Comunità ecclesiale

Nel diritto canonico della Chiesa cattolica romana, una comunità ecclesiale è un gruppo di persone appartenenti a una religione cristiana che non può definirsi "Chiesa". Sebbene la parola "ecclesiale" di per sé rinvii a "chiesa" o "adunanza" in senso politico del greco della koinè, in senso proprio la Chiesa cattolica romana applica il termine "Chiesa" solo alle comunità cristiane che, secondo la dottrina cattolica romana, "hanno veri sacramenti e soprattutto – in virtù della successione apostolica – il sacerdozio e l'Eucaristia".[1]

Definizione

La Chiesa cattolica romana riconosce e definisce formalmente come "Chiesa" di natura simile alle proprie Chiese particolari (diocesi e Chiese autonome o sui iuris) le Chiese cristiane orientali separate dalla piena comunione con Roma. Non ha negato la pretesa di alcune comunità del Cristianesimo occidentale di soddisfare la definizione cattolica di "Chiesa" (un esempio è la Chiesa cattolica nazionale polacca). Infatti, facendo riferimento alle "Chiese e comunità ecclesiali separate in Occidente",[2] il Concilio Vaticano II ha riconosciuto l'esistenza di alcune Chiese occidentali che non sono in piena comunione con la Santa Sede.

Tuttavia, la Chiesa cattolica romana esclude espressamente "quelle comunità cristiane nate dalla Riforma protestante del XVI secolo", che non godono della successione apostolica nel sacramento dell'Ordine e quindi mancano di un elemento costitutivo della Chiesa.[3]  Tali comunità includono la Chiesa d'Inghilterra e la più ampia Comunione anglicana. Per la Chiesa cattolica, le loro ordinazioni hanno una validità "assolutamente nulla e del tutto priva di valore".[4] Questa sentenza fu ufficialmente enunciata nella bolla papale Apostolicae curae del 1896 da papa Leone XIII, che confermò l'invalidità e illiceità di tutte le ordinazioni anglicane.[4]

Tuttavia, dopoché la promulgazione della Dominus Iesus da parte di Joseph Ratzinger nel 2000, i ministri protestanti danesi della Chiesa di Danimarca hanno risposto che quel documento aveva un effetto distruttivo sulle relazioni ecumeniche ed equivaleva a negare agli altri cristiani il diritto di chiamarsi tali.[5]

Note

  1. ↑ Congregazione per la Dottrina della Fede, Responses to Some Questions regarding Certain Aspects of the Doctrine of the Church: Fourth Question, su vatican.va, 13 agosto 2013.
  2. ↑ Unitatis Redintegratio
  3. ↑ Congregazione per la Dottrina della Fede, Responses to Some Questions regarding Certain Aspects of the Doctrine of the Church: Fifth Question, su vatican.va, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana per conto della Santa Sede, 13 agosto 2013. URL consultato il 28 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2013).
  4. 1 2 Adams, Marilyn McCord, Mutual denunciations, in Christ and Horrors: The Coherence of Christology, Current Issues in Theology, vol. 4, Cambridge e New York, Cambridge University Press, 2006, p. 308, DOI:10.1017/CBO9780511607585.011, ISBN 9780511607585.
  5. ↑ To the Roman Catholic Church in Denmark, su interchurch.dk, 28 febbraio 2005 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2005).

Voci correlate