Cleobulina Cotenna

Cleobulina Cotenna (Monte San Quirico, 5 ottobre 1810 – Monte San Quirico, 23 dicembre 1874) è stata una scrittrice e patriota italiana.

Biografia

Nata in una famiglia aristocratica di Monte San Quirico, cresce in un ambiente culturalmente stimolante e politicamente molto attivo. Figlia di Gaetana Del Rosso[1], poetessa e patriota, e di Giovan Vincenzo Lodovico Cotenna, giurista, giacobino e poeta, politico di ruolo nei governi democratici lucchesi[2]; il padre le assegna il nome di Cleobulina in onore a Cleobulo, uno dei sette sapienti greci[3]. Perde i fratelli in tenera età e, dopo la morte del tredicenne Guicciardino, rimane l’unica discendente. Donna colta, appassionata di letteratura, musica e medicina tradizionale, compone poesie, novelle ed epigrafi in latino. Cresciuta in un ambiente patriottico, la casa familiare divenuta centro di vita democratica, circolo letterario, e meta e rifugio di perseguitati politici, contribuisce anche lei attraverso la scrittura e il proselitismo alla diffusione del movimento risorgimentale .

Nel 1834 sposa Gabriello Leonardi[4], patriota e volontario nella Prima guerra d’Indipendenza. Hanno sette figli, che però muoiono a pochi anni, sopravvivono più a lungo solo Vincenzo, Polissena ed Italico che tuttavia premuoiono ai genitori.

Muore a 64 anni, sola e indigente, dopo aver donato i suoi beni ai bisognosi e alla causa italiana. Nel testamento lascia segni di gratitudine a chi ha amato e servito i suoi figli.

Attività

La precoce alfabetizzazione le permette di scrivere versi dall'età di cinque anni, mentre a sette, per emulare i gesti estremi celebrati da Foscolo con Jacopo Ortis e osannati dalla famiglia, tenta due volte il suicidio, prima tagliandosi una vena e poi gettandosi in un pozzo[5]. A dieci anni scrive poesie patriottiche che ottengono apprezzamenti da parte degli illustri frequentatori (Capponi, Papi, Giordani, Fornaciari...) del salotto fiorentino aperto nel palazzo del nonno materno, il conte Lorenzo Del Rosso, e in quello dell'aristocratico zio Giorgio Libri conte di Bagnano. A tredici anni ha già una vasta produzione di poesie che la madre Gaetana, poetessa stimata da molti suoi contemporanei, raccoglie in quaderni da cui trascrive i testi poetici che ritiene migliori per inviarli ai conoscenti e a coloro che eccellono nell'arte dei componimenti in versi.

Conosce e spesso cita nella corrispondenza opere e brani dei grandi poeti classici, oltre che quelli degli scrittori italiani e inglesi sia del passato, che contemporanei[6]. Ama in particolare Dante, Petrarca, Leopardi, Tasso, Alfieri, Berchet e Silvio Pellico che è in relazione epistolare sia con lei, che con il padre Vincenzo e che talvolta è ospite di Casa Cotenna.[7] Compone poesie e scrive racconti, novelle ed epigrafi in latino. Scrive di getto e non apporta correzioni ai testi in versi (odi, canzoni, epigrammi...) e in prosa che a partire dall'età di trent'anni redige con la mano sinistra poiché la destra le è stata amputata per fermare una gangrena[8].

È talmente immersa nella scrittura che nella scheda anagrafica del censimento del 1861, nella parte relativa alla professione, Cleobulina dichiara che è occupata nella letteratura, nella poesia e azienda domestica[9].

È dotata di un'ottima cultura musicale, oltre che di una bellissima voce e di una precoce abilità nel suonare il pianoforte, ha come maestro Michele Puccini[9], padre di Giacomo Puccini. Destina alla musica, all'opera lirica e alla poesia un ruolo fondamentale per l'unificazione italiana

Attivista risorgimentale

La sua attività dal 1849 al 1859, assieme a quella del padre e della madre, si sviluppa prevalentemente fra Lucca, Coreglia Antelminelli, Livorno e Pisa. Si concentra sul reclutamento di proseliti appartenenti alla borghesia e al proletariato, cercando di diffondere le idee risorgimentali scalfendo le posizioni conservatrici del clero. Vive nel palazzo familiare di Monte San Quirico luogo di incontro e di rifugio per i perseguitati politici e per coloro che sono ai vertici della cospirazione democratica e mazziniana[10]. Favorisce il movimento democratico nazionale ed è in contatto con i liberali di Lucca per incoraggiare i preparativi alla guerra per l'unità nazionale; per i suoi stretti legami con Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi è frequentemente sorvegliata dalla polizia.

Si schiera per il governo di Domenico Guerrazzi che cade nell'aprile 1849; nascono in conseguenza sommosse popolari che a Monte San Quirico si concentrano contro la famiglia Cotenna per i rapporti stretti che intercorrono tra loro. Ci fu anche un tentativo della folla di bruciare il palazzo che Cleobulina riesce a fermare[11]. Fu anche arrestata il 20 giugno 1849 assieme ad altri liberati lucchesi favorevoli a Guerrazzi[2]

A metà marzo 1853 Giuseppe Mazzini in viaggio con passaporto inglese per riorganizzare il movimento è ospite di Casa Cotenna, così come lo sarà la sua compagna Giuditta Sidoli, cofondatrice del giornale "La Giovane Italia"[12]. Fornisce soccorsi ai fuggiaschi per i fatti insurrezionali mazziniani scoppiati a Livorno nel 1849 e fa disertare 25 soldati toscani che entrano a far parte degli insorti. E l'anno successivo aiuta moralmente ed economicamente le famiglie degli arrestati processati a Lucca. Lei stessa è di nuovo arrestata per rifiuto d'obbedienza all'obbligo di confino a Monte San Quirico.

Nel 1859 nel nord Italia scoppia la Seconda guerra di indipendenza e Cleobulina contribuisce economicamente per i sussidi di assistenza e raccoglie un folto gruppo di volontari a cui si uniscono braccianti, studenti e suo figlio sedicenne Vincenzo Leonardi che si arruola con Garibaldi fra i “Cacciatori delle Alpi”. Parte anche lei con loro e raggiunge i campi di battaglia della Lombardia e lì fornisce assistenza ai soldati feriti e partecipa a diversi scontri armati.

Ritorna a Monte San Quirico e nel luglio del 1860 si impegna nel reclutamento dei volontari da inviare in Sicilia sotto la guida di Garibaldi con cui ha una lunga corrispondenza[13]

Credenze soprannaturali

Ritiene di possedere il dono della preveggenza testimoniato da presagi descritti in varie lettere e poi avveratisi in tempi successivi. Predice il terremoto del 13 agosto 1846, la caduta della Repubblica Romana nel 1849 e la ritirata di Garibaldi da Roma. Prevede la morte del padre Vincenzo e della figlia sedicenne Polissena. Collega gli sviluppi della scienza relativa all'elettricità e al magnetismo alla teoria della metempsicosi evidenziando la correlazione fluido-magnetica che si sviluppa fra le anime e che fa trasferire l'energia vitale eroica dei grandi del passato (dei Catoni e Iulii) negli uomini comuni del presente che sono spinti ad amare la patria[14][15].

Scritti

Dal 1848 dopo le perquisizioni in casa Cotenna distrugge gran parte della sua corrispondenza, ed in particolare i carteggi con i cospiratori. Rimane parte della corrispondenza epistolare e della produzione poetica che lei stessa ritiene di non dover distruggere. Nelle lettere e nelle poesie esalta il valore delle donne e fra le sue contemporanee esalta Teresa Confalonieri, Cristina Belgioioso, Teresa Bandiera, ritenendo Anita Garibaldi il massimo esempio di passione civile e patriottica[16].

Nelle poesie superstiti miscela i miti del mondo classico ad un presente dominato dall'amore per la patria, ne è esempio l'ode In segno di fratellanza umana[17]. Alcuni epigrammi sono dedicati a Piero Maroncelli, Ciro Menotti, Giuseppe Montanelli e Silvio Pellico con i quali intrattiene un rapporto di stima e amicizia.

Scrive anche racconti e novelle ambientati a San Quirico e ispirati a fatti realmente accaduti o che ripercorrono le proprie memorie.

Poesie

Elcune delle sue poesie:

  • Riflessioni messe in bocca a Silvio Pellico nel Career duro,
  • Rimembranze di alcune consolazioni e amarezze provate da Silvio Pellico nelle sue Prigioni
  • la Canzone improvvisata
  • Genio d'Italia
  • Italia e La Vittoria
  • la Risposta alVaddio alVItalia di Montanelli
  • Mirando il ritratto di Dante,
  • Su, Italiani, Fratelli, sorgete
  • Sotto lo schifoso ritratto dello spione Minardi
  • Sotto la nobile effigie di Ciceruacchio...
  • A Garibaldi[18]

Damnatio memoriae

Definita la pazza demagoga di Monte San Quirico, subisce una sistematica cancellazione della sua esistenza perpetuatasi nel tempo anche per la mancanza di eredi sopravvissuti alla sua morte e per la perdita e la dispersione di tutto il suo patrimonio compreso quello cartaceo che lei stessa ha distrutto per mantenere la segretezza dei carteggi epistolari.

La sua memoria fu recuperata in occasione delle celebrazioni nel 2011 per i 150 anni dell'Unità d'Italia attraverso la valorizzazione dei documenti autografi raccolti da Augusto Mancini[19].

Intitolazioni

Il Comune di Lucca le ha intitolato una piccola piazza accanto al Mercato ortofruttifero.

Note

  1. ↑ Gaetana Del Rosso, su enciclopediadelledonne.it. URL consultato il 9 aprile 2025.
  2. 1 2 Vincenzo Cotenna, su treccani.it. URL consultato il 9 aprile 2025.
  3. ↑ Vincenzo Cotenna, patriota e letterato, su parrocchie.it, Parrocchia di San Quirico. URL consultato il 31 agosto 2025.
  4. ↑ Coreglia ricorda Garibaldi (PDF), su comune.coreglia.lu.it. URL consultato il 9 aprile 2025.
  5. ↑ Giuseppe Mancini, Cleobulina Cotenna, p. 38
  6. ↑ La documentazione epistolare è conservata da Giuseppe Mancini discendente del professore Augusto Mancini. Sono circa trecento documenti, prevalentemente a carattere epistolare, quasi completamente relativi a Cleobulina Cotenna.
  7. ↑ Mancini, Un’italiana del popolo, p.28
  8. ↑ Mancini, Un’italiana del popolo, p 10
  9. 1 2 «Un’italiana del popolo». Cleobulina Cotenna. Scritti editi e inediti, su pacinifazzi.it, Maria Pacini Fazzi editore. URL consultato il 31 agosto 2025.
  10. ↑ Cleobulina Cotenna, su museodelrisorgimento.lucca.it, 31 agosto 2023. URL consultato il 9 aprile 2025.
  11. ↑ Mancini, Donne letterate e patriote lucchesi, p. 103
  12. ↑ Franca Bellucci, Forza e soavità nella scrittura politica di Gaetana Del Rosso Cotenna, in Bollettino della Accademia degli Euteleti della Città di San Miniato, n. 75, dicembre 2008, pp. 388).
  13. ↑ Mancini, Donne letterate e patriote lucchesi, pp. 82-103.
  14. ↑ Mancini, Un’italiana del popolo, p 75
  15. ↑ Mancini, Donne letterate e patriote lucchesi, p. 88-89
  16. ↑ Mancini, Un’italiana del popolo, p. 91
  17. ↑ Cleobulina Cotenna, patriota ... In segno di fratellanza italiana....., su enricogiuseppelucamarchi.blogspot.com, 11 maggio 2018. URL consultato il 31 agosto 2025.
  18. ↑ Mancini, Donne letterate e patriote lucchesi, p, 87
  19. ↑ Augusto Mancini, Donne letterate e patriote lucchesi, in La Nuova Antologia, marzo-aprile 1913, pp. 82-104.

Bibliografia

  • Roberto Pizzi, Presenze femminili lucchesi nel Risorgimento:Cleobulina Cotenna in Rassegna Storica Toscana, (2021), n. 2, pp. 289-298.
  • Giuseppe Mancini, Un'Italiana del popolo. Cleobulina Cotenna. Scritti editi e inediti, Lucca, Pacini Fazzi, 2012.;
  • Roberto Pizzi, La famiglia Cotenna di Monte San Quirico e il Risorgimento lucchese in un triangolo ideale che collega Monte San Quirico, Coreglia e Treppignana, Pacini Fazzi, 2011;
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