Computer & Communication Industry Association

La Computer & Communication Industry Association (CCIA) è un'organizzazione internazionale senza fini di lucro dedicata all'innovazione e al miglioramento dell'accesso della società all'informazione e alle comunicazioni che si impegna per una libertà, non solo formale, nel mondo web e dell'informatica. Vi aderiscono aziende di primissimo livello mondiale come Dish Network, eBay, Facebook, Google, Intuit, Uber, nVidia, Sprint Nextel e Amazon.[1] Edita il sito Patent Progress [2]

Ha sede a Washington e un ufficio di rappresentanza a Bruxelles per i rapporti con l'Unione europea.[3]

L'associazione interviene nelle cause, anche di importi estremamente elevati, come quella che ha contrapposto Samsung e Apple.[4][5] Ha cercato di costituirsi anche nella causa contro la Microsoft,[6] ma la sua richiesta è stata respinta dal giudice[7]. Ha finanziato studi per dimostrare la pericolosità per lo sviluppo tecnologico dell'eccessivo ricorso ad azioni legali in materia brevettuale.[8]

È intervenuta anche in audizioni al Senato degli Stati Uniti.[9][10]

Conduce, secondo lo stile statunitense, anche un'importante azione di lobbying per una migliore definizione del fair use e una interpretazione più estensiva delle norme del Digital Millennium Copyright Act,[11] pubblicando atti che dimostrano l'importanza nell'economia statunitense del fair use.[12] Svolge attività anche sull'estensione della libertà d'uso di internet in Cina.[13]

Note

  1. ↑ Società membri, su ccianet.org.
  2. ↑ Patent Progress, su patentprogress.org.
  3. ↑ lobbifacts, su lobbyfacts.eu.
  4. ↑ Law Cornell, su law.cornell.edu.
  5. ↑ mactechnews.de.
  6. ↑ Punto Informatico, su punto-informatico.it.
  7. ↑ Curia, su curia.europa.eu.
  8. ↑ arstechnica, su arstechnica.com.
  9. ↑ government surveillance (PDF), su justice.gov.
  10. ↑ internet censorship (PDF), su finance.senate.gov.
  11. ↑ Digital Millennium Copyright Act (PDF), su copyright.gov.
  12. ↑ ccianet.org (PDF).
  13. ↑ Congressional digest., su congressionaldigest.com.

Collegamenti esterni