell'acciaio. Il risparmio di peso, combinato con un aumento del 5% della potenza del motore, permise di aumentare la velocità massima di 0,5 nodi (0,93 km/h). La corazza più leggera permise anche l'adozione di una cintura corazzata più completa, che migliorò significativamente le capacità difensive delle nuove navi[2][5][6]. Le Wittelsbach differivano anche dalle navi precedenti per il loro ponte principale, che si estendeva per l'intera lunghezza dello scafo; nelle navi della classe Kaiser Friedrich III, invece, il ponte principale era più ridotto a poppa[7].

Caratteristiche principali

Scafo

La cerimonia di varo della Schwaben il 19 agosto 1901

Le navi della classe Wittelsbach erano lunghe 125,2 metri alla linea di galleggiamento e 126,8 metri fuori tutto. Il loro scafo aveva una larghezza di 22,8 metri e un pescaggio di 7,95 metri a prua. Le Wittelsbach erano progettate per dislocare 11774 tonnellate con un carico standard, salendo fino a 12798 tonnellate quando a pieno carico di combattimento. Gli scafi delle navi della classe Wittelsbach erano costruiti con telai in acciaio trasversali e longitudinali. Le lamiere dello scafo in acciaio erano rivettate alla struttura creata dai telai. Lo scafo era diviso in 14 compartimenti stagni e includeva un doppio fondo che correva per il 70% della sua lunghezza[8].

Nella Marina tedesca, le navi erano considerate eccellenti imbarcazioni da mare con un rollio di facile gestione; le navi rollavano fino a 30° con un periodo di 10 secondi. Le navi manovravano facilmente: con il timone al massimo perdevano fino al 60% della velocità e si inclinavano di oltre 9°. Tuttavia soffrivano di forti vibrazioni, in particolare a poppa, quando procedevano ad alte velocità. Avevano anche una prua molto bagnata dalle onde, anche con mare moderato[9].

Le navi avevano un equipaggio di 33 ufficiali e 650 marinai, con ulteriori 13 ufficiali e 66 marinai quando fungevano da ammiraglia di squadriglia. Quando fungevano da seconda nave comando, all'equipaggio standard si aggiungevano 9 ufficiali e 44 marinai. La Wittelsbach e le sue gemelle trasportavano un certo numero di imbarcazioni più piccole, tra cui due barche di picchetto, due lance, una pinaccia, due cutter, due iolle e due scialuppe[9].

Propulsione

Uno spaccato di un'unità della classe tratto a una pubblicazione tedesca del 1914

Le cinque navi della classe Wittelsbach avevano ciascuna tre motori a vapore a tripla espansione a tre cilindri. I motori esterni azionavano un'elica a tre pale di 4,8 metri di diametro; l'albero centrale azionava un'elica a quattro pale leggermente più piccola, di 4,5 metri di diametro. Per produrre il vapore necessario ad alimentare i motori, ogni nave aveva sei caldaie di tipo marino, ad eccezione della Wettin e della Mecklenburg che avevano sei caldaie Thornycroft, insieme a sei caldaie cilindriche trasversali. Il governo delle navi era controllato da un unico grande timone. L'energia elettrica era fornita da quattro generatori che producevano ciascuno 230 kilowatt a 74 volt, sebbene nella Wittelsbach i generatori fossero valutati a 248 kilowatt[9].

Il sistema di propulsione aveva una potenza nominale di 14000 cavalli vapore metrici (13808 cavalli vapore angolari) che garantiva una velocità massima di 18 nodi (33 km/h) ma, durante le prove, le cinque navi ebbero prestazioni significativamente diverse. La Schwaben, la nave più lenta, raggiunse 13253 cavalli vapore ed era in grado di navigare solo a 16,9 nodi (31,3 km/h). La Wettin, la più veloce, superò leggermente la sua velocità di progetto a 18,1 nodi (33,5 km/h) generando una potenza di 15530 cavalli vapore. Le navi trasportavano 650 tonnellate di carbone nelle loro stive, ma la capacità di trasporto poteva essere quasi triplicata a 1800 tonnellate utilizzando spazi aggiuntivi nelle navi; ciò garantiva un'autonomia massima di 5000 miglia nautiche (9260 km) a una velocità di crociera di 10 nodi (19 km/h)[8].

Armamento

La Wettin fotografata nel 1907 circa

Le navi erano quasi identiche nell'armamento alla precedente classe Kaiser Friedrich III. L'armamento principale consisteva in una batteria di quattro cannoni SK L/40 da 24 cm collocati in torrette binate una a prua e una a poppa della sovrastruttura centrale. I cannoni erano montati in torrette modello C/98, che consentivano un'elevazione di 30° e una depressione di -5°. Alla massima elevazione, i cannoni potevano colpire bersagli fino a 16900 metri di distanza. I cannoni sparavano proiettili da 140 chilogrammi a una velocità alla volata di 835 metri al secondo. Ogni cannone era fornito di una riserva di 85 proiettili, per un totale di 340. Le torrette erano azionate idraulicamente[10][11].

L'armamento secondario comprendeva diciotto cannoni SK L/40 da 15 cm: quattro erano montati in torrette singole a centro nave e i restanti erano montati in casematte lungo la parte centrale dello scafo. Le casematte erano situate al livello del ponte principale, il che le rendeva difficili da usare in caso di mare mosso[4]. Questi cannoni sparavano proiettili perforanti a una cadenza di 4-5 colpi al minuto. Le navi trasportavano 120 proiettili per cannone, per un totale di 2160 colpi. I cannoni potevano abbassarsi fino a -7 gradi ed elevarsi fino a 20 gradi, per una gittata massima di 13700 metri. I proiettili pesavano 51 chilogrammi e venivano sparati a una velocità alla volata di 735 metri al secondo. I cannoni venivano elevati e puntati manualmente[11][12].

Le navi trasportavano anche dodici cannoni a tiro rapido SK L/30 da 8,8 cm[9], anch'essi montati in casematte e su affusti girevoli. Questi cannoni erano forniti con un numero di proiettili compreso tra 170 e 250 per cannone, e sparavano un proiettile da 7,04 kg a una velocità alla volata di 590 metri al secondo. La loro cadenza di fuoco era di circa 15 colpi al minuto; i cannoni potevano ingaggiare bersagli fino a 6890 metri di distanza. Gli affusti dei cannoni erano azionati manualmente[11][13].

L'armamento delle navi era infine completato da dodici cannoni automatici da 3,7 cm[9]. Le navi disponevano inoltre di sei tubi lanciasiluri da 45 cm, tutti sommersi nello scafo: uno era a prua, un altro a poppa e due su ciascun lato[9]. Questi potevano lanciare un siluro lungo 5,1 metri il quale trasportava una testata di TNT da 87,5 kg. Potevano essere impostate a due velocità per diverse gittate: a 26 nodi (48 km/h), i siluri avevano una gittata di 800 metri; a una velocità aumentata di 32 nodi (59 km/h) la gittata si riduceva a 500 metri[14].

Corazzatura

Una litografia del 1902 raffigurante la Mecklenburg

Le cinque unità della classe Wittelsbach disponevano di una corazzatura realizzata con acciaio cementato Krupp. I loro ponti corazzati avevano uno spessore di 50 mm, con lati inclinati il cui spessore variava da 75 a 120 mm. La sezione inclinata del ponte lo collegava al bordo inferiore della cintura corazzata principale, che era spessa 225 mm nella cittadella centrale dove proteggeva i depositi di munizioni e il sistema di propulsione delle navi. Il collegamento del ponte inclinato al bordo inferiore della cintura forniva una protezione aggiuntiva agli interni delle navi contro i proiettili che penetravano la cintura. A prua e a poppa delle torrette della batteria principale, la cintura si riduceva a uno spessore di 100 mm; la prua e la poppa non erano protette da alcuna corazzatura. L'intera lunghezza della cintura era rinforzata da 100 mm di tavole in legno di teak[5][8].

Direttamente sopra la cintura principale, i cannoni da 15 cm in casamatta erano protetti da una fascia di lamiera d'acciaio spessa 140 mm. I cannoni da 15 cm nelle torrette erano più esposti e quindi leggermente meglio protetti: la loro corazzatura laterale era aumentata a 150 mm, con scudi per i cannoni spessi 70 mm. Le torrette dei cannoni da 24 cm avevano la corazzatura più pesante a bordo della nave, con lati spessi 250 mm e tetti spessi 50 mm. Anche la torre di comando di prua aveva una corazzatura di 250 mm, sebbene il suo tetto fosse spesso solo 30 mm. La torre di comando di poppa era molto meno protetta: i suoi lati erano spessi solo 140 mm, il tetto era spesso 30 mm[8].

La configurazione della corazzatura delle navi era paragonabile a quella di molte navi straniere contemporanee: erano protette in modo simile alle corazzate britanniche di classe Formidable e classe London e, sebbene le loro cinture fossero più sottili di quelle della classe République francese o della russa Cesarevič, non soffrivano degli scafi non corazzati (e molto vulnerabili) sopra la cintura che caratterizzavano le corazzate francesi e russe[15].

Unità

Nome Costruttore[9] Impostazione Varo[9] Entrata in servizio[9] Destino finale[9]
SMS Wittelsbach Kaiserliche Werft, Wilhelmshaven 30 settembre 1899[2] 3 luglio 1900 15 ottobre 1902 Trasformata in nave deposito nel 1919; radiata dal servizio l'8 marzo 1921 e avviata alla demolizione
SMS Wettin Schichau-Werke, Danzica 10 ottobre 1899[16] 6 giugno 1901 1º ottobre 1902 Radiata dal servizio l'11 marzo 1920 e avviata alla demolizione
SMS Zähringen Germaniawerft, Kiel 21 novembre 1899[17] 12 giugno 1901 25 ottobre 1902 Trasformata in pontone negli anni 1920, quindi in nave bersaglio radiocomandata nel 1926-1927; affondata in un bombardamento aereo nel 1944, lo scafo fu recuperato e demolito nel 1949–1950
SMS Schwaben Kaiserliche Werft, Wilhelmshaven 15 settembre 1900[18] 19 agosto 1901 13 aprile 1904 Trasformata in nave deposito nel 1919; radiata dal servizio l'8 marzo 1921 e avviata alla demolizione
SMS Mecklenburg AG Vulcan, Stettino 15 maggio 1900[19] 9 novembre 1901 25 maggio 1903 Radiata dal servizio il 27 gennaio 1920 e avviata alla demolizione

Note

Bibliografia

  • (EN) N. J. M. Campbell, Erwin Sieche, Germany, in Robert Gardiner, Randal Gray (a cura di), Conway's All the World's Fighting Ships 1906–1921, Londra, Conway Maritime Press, 1986, pp. 134–189, ISBN 978-0-85177-245-5.
  • (EN) Aidan Dodson, The Kaiser's Battlefleet: German Capital Ships 1871–1918, Barnsley, Seaforth Publishing, 2016, ISBN 978-1-84832-229-5.
  • (EN) Norman Friedman, Naval Weapons of World War One: Guns, Torpedoes, Mines and ASW Weapons of All Nations; An Illustrated Directory, Annapolis, Naval Institute Press, 2011, ISBN 978-1-84832-100-7.
  • (DE) Axel Grießmer, Die Linienschiffe der Kaiserlichen Marine: 1906–1918; Konstruktionen zwischen Rüstungskonkurrenz und Flottengesetz, Bonn, Bernard & Graefe Verlag, 1999, ISBN 978-3-7637-5985-9.
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  • (EN) Holger Herwig, "Luxury" Fleet: The Imperial German Navy 1888–1918, Amherst, Humanity Books, 1998, ISBN 978-1-57392-286-9.
  • (DE) Hans H. Hildebrand, Albert Röhr, Hans-Otto Steinmetz, Die Deutschen Kriegsschiffe: Biographien – ein Spiegel der Marinegeschichte von 1815 bis zur Gegenwart, vol. 5, Ratingen, Mundus Verlag, 1993, ISBN 978-3-7822-0456-9.
  • (DE) Hans H. Hildebrand, Albert Röhr, Hans-Otto Steinmetz, Die Deutschen Kriegsschiffe: Biographien – ein Spiegel der Marinegeschichte von 1815 bis zur Gegenwart, vol. 6, Ratingen, Mundus Verlag, 1993, ISBN 978-3-7822-0237-4.
  • (DE) Hans H. Hildebrand, Albert Röhr, Hans-Otto Steinmetz, Die Deutschen Kriegsschiffe: Biographien – ein Spiegel der Marinegeschichte von 1815 bis zur Gegenwart, vol. 7, Ratingen, Mundus Verlag, 1993, ISBN 978-3-7822-0267-1.
  • (DE) Hans H. Hildebrand, Albert Röhr, Hans-Otto Steinmetz, Die Deutschen Kriegsschiffe: Biographien – ein Spiegel der Marinegeschichte von 1815 bis zur Gegenwart, vol. 8, Ratingen, Mundus Verlag, 1993.
  • (EN) Hugh Lyon, Germany, in Robert Gardiner, Roger Chesneau, Eugene M. Kolesnik (a cura di), Conway's All the World's Fighting Ships 1860–1905, Greenwich, Conway Maritime Press, 1979, ISBN 978-0-85177-133-5.

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