Classificazione probabilistica

Nell'apprendimento automatico e settori affini, un classificatore probabilistico è un classificatore in grado di restituire, data un'osservazione di input, una distribuzione di probabilità di appartenenza alle classi (mutuamente esclusive) di un insieme predefinito, piuttosto che predire la classe più probabile. I classificatori probabilistici possono essere utili in sé [1] o combinati con altri classificatori in un modello ensemble.

Tipi di classificazione

Formalmente, un classificatore "ordinario" è una regola, ovvero una funzione, che assegna a un campione l'etichetta di una classe :

I campioni provengono da un insieme (ad esempio, un insieme di documenti o di immagini), mentre le etichette delle classi formano un insieme finito definito preliminarmente.

I classificatori probabilistici generalizzano tale nozione di classificatore: invece di funzioni, essi sono distribuzioni condizionali , il che significa che per un dato , assegnano probabilità a tutte le etichette (quindi a somma unitaria). La classificazione "rigida" può quindi essere ricavata utilizzando la regola decisionale ottimale [2] 

ossia la classe predetta è quella con probabilità più alta.

In statistica, i classificatori probabilistici binari sono anche detti modelli di regressione binaria. In econometria, la classificazione probabilistica in generale viene definita come scelta discreta.

Alcuni modelli di classificazione, come il classificatore Naive Bayes, la regressione logistica (multinomiale) e i percettroni multistrato (se addestrati con un'opportuna funzione obiettivo), sono intrinsecamente probabilistici. Altri modelli, come le SVM, non lo sono, ma esistono metodi per trasformarli in classificatori probabilistici.

Addestramento

Alcuni modelli, come la regressione logistica, sono addestrati come modelli discrminativi condizionati: ottimizzano direttamente la probabilità condizionata su un training set (si veda la voce sulla minimizzazione del rischio empirico).

Altri classificatori, come il Naive Bayes, vengono addestrati in modalità generativa ossia mirando a ottimizzare : in fase di addestramento, si trovano le distribuzioni condizionate rispetto alle classi e la distribuzione a priori derivando poi usando la regola di Bayes.[2]

Calibrazione della probabilità

Non tutti i modelli di classificazione sono naturalmente probabilistici, e alcuni che lo sono, in particolare i classificatori Naive Bayes, gli alberi di decisione e i metodi di boosting, producono distribuzioni di probabilità delle classi distorte.[3] Nel caso degli alberi di decisione, dove è la proporzione di campioni di addestramento con etichetta nella foglia in cui finisce , queste distorsioni si verificano perché gli algoritmi di apprendimento (come C4.5 o CART) mirano esplicitamente a produrre foglie omogenee (assegnando probabilità vicine a 0 o 1 e quindi con un bias elevato) pur utilizzando pochi campioni per stimare la proporzione in questione (con alta varianza).[4]

Un esempio di grafico di calibrazione

La calibrazione può essere valutata utilizzando un grafico di calibrazione (chiamato anche diagramma di affidabilità).[3] Un grafico di calibrazione mostra la proporzione di elementi in ciascuna classe per bande di probabilità o punteggi predetti (quali, ad es., una distribuzione di probabilità distorta o la "distanza con segno dall'iperpiano" in una SVM). Deviazioni dalla funzione identità denotano un classificatore scarsamente calibrato per il quale le probabilità o i punteggi predetti non possono essere utilizzati come probabilità. In questo caso è possibile utilizzare un metodo per trasformare questi punteggi in probabilità di appartenenza alla classe opportunamente calibrate.

Nel caso binario, un approccio comune è quello di applicare il metodo di scalatura di Platt, che apprende un modello di regressione logistica sui punteggi.[5] Il metodo alternativo che utilizza invece la regressione isotonica [6] risulta generalmente migliore del metodo di Platt a patto che siano disponibili sufficienti dati di addestramento.[3]

Nel caso multiclasse, si può ricorrere a una decomposizione del problema in compiti binari, seguita da calibrazione univariata con uno degli algoritmi descritti in precedenza e dalla successiva applicazione dell'algoritmo di abbinamento a coppie di T. Hastie e R. Tibshirani.[7]

Valutazione della classificazione probabilistica

Modelli valutati in base ad accuratezza, calibrazione, sharpness (minima incertezza) e dispersione (incertezze simili ovunque).

Una regola di scoring è un metodo utilizzato per assegnare punteggi a coppie di probabilità predette e risultati discreti effettivi, in modo da poter confrontare diversi metodi predittivi. Tali regole vengono utilizzate per confrontare la probabilità predetta con i risultati osservati; fra queste si annoverano, ad esempio, la loss logaritmica, lo score di Brier, il CRPS (punteggio continuo di probabilità ordinata) e altri.

Aspetti specifici come accuratezza, calibrazione, precisione o dispersione possono variare da un classificatore probabilistico all'altro e possono essere oggetto di indagini specifiche.

Le metriche degli errori di calibrazione mirano a quantificare la misura in cui gli output di un classificatore probabilistico siano ben calibrati. Come ha affermato Philip Dawid, "un predittore è ben calibrato se, ad esempio, degli eventi a cui assegna una probabilità del 30%, la proporzione a lungo termine effettivamente registrata risulta essere del 30%".[8] Il contributo basilare nel campo della misurazione dell'errore di calibrazione è rappresentato dalla metrica dell'Errore di Calibrazione Atteso (ECE).[9] Lavori più recenti propongono varianti dell'ECE volte a superare limiti della metrica che possono emergere quando i punteggi dei classificatori si concentrano su un sottoinsieme ristretto di [0,1], tra queste l'Errore di Calibrazione Adattivo (ACE) [10] e l'Errore di Calibrazione Basato su Test (TCE).[11]

Implementazioni software

Note

  1. ↑ Trevor Hastie, Robert Tibshirani e Jerome Friedman, The Elements of Statistical Learning, 2009, p. 348, ISBN 978-0387952840.
    «In data mining applications the interest is often more in the class probabilities themselves, rather than in performing a class assignment.»
  2. 1 2 Christopher M. Bishop, Pattern Recognition and Machine Learning, Springer, 2006, ISBN 9780387310732.
  3. 1 2 3 (EN) Alexandru Niculescu-Mizil e Rich Caruana, Predicting good probabilities with supervised learning, ACM Press, 2005, pp. 625–632, DOI:10.1145/1102351.1102430.
  4. ↑ (EN) Zadrozny, Bianca e Elkan, Charles, Obtaining calibrated probability estimates from decision trees and naive Bayesian classifiers, in Morgan Kaufmann, 2001, pp. 609–616, ISBN 978-1-55860-778-1.
  5. ↑ John Platt, Probabilistic outputs for support vector machines and comparisons to regularized likelihood methods (PDF), in Advances in large margin classifiers, vol. 10, n. 3, 1999, pp. 61–74.
  6. ↑ (EN) Bianca Zadrozny e Charles Elkan, Transforming classifier scores into accurate multiclass probability estimates, ACM, 23 luglio 2002, pp. 694–699, DOI:10.1145/775047.775151.
  7. ↑ Trevor Hastie e Robert Tibshirani, Classification by pairwise coupling, in The Annals of Statistics, vol. 26, n. 2, 1º aprile 1998, DOI:10.1214/aos/1028144844.
  8. ↑ (EN) A. P. Dawid, The Well-Calibrated Bayesian, in Journal of the American Statistical Association, vol. 77, n. 379, 1982-09, pp. 605–610, DOI:10.1080/01621459.1982.10477856.
  9. ↑ (EN) Mahdi Pakdaman Naeini, Gregory Cooper e Milos Hauskrecht, Obtaining Well Calibrated Probabilities Using Bayesian Binning, in Proceedings of the AAAI Conference on Artificial Intelligence, vol. 29, n. 1, 21 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2026).
  10. ↑ Jeremy Nixon, Michael W. Dusenberry e Linchuan Zhang, Measuring calibration in deep learning. (PDF), in CVPR workshops, vol. 2, 2019.
  11. ↑ (EN) Takuo Matsubara, Niek Tax, Richard Mudd, Ido Guy, TCE: A Test-Based Approach to Measuring Calibration Error, su arXiv.org, 25 giugno 2023.
  12. ↑ MoRPE, su GitHub. URL consultato il 17 febbraio 2023.