Concetto Focaccetti

Concetto Focaccetti
arcivescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita8 dicembre 1814 a Rapagnano
Ordinazione sacerdotale23 o 29 settembre 1837
Nomina a vescovo22 febbraio 1867 da papa Pio IX
Consacrazione a vescovo10 marzo 1867 dal cardinale Costantino Patrizi Naro
Elevazione ad arcivescovo23 maggio 1887 da papa Leone XIII
Morte26 settembre 1889 (74 anni) a San Ginesio

Concetto Focaccetti (Rapagnano, 8 dicembre 1814 – San Ginesio, 26 settembre 1889) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia

Concetto Focaccetti nacque a Rapagnano l'8 dicembre 1814 da Vincenzo e Geltrude Bernabei. Il padre si trovava nel paese per motivi professionali, ma la famiglia fin dall'antichità proviene da San Ginesio.[1] Il nome "Concetto" gli venne dato in onore dell'Immacolata Concezione. Dopo aver studiato a San Ginesio, in particolare I fioretti di san Francesco e letterati greci, latini e trecentisti del Dolce stil novo, venne ordinato sacerdote nel 1837 in un giorno tra il 23[2][3] o 29[1] settembre dall'arcivescovo Nicola Mattei, celebrando la prima messa nella chiesa di Santa Maria in Vepretis. Fu costretto a recarsi a Rapagnano per esercitare il suo ministero sacerdotale per assenza di canonicati vacanti nella Collegiata di Santa Maria Assunta.

Alla fine del 1842 fece ritorno a San Ginesio, dove ottenne il canonicato familiare della famiglia Vannarelli, rimasto vacante dopo la morte del canonico Virgilio. Nel 1845, per evitare la chiusura dell'ospedale di San Paolo, oggi noto maggiormente come Ospedale dei Pellegrini, presentò un'istanza a papa Gregorio XVI chiedendo che numerosi beni appartenenti a confraternite e istituti di beneficenza non più esistenti fossero aggregati al patrimonio dell'ospedale, così da evitarne la soppressione a causa delle difficoltà finanziarie.[4]

Durante questo periodo ricoprì anche l'incarico di consigliere comunale, non per elezione ma per la reputazione che aveva acquisito in paese. Nel 1846 si occupò di alcune controversie tra San Ginesio e le province di Ascoli Piceno e Macerata riguardanti il tracciato della strada Faleriense. Il percorso sarebbe dovuto passare anche per la località ginesina di Collina, ma, quando i lavori erano già iniziati nei pressi di Pian di Pieca, una delibera ne escluse il passaggio. Secondo lui il Comune, che aveva già versato 40 000 scudi, stava subendo un danno sia economico che turistico, oltre a una violazione degli accordi precedentemente stabiliti.[1]

Con l'elezione al pontificato di Giovanni Maria Mastai Ferretti, originario di Senigallia, che assunse il nome di Pio IX, la diocesi di Imola rimase vacante e venne affidata al cardinale Gaetano Baluffi. Quest'ultimo lo invitò a collaborare con lui; Concetto inizialmente rifiutò, ma finì poi per accettare, divenendo suo segretario. L'incarico fu preso con carattere "temporaneo", condizione che gli permise di conservare il proprio canonicato e di essere inoltre nominato "canonico onorario" dal priore don Antonio Forconi.[1]

Il 22 febbraio 1867 venne nominato da Pio IX amministratore apostolico della diocesi di Acquapendente.

Ministero episcopale

Fu nominato vescovo il 22 febbraio 1867 e nominato il 10 marzo a Roma, consacratore il cardinale Costantino Patrizi Naro e co-consacratori il vescovo Giuseppe Cardoni e l'arcivescovo Francesco Marinelli.

Il 25 luglio 1880, vestito dei paramenti pontificali, incoronò solennemente l'immagine della Vergine della Misericordia, dipinto del XVII secolo di Domenico Malpiedi situato nella Collegiata di San Ginesio, dopo il verificarsi di un evento miracoloso. La celebrazione ebbe grande rilievo nella devozione popolare sanginesina.[4]

L'1º marzo 1878 venne impossibilitato dal Consiglio di Stato del Regno d'Italia a continuare ad amministrare la mensa vescovile della diocesi di Acquapendente, rimasta vacante dopo la morte del vescovo Giovanni Battista Pellei. Il Consiglio stabilì che l'amministrazione di una diocesi vacante, concessa dal Pontefice ad nutum Sanctae Sedis, cessa automaticamente con la cessazione della causa che l'ha determinata e che, in tal caso, rientra nel diritto comune, soggetta quindi alle norme statali sull'Economato generale dei benefici vacanti (Regio decreto 26 settembre 1860, art. 18).[5]

Morì a San Ginesio il 26 settembre 1889, compianto dalla cittadinanza. Fu sepolto nel cimitero di Fiolce.

Opere

Non si conoscono molto gli scritti letterari di Focaccetti e alcuni sono inediti. Durante la sua vita collaborò con il periodico "Il Piceno" e si occupò di storia, arte e biografie. Sono conosciuti un testo sulla storia di Monte San Pietrangeli, un'illustrazione per il dipinto del Severini sito nella collegiata di Santa Maria di Piazza Alta di Sarnano, testi su Teresina Leopardi e la biografia del cardinale Baluffi. Si occupò anche di traduzioni e di curare la forma stilistica del periodico "Mese Mariano".[1]

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Note

  1. 1 2 3 4 5 Alfonso Porzi, San Ginesio terrazza delle Marche, potente castello medievale piceno, vol. 2, 1986.
  2. ↑ (EN) Concetto Focaccetti, su www.catholic-hierarchy.org. URL consultato il 13 dicembre 2025.
  3. ↑ Luciano Osbat-Cersal, Focaccetti Concetto, su Dizionario Storico Biografico della Tuscia, 29 aprile 2018. URL consultato il 12 dicembre 2025.
  4. 1 2 Giuseppe Salvi, Memorie storiche di Sanginesio (Marche) in relazione con le terre circonvicine, Camerino, 1889.
  5. ↑ La legge: monitore giudiziario e amministrativo del Regno d'Italia, Roma, Ufficio di Direzione ed Amministrazione, 1879. URL consultato il 13 dicembre 2025.

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Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 190399563 · ISNI (EN) 0000 0004 2339 9501 · SBN RMLV049433 · BAV 495/92893