Condensazione capillare

La condensazione capillare consiste nel fenomeno di transizione gas-liquido in pori di dimensioni ridotte (detti "mesopori"), ad esempio all'interno di materiali porosi, che si svolge in condizioni di pressione minori della pressione di vapore del liquido considerato.[1]

Tale fenomeno fu messo in evidenza per la prima volta nel 1911 dal chimico austriaco Richard Adolf Zsigmondy.[2]

Equazione di Kelvin-Wheler

Al diminuire della dimensione dei pori, diminuisce la pressione alla quale si ha la condensazione, secondo la seguente equazione, detta equazione di Kelvin-Wheler:[3][4]

in cui:

La condensazione capillare nel calcestruzzo

Il fenomeno della condensazione capillare fa sì che si formi del liquido all'interno dei pori del calcestruzzo (che è un materiale particolarmente poroso) anche quando l'umidità relativa è minore del 100%.

La condensazione capillare nel processo di adsorbimento

Nei processi di adsorbimento e desorbimento che seguono le isoterme di adsorbimento di tipo IV e V si presenta isteresi a causa del fenomeno di condensazione capillare.[5][6]

Note

  1. ↑ Copia archiviata (PDF), su unibg.it. URL consultato il 27 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ↑ Fraissard, p. 7.
  3. ↑ Copia archiviata (PDF), su enco-journal.com. URL consultato il 27 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2006).
  4. ↑ The Kelvin equation and the capillary condensation of water, su nature.com.
  5. ↑ Copia archiviata (PDF), su antonio.licciulli.unile.it. URL consultato il 27 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2007).
  6. ↑ fedoa.unina.it, http://www.fedoa.unina.it/1501/1/Gargiulo_Ingegneria_Chimica_Materiali_Produzione.pdf.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàGND (DE) 4538853-2