Colline Saluzzesi

Colline Saluzzesi
Disciplinare DOC
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Piemonte
Data decreto14 settembre 1996
Tipi regolamentati
Fonte: catalogoviti.politicheagricole.it[1]

Colline Saluzzesi è una DOC riservata ad alcuni vini la cui produzione è consentita nella provincia di Cuneo

Zona di produzione

La zona di produzione comprende l'intero territorio dei comuni di Pagno e Piasco e parte dei comuni di Brondello, Busca, Costigliole Saluzzo, Dronero, Envie, Manta, Martiniana Po, Revello, Saluzzo, Verzuolo e Villar San Costanzo[1].[2]

Storia

Il Saluzzese è un territorio ricco di vitigni locali, tra cui il Nebbiolo di Dronero, che alla fine del XX secolo è stato riconosciuto come clone dello Chatus, e il Pelaverga di Saluzzo, ora classificato Pelaverga e ben distinto dal Pelaverga piccolo, tipico di Verduno. Dopo il riconoscimento della DOC nel 1996 si sta assistendo a una rinascita della viticoltura, già praticata in loco dai Taurini[3]. Nel 1721 i Bandi Campestri della città di Busca fanno riferimento al vitigno Quagliano. Il “Pelaverga” dai tempi più antichi era coltivato nell'area di Pagno[4]), allo sbocco della Valle Bronda. Pare che il vitigno vi sia stato introdotto dai frati di San Colombano che, sul finire dell'VIII secolo, fondarono un monastero a Pagno[5]. Giovanni Andrea Saluzzo del Castellar, nel suo libro di memorie, narra che già nel 1511 Margherita di Foix, moglie di Ludovico II marchese di Saluzzo, mandava in omaggio ogni anno “una trantena di botalli de vino de Pagno et de Chastella” a Papa Giulio II perché “el bon vin gli piasia: et non fu mai meglior espesa per la chassa de Saluce fata che mandar questo vino ch'è stato causa de tanti beni”[6]. Il “Pelaverga” di Pagno continuò nel corso dei secoli ad essere conosciuto ed apprezzato, tanto da essere uno dei pochi vitigni all'epoca vinificati in purezza. Il vino che se ne otteneva era leggero e poco colorato, da consumarsi entro pochi mesi dopo la vendemmia, salvo quando, come accadeva frequentemente, vi si univano uve “Nebbiolo”, nel qual caso i vini risultavano più serbevoli e corposi. Era uso comune, inoltre, conservarne grappoli su graticci per il consumo come uva da mensa (Eandi, 1835). Negli anni '60 del XX secolo veniva denunciata una produzione di soli 250 q di uva[5].

Tecniche di produzione

Norme per la viticoltura

Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti devono essere quelle tradizionali della zona, in terreni argillosi, sabbiosi, calcarei o marnosi, in giacitura collinare; sono esclusi i terreni di fondovalle. L'altitudine non può superare i 750 metri slm. Il sistema di allevamento e potatura è la controspalliera con vegetazione assurgente.
È obbligatoria l'indicazione dell'annata di produzione delle uve, ad eccezione della tipologia Quagliano Spumante.

Norme di produzione

La vinificazione va effettuata in provincia di Cuneo; imbottigliamento e spumantizzazione nella Regione Piemonte. Si richiede un invecchiamento di 12 mesi.

Disciplinare

La DOC "Colline Saluzzesi" è stata istituita con D.M. 14.09.1996, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 del 27.09.1996
Successivamente è stato modificato con

  • D.M. 17.02.1997 - G.U. n. 61 del 14.03.1997
  • D.M. 19.10.2010 - G.U. n. 271 del 19.11.2010
  • D.M. 30.11.2011 - G.U. n. 295 del 20.12.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
  • D.M. 12.07.2013 - Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
  • La versione in vigore è stata approvata con D.M. 07.03.2014, pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf[7]

Tipologie

Rosso

È consentita la menzione vigna, purché il vigneto abbia almeno 7 anni e con resa dell'uva per ettaro di almeno 80 q.

uvaggioBarbera, Chatus, Nebbiolo, Pelaverga, da soli o congiuntamente, almeno per il 60%.
colorerosso rubino
odorefruttato. vinoso, intenso caratteristico
saporefresco, secco, fruttato intenso, caratteristico
titolo alcolometrico minimo11,50% vol.
acidità totale minima4,5 g/l.
estratto secco minimo18,00 g/l
resa massima di uva per ettaro100 q.
resa massima di uva in vino70 %

Abbinamenti consigliati

Barbera

È consentita la menzione vigna, purché il vigneto abbia almeno 7 anni e con resa dell'uva per ettaro di almeno 80 q.

uvaggioBarbera 100%
colorerosso rubino, con riflessi violacei da giovane, tendente al granato se invecchiato
odorevinoso, intenso, caratteristico, delicato
saporeasciutto, armonico, vellutato, leggermente tannic
titolo alcolometrico minimo12,00% vol.
acidità totale minima5,0 g/l.
estratto secco minimo18,00 g/l
resa massima di uva per ettaro90 q.
resa massima di uva in vino70 %

Abbinamenti consigliati

Chatus

È consentita la menzione vigna, purché il vigneto abbia almeno 7 anni e con resa dell'uva per ettaro di almeno 80 q.

uvaggioChatus 100%
colorerosso rubino intenso
odorefruttato, vinoso
saporeasciutto, di buon corpo, armonico ed eventualmente tannico
titolo alcolometrico minimo12,00% vol.
acidità totale minima5,0 g/l.
estratto secco minimo18,00 g/l
resa massima di uva per ettaro90 q.
resa massima di uva in vino70 %

Abbinamenti consigliati

Pelaverga

È consentita la menzione vigna, purché il vigneto abbia almeno 7 anni e con resa dell'uva per ettaro di almeno 80 q.

Può venire prodotto nelle versioni secco e amabile.

uvaggioPelaverga 100%
colorerosso rubino tenue
odorefine, delicato, fragrante, delicatamente fruttato con sentore di ciliegia e lampone, speziato, caratteristico
saporesecco, armonico morbido. Nel tipo amabile, fresco, delicato con aroma di lampone, talvolta vivace
titolo alcolometrico minimo11,50% vol.
acidità totale minima4,5 g/l.
estratto secco minimo17,00 g/l
resa massima di uva per ettaro90 q.
resa massima di uva in vino70 %

Abbinamenti consigliati

Il grado alcolico è moderato (Circa 10 gradi) e ben bilanciato dalla poca acidità, che ne fa un vino adatto al consumo giovane. Di buon abbinamento con la cucina piemontese e, in particolar modo, eccellente con pasta, carni bianche, oppure gli antipasti come il vitello tonnato, grazie alla delicata tannicità del sorso, che ben bilancia le sensazioni della salsa.

Pelaverga rosato

È consentita la menzione vigna, purché il vigneto abbia almeno 7 anni e con resa dell'uva per ettaro di almeno 80 q.

uvaggioPelaverga 100%
colorerosato più o meno intenso
odorefine, delicato, fragrante, floreale e fruttato con sentore di ciliegia e lampone
saporesecco, o eventualmente abboccato, armonico morbido
titolo alcolometrico minimo11,50 % vol.
acidità totale minima4,5 g/l.
estratto secco minimo15,00 g/l
resa massima di uva per ettaro90 q.
resa massima di uva in vino70 %

Abbinamenti consigliati

Quagliano

È consentita la menzione vigna, purché il vigneto abbia almeno 7 anni e con resa dell'uva per ettaro di almeno 80 q.

uvaggioQuagliano 100%
colorerosso tenue, con eventuali riflessi violacei
odoredelicatamente vinoso con sentore di viola e con aroma gradevole e caratteristico
saporeamabile e gradevolmente dolce, di medio corpo, fruttato, talvolta vivace
titolo alcolometrico minimo11,00 % vol. di cui almeno 5,5 svolti
acidità totale minima5,00 g/l.
estratto secco minimo18,00 g/l
resa massima di uva per ettaro90 q.
resa massima di uva in vino70 %

Abbinamenti consigliati

Quagliano spumante

È consentita la menzione vigna, purché il vigneto abbia almeno 7 anni e con resa dell'uva per ettaro di almeno 80 q. VERIFICA

uvaggioQuagliano 100%
spumafine e persistente
colorerosso tenue tendente al violaceo
odoredelicatamente vinoso con sentore di viola, gradevolmente caratteristico
saporegradevolmente dolce, di medio corpo, assai fruttato
titolo alcolometrico minimo11,00 % vol. di cui almeno 7,00 % svolti
acidità totale minima5,00 g/l.
estratto secco minimo18,00 g/l
resa massima di uva per ettaro90 q.
resa massima di uva in vino70 %

Abbinamenti consigliati

Note

  1. 1 2 Disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Colline Saluzzesi”, su quattrocalici.it. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  2. ↑ Ne fa parte anche il territorio dell'ex comune di Castellar, fuso con Saluzzo dal 2019
  3. ↑ Confusi con i Caturigi in numerosi studi locali
  4. ↑ Nuvolone, 1798
  5. 1 2 Carlone, 1962
  6. ↑ Baruffi, 1863
  7. ↑ Per un errore tecnico la scheda non è rintracciabile nel catalogo ministeriale