Colorificio Attiva

Colorificio Attiva
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Piemonte
LocalitàPozzolo Formigaro
IndirizzoStrada Provinciale Alessandria 55
Coordinate44°49′17.8″N 8°44′56.18″E
Informazioni generali
CondizioniIn buona parte dismesso
Costruzione1969
Stilebrutalismo e moderno
Realizzazione
ArchitettoVittoriano Viganò

Il colorificio Attiva è un complesso industriale situato a Pozzolo Formigaro lungo la strada statale 35 dei Giovi, progettato dall'architetto Vittoriano Viganò nel 1969.[1][2][3]

Storia e descrizione

Costruito su un'area di circa 110000 m² posta nella pianura tra Alessandria e Novi Ligure, il colorificio, che richiama soluzioni formali e strutturali già adottate da Viganò nell'istituto Marchiondi, fu realizzato nel contesto dello sviluppo industriale dell'area nel secondo dopoguerra.[1]

Lo stabilimento è caratterizzato da uno sviluppo spiccatamente orizzontale e mantiene un'altezza uniforme di circa sei metri, con alcune brevi sezioni che si innalzano fino a dieci.[2] Il rapporto con l'ambiente esterno è filtrato dalle aree verdi perimetrali e dall'arretramento dei corpi di fabbrica rispetto al filo stradale.[1] Alla mimesi del complesso nell'ambiente contribuisce anche la recinzione perimetrale, caratterizzata da un'altezza ridotta e da un andamento grecato, progettata con l'obiettivo di spezzare la rigidità del tradizionale muro perimetrale tipico dei fabbricati industriali e di permettere una continuità visiva tra il complesso e la campagna.[1][4]

Organizzato secondo un tracciato modulare in pianta e in alzato, con un modulo base di 6,666 × 6,666 metri,[2] il complesso concentra l'accesso e il controllo dei flussi carrai in un unico varco, regolato secondo le norme ANAS.[1] All'interno dello stabilimento la distribuzione degli spazi è regolata in base alle funzioni: la zona d'ingresso a nord-ovest è destinata ai servizi generali, tra cui la portineria, gli uffici, gli spogliatoi, il refettorio e l'infermeria; l'area centrale è dedicata ai settori produttivi, disposti a Y con corpi paralleli; la zona meridionale era invece destinata originariamente al deposito dei solventi e alle lavorazioni a maggior rischio d'incendio.[1]

Dal punto di vista costruttivo, il colorificio Attiva fu interamente realizzato in cemento armato a vista, con alcuni elementi prefabbricati.[1][4] La copertura dei capannoni venne sviluppata mediante un solaio con intradosso a sezione grecata e superficie corrugata, concepito per eliminare la tradizionale trave sporgente e connettere direttamente il pilastro alla piastra di copertura.[2][5] I capitelli dei pilastri presentano una caratteristica conformazione a «L», ideata per facilitare il posizionamento e l'allineamento delle travi precompresse. Le tamponature perimetrali sono costituite da vetrate trasparenti inserite in una fitta griglia di calcestruzzo, concepite sia per garantire luminosità e continuità visiva tra gli interni e l'esterno, sia per fungere da pareti facilmente demolibili in caso d'incendio o di esplosione interna.[1][2] Infine, gli impianti tecnologici e le tubazioni erano lasciati a vista, assumendo un preciso valore plastico e decorativo all'interno degli ambienti di lavoro e creando un contrasto con il calcestruzzo e il rosso ossido delle finiture.[2][4]

Al 2019 il colorificio non era più in funzione e solo una parte dei suoi locali era ancora adibita a magazzino. Nonostante gli evidenti segni di degrado, l'edificio manteneva tuttavia inalterate le proprie caratteristiche originarie.[3]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Pedio, pp. 216-225.
  2. 1 2 3 4 5 6 Domus, pp. 13-21.
  3. 1 2 Colorificio Attiva, su censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it. URL consultato il 27 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2026).
  4. 1 2 3 Capuano e Muratore, p. 113.
  5. ↑ Viganò, p. 69.

Bibliografia

  • Renato Pedio, Colorificio Attiva a Novi Ligure nell’itinerario architettonico di Vittoriano Viganò, in L'architettura. Cronache e storia, n. 166, agosto 1969.
  • Un’architettura di Vittoriano Viganò. Lo stabilimento Attiva, in Domus, n. 483, febbraio 1970.
  • Alessandra Capuano e Giorgio Muratore, Guida all’architettura moderna. Italia: gli ultimi trent’anni, Bologna, Zanichelli, 1988, ISBN 978-8808054340.
  • Vittoriano Viganò, A come architettura, Milano, Electa, 1992, ISBN 978-8843542345.