Claude Michallon

Claude Michallon (Lione, gennaio 1752 – Parigi, 17 settembre 1799) è stato uno scultore francese.
Biografia
Formazione
Figlio di Jean Michallon, mastro fonditore e mercante, e di Marguerite Bourget, Claude Michallon sviluppa un gusto per la scultura fin dall'infanzia, tanto che studia inizialmente disegno alla Scuola di disegno di Lione con lo scultore Antoine-Michel Perrache (1726-1799). Nel 1774 Michallon viene mandato a Parigi per studiare scultura all'École des Beaux-Arts, dove diventa allievo di Charles-Antoine Bridan (1730-1805) e poi di Guillaume Coustou figlio, che lo impiega per realizzare i mascheroni del palazzo del Louvre[1].
Dal 1779 al 1784 concorre per il primo premio dell'Accademia Reale di Pittura e Scultura senza vincerlo, ma nel 1785 ottiene il gran premio di scultura con un bassorilievo raffigurante Bruto che condanna a morte i propri figli. Si trasferisce quindi all'Accademia di Francia a Roma, dove rimane per sei anni, fino al 1791. Il suo soggiorno all'Accademia è movimentato: l'Accademia accoglie infatti un gran numero di artisti francesi, ma è sempre più difficile sostenere finanziariamente tutti gli studenti, che a volte sono lasciati a se stessi. Inoltre, il governo pontificio non apprezza la presenza degli artisti francesi a Roma perché nel dicembre 1789 scopre l'esistenza di una loggia massonica, quella della “Réunion des amis sincères” (Riunione degli amici sinceri). Questa loggia attira l'attenzione sugli artisti francesi, anche su quelli che non ne fanno parte, come Michallon. Quest'ultimo rimane a Roma fino al 1791 senza essere disturbato, ma decide comunque di partire per Firenze e lascia definitivamente l'Italia nel 1793[2].
L'opera
Tornato a Parigi, riceve commissioni per statue colossali in occasione delle feste nazionali e vince diversi premi assegnati dal Comitato di Istruzione Pubblica. Partecipa a diversi progetti di abbellimento della città di Parigi, vincendo il concorso con un progetto per il terrapieno del Pont Neuf, e modella un colosso nudo che doveva essere fuso in bronzo ma che non è mai stato realizzato. Realizza anche per il palazzo dove sedeva il Consiglio dei Cinquecento una statua a figura intera di Catone Uticense nel momento in cui delibera di darsi la morte[1].
Claude Michallon presenta il suo gruppo in marmo di Aconzio e Cidippe al Salon del 1793 a Parigi e, nello stesso anno, partecipa all'allestimento museografico del Muséum central des Arts de la République, l'attuale Museo del Louvre. Viene incaricato di montare sei grifoni in cartone dorato sul supporto in legno del Grande tavolo di breccia viola che si trova nella Galleria d'Apollo. Nel 1794 vince nuovamente un concorso indetto dal Comitato di salute pubblica per una Figura allegorica del Popolo. A partire dal 1796, realizza dei busti per il Museo dei Monumenti Francesi su commissione del suo conservatore Alexandre Lenoir (1761-1839). Non sappiamo se Michallon sia riuscito a realizzare tutti gli ordini, ma Lenoir gli commissiona sei busti di artisti o studiosi francesi che hanno segnato la storia di Francia. Il busto di Johann Joachim Winckelmann fu commissionato da Alexandre Lenoir nel 1797, ma Michallon morì nel 1799 e l'incarico fu quindi affidato allo scultore Louis Pierre Deseine.
Realizza anche diversi modelli di pendoli che riscuotono un certo successo, tra cui Amore e Psiche, che è stato utilizzato per la creazione del Grande pendolo dell'epoca Impero del XIX secolo, realizzato da Pierre-Philippe Thomire[3].
La vita

Durante il suo soggiorno all'Accademia di Francia a Roma, stringe amicizia con diversi artisti, tra cui i pittori Philippe Auguste Hennequin e Jean-Germain Drouais. Michallon sarà inoltre incaricato di realizzare una stele funeraria in memoria di Jean-Germain Drouais dopo la sua morte, avvenuta nel 1788, nella chiesa di Santa Maria in Via Lata a Roma[4]. Il monumento raffigura la Pittura, la Scultura e l'Architettura che piangono la morte prematura di Drouais e la Pittura che traccia il nome di Drouais su una piramide. Questa stele sarà un modello per i successivi monumenti funebri del neoclassicismo e consentirà lo sviluppo della fama postuma del pittore morto all'età di 24 anni. La stele divenne rapidamente famosa in Francia, tanto che Claude Michallon ne donò il modello in gesso ad Alexandre Lenoir nel 1796 per il suo Musée des Monuments français, dove la espose. Alexandre Lenoir divenne anche suo amico e gli rese omaggio scolpendo un busto con le sue sembianze tra il 1797 e il 1798.
Claude Michallon è stato anche un artista impegnato: tra il 1792 e il 1799 l'Italia cade gradualmente sotto l'influenza della Francia, mentre la Campagna d'Italia, che si svolge tra il 1796 e il 1797, ne consolida completamente il potere[2]. Durante questi eventi, la Francia desidera riportare dall'Italia alcune opere originali. Michallon si schierò contro questi furti e il 20 agosto 1796 dichiarò sul Journal de Paris di aderire alla proposta avanzata dall'incisore Jean-Michel Moreau di lasciare le opere originali in Italia e di eseguire delle copie per la Francia. Firmò anche una protesta degli artisti contro il furto di queste opere italiane.
Nel 1797 sposò Marie-Madeleine Cuvillon, dalla quale ebbe un figlio, Achille Etna Michallon (1796-1822), famoso pittore dell'inizio del XIX secolo. Claude Michallon morì nel 1799 a Parigi cadendo da un'impalcatura mentre lavorava alla decorazione del Théâtre Français[1].
Opere
- Lione: Stele funeraria del mausoleo di Jean-Germain Drouais, Le Arti riunite scrivono il nome di Drouais sulla sua tomba, Museo delle Belle arti.
- Versailles:
- Busto in marmo di Jean Goujon, eseguito con Francis Guillaume, reggia di Versailles
- Busto di Nicolas-Claude Fabri de Peiresc, reggia di Versailles
- Roma: Giunone
- Ubicazioni ignote:
- Bruto condanna a morte i propri figli, 1785.
- Aconzio e Cidippe, presentato al Salon del 1793.
- I sei busti commissionati da Alexandre Lenoir tra il 1796 e il 1798:
- Catone Uticense, palazzo del Consiglio dei Cinquecento.
- Psiche incorona Amore, modello del pendolo di Pierre Philippe Thomire.
Note
- 1 2 3 (FR) Blanc Charles, Histoire des peintres de toutes les écoles, Ecole française, III, Jules Renouard, 1863, p. 22.
- 1 2 (FR) La Révolution française et l'Europe 1789-1799, Parigi, Editions de la Réunion des musées nationaux, 1989.
- ↑ (EN) Rouillac, Pendola con Amore e Psiche, su www.rouillac.com. URL consultato il 30 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
- ↑ Rudolph Stella, 1789: Claude Michallon e i pensionari per la morte del Drouais, in Labyrinthos, III, n. 5-6, 1984.
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Collegamenti esterni
- Michallon, Claude, su sapere.it, De Agostini.
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