Cola Montano

Nicola Capponi, detto Cola Montano (Gaggio Montano, ... – Firenze, 1482), è stato un umanista italiano.

Francesco Hayez, La congiura dei Lampugnani, 1826.

Biografia

Figlio di tal Morello, originariario dell'appennino bolognese, Capponi deve il soprannome con cui è ricordato al luogo che gli diede i natali, Gaggio Montano, ove nacque nella prima metà del XV secolo. Già nel 1462 teneva la cattedra di latino nella pubblica scuola di Milano, dove ebbe tra i suoi allievi il giurista Pietro Grassi.[1] Tra i più ferventi promotori dell'arte della stampa, a partire dal 1472 fu socio del tipografo parmigiano Antonio Zarotto.

Spirito irrequieto, non ebbe fortuna alla corte di Milano; dopo il 1466, a detta di Bernardino Corio, sarebbe stato tra i cospitori della congiura organizzata per rovesciare il duca Galeazzo Maria Sforza e restaurare la Repubblica ambrosiana.[2] Il Montano avrebbe istigato i suoi discepoli Girolamo Olgiati, Giovanni Andrea Lampugnani e Carlo Visconti a uccidere il duca, seguendo l'esempio di Armodio e Aristogitone, Catilina, Bruto e Cassio. Al momento dell'assassinio, avvenuto il 26 dicembre 1476, il giorno di Santo Stefano[2], Cola aveva già lasciato Milano. A Firenze, dove si era rifugiato, non ebbe pace; Lorenzo de' Medici, per la parte che egli avrebbe avuto nell'uccisione del duca di Milano e per una fiera invettiva che avrebbe pronunciato contro di lui davanti ai governanti di Lucca, per spingerli ad abbandonare l'alleanza con i Fiorentini e indurli a passare dalla parte di Ferrante d'Aragona, lo fece catturare e impiccare (1482).

Note

  1. ↑ Gigliola Di Renzo Villata, GRASSI, Pietro, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 58, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  2. 1 2 Riccardo Dal Monte, La congiura di Santo Stefano. Il tirannicidio del dissoluto Galeazzo Sforza Milano, 1476, in Le grandi congiure del Rinascimento., collana I volti della storia, Newton Compton Editori, 2023, pp. 204-241, ISBN 9788822773807.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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